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Memoria

Memoria. Analisi di una funzione della mente. Memoria:. La memoria è la capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata e di servirsene per agire nel mondo, conoscere e prevedere gli eventi futuri;

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Presentation Transcript


  1. Memoria Analisi di una funzione della mente

  2. Memoria: • La memoria è la capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata e di servirsene per agire nel mondo, conoscere e prevedere gli eventi futuri; • La funzione in cui si esprime la memoria è il ricordo, la cui diminuzione o scomparsa caratterizza il fenomeno dell’oblio.

  3. Herman Ebbinghaus • Ebbinghaus (1850 – 1909) pioniere degli studi sulla Memoria; • Testo: La Memoria (1885) • È il primo psicologo a studiare in modo sperimentalmente la memoria; • E. riteneva necessario studiare questa funzione come una Funzione Pura ovvero: slegata da ogni contesto di vita e da ogni concreto utilizzo. • Studiava la pura e astratta memoria: le sue reali potenzialità e modalità di immagazzinare dati.

  4. Ebbinghaus: la “curva dell’oblio” • Per studiare il processo di memorizzazione, deve essere utilizzato: materiale ignoto ai soggetti e quindi slegato dalle esperienze individuali; • Scelse a questo scopo delle sillabe senza senso: es. nor, rux, lef, ecc. • Il primo importante risultato sperimentale fu: tanto più lunga è la lista degli stimoli tanto maggiore è il tempo di lettura e ripetizioni “a mente” necessarie per ricordare la lista. • Esiste una relazione particolare tra quantità del materiale che deve essere memorizzato e i tempi di apprendimento → se ad esempio occorrono 3 secondi per imparare una lista di 7 sillabe, ne occorrono 83 per una lista di 12 sillabe . • Il merito di E. è di aver dato una descrizione quantitativa del fenomeno dell’apprendimento e della memorizzazione.

  5. Ebbinghaus: la “curva dell’oblio” Rapida perdita di memoria • Esiste una relazione tra tempo che passa e oblio; • Immediatamente dopo la memorizzazione del materiale c’è una perdita del ricordo notevolissima, • Su una lista di 13 sillabe memorizzate, dopo 19-20 minuti il materiale ricordato “ritenuto” è sceso al 60% (circa 8 sillabe); E. Cercava di capire le capacità di “ritenzione della mente” (memorizzare) al trascorrere del tempo

  6. Ebbinghaus • Solo l’apprendimento ripetuto (o riapprendimento: ogni qual volta impariamo qualcosa con il trascorrere del tempo una parte di ciò che abbiamo appreso tende a non essere più ricordato – è quindi necessario riapprenderlo attraverso l’esercitazione) a intervalli di tempo precisi es: dopo 2 ore o dopo 4 ore, se l’apprendimento viene ripetuto, si può garantire un notevole rallentamento dell’oblio e un consolidamento delle conoscenze. • E. inoltre sottolinea l’importanza nel processo di memorizzazione tramite “l’associazione per continuità temporale” → “per cui, ad esempio, la sillaba numero 10 può richiamare soprattutto la numero 11, un po’ meno la 12, meno ancora la 13, e via di seguito”

  7. I processi della memoria Il manifestarsi della memoria (i tipi di memoria): • … È capitato a tutti di vivere situazioni o di vedere persone, luoghi che hanno suscitato un ricordo confuso. Di solito in momenti di questo tipo il ricordo poco a poco si fa più chiaro e tutto torna alla memoria con i suoi contorni più precisi … • La reintegrazione: è costituito dal ricordo più completo possibile di un evento del passato, localizzato spazialmente e temporalmente. • la spiegazione psicoanalitica è riferita al meccanismo di difesa: rimozione

  8. I processi della memoria • Riconoscimento: è un processo di identificazione di un oggetto, persona, situazione, precedentemente conosciuto e quindi ci appare come “già visto” o familiare. • Così gli animali sarebbero dotati di meccanismi innati di riconoscimento che consentono loro l’individuazione dei propri simili. • Un bambino già a 6 settimane di vita reagiscono ad un volto umano. Il bambino ha impresso una raffigurazione schematica dei volti umani. • Ci sono i falsi riconoscimenti: l’impressione di conoscere qualcosa che in realtà è sconosciuto. • Esempio: il déjà vu: una situazione nuova viene percepita come “già vista”. Sono frequentemente descritti da soggetti epilettici e isterici per i quali l’esperienza può durare giorni o ore. Mentre nelle persone normali permane al massimo qualche secondo. • Psicoanaletticamente questo fenomeno può essere spiegato come il ricordo di fantasie inconsce riattivato dalla situazione attuale.

  9. I processi della memoria • Misconoscimento:è un’esperienza in cui il soggetto percepisce situazioni a lui ben note come nuove e estranee ( jamais vu). • Può verificarsi nelle schizofrenie, in alcune crisi epilettiche, in stati di tossicità o di particolare affaticamento e stress. • Rievocazione: è il ricordo di qualcosa senza alcun riferimento circostanziato al proprio passato (memorie motorie o procedurali, inscritte nel nostro organismo); come “chi nuota, ad esempio, lo fa anche senza ricordare esattamente quando è sceso in acqua per la prima volta” ; • Rievocare quindi: consente di utilizzare informazioni del passato nel momento in cui è necessario farlo.

  10. I processi della memoria • Riapprendimento: consiste nel riutilizzare delle conoscenze teoriche o pratiche apprese in passato e poi non utilizzate per un certo tempo. • Le conoscenze apprese e poi non più utilizzate vengono riapprese più rapidamente → minor tempo e minor prove, esercizi; grazie alla ritenzione mnemonica ( esperimenti di Ebbinghaus).

  11. Che cosa facilita la memoria Possiamo individuare 4 stadi: • Struttura del materiale:Il meccanismo di fissazione del materiale agisce in base a dei criteri. Indubbiamente la fissazione è condizionata dalla struttura del materiale da memorizzare. Secondo gli psicologi della Gestalt è la struttura dell’oggetto che determina la fissazione del ricordo. • È più facile ricordare dei versi belli e sintatticamente organizzati o delle immagini semplici, che: parole o immagini disorganizzate e senza senso.

  12. Che cosa facilita la memoria • L’atteggiamento: l’interesse condiziona la fissazione del ricordo. Se riteniamo che qualcosa sia per noi importante riusciamo a ricordarla meglio. • Memory set: cioè la “disposizione a ricordarsi” → indipendentemente dal reale interesse per il contenuto da memorizzare, è un tipo di memoria attivata da esclusive finalità pratiche e di adattamento (vedi esperimento pag.108)

  13. Che cosa facilita la memoria • La tonalità emotiva: “si registra – memorizza – di più e meglio ciò che ha: a) una coloritura emotiva positiva e piacevole. Seguono poi: b) i contenuti con una tonalità spiacevole; da ultimo: c) vengono quelli neutri” (vedi pag. 108 – 109). • Con il passare del tempo i nostri ricordi si modificano, si ristrutturanonel senso della semplificazione → il soggetto tende a dimenticare gli aspetti spiacevoli di un avvenimento passato rafforzando invece i caratteri positivi. • Gli psicologi giudiziari devono sempre tener conto, nel momento dell’ascolto di una vicenda, che il ricordo subisce sempre delle ristrutturazioni e che i fatti riportati, anche in buona fede, possono subire delle omissioni importanti → per questo lo studio della Testimonianza diventa un lavoro delicato fatto di minuziosi raffronti.

  14. Studi sulla memoria di Alberto Oliverio • Afferma Alberto Oliverio: “Le nostre aspettative e i nostri desideri, consci e inconsci, contribuiscono infatti a ristrutturare i ricordi: pensate, ad esempio, al modo in cui seppelliamo alcune memorie sgradevoli, legate a nostre azioni insoddisfacenti, o al modo in cui abbelliamo un fatto in cui siamo stati protagonisti.”; L’arte di pensare, pag.23. • I ricordi con il passare del tempo vengono quindi ristrutturati, cosicché il nucleo originario di una memoria perde alcune sue caratteristiche, viene semplificato in favore degli aspetti positivi.

  15. I racconti autobiografici • Come viene dimostrato dalle ricerche sui racconti autobiografici l’individuo che a distanza di 2, 5, 10 anni racconta un’esperienza fondamentale della sua vita → “lo stesso evento viene narrato in modo diverso, i particolari cambiano, cambia addirittura il suo significato, la sua valenza emotiva, come se la memoria, anziché corrispondere a una precisa ‘fotografia’ della realtà, fosse un pezzo di plastica che gradualmente cambia forma col tempo” (Oliverio).

  16. L’ottimismo mnestico • Secondo lo psicoanalista freudiano Cesare Musatti nel 1949 ha quindi formulato la legge dell’Ottimismo Mnestico noi tendiamo naturalmente a dimenticare gli eventi (o parti di eventi) dal contenuto spiacevole per un’intrinseca finalità biologica, ovvero: la difesa dal dolore. • “noi esercitiamo proprio un’azione selettiva sull’insieme dei nostri ricordi, nel senso che ricordiamo più facilmente e durevolmente gli avvenimenti piacevoli che non gli accadimenti spiacevoli del nostro passato. […] Questa tendenza risponde appunto a un’intrinseca finalità biologica: la difesa dal dolore.” (Musatti, Trattato di psicoanalisi, 1949, pag.40)

  17. Dai sensi alla Memoria • Come la mente assimila e trattiene le informazioni provenienti dall’ambiente esterno? Vediamo 3 passaggi: • In un primo momento gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno vengono percepiti da un registro sensoriale (udito, vista, gusto, tatto, olfatto); • A questo punto l’informazione viene registrata dalla memoria immediata: dalle grande quantità di stimoli percepiti, la mente, seleziona e da attenzione (valuta) solo alcuni di questi Stimoli ritenuti più importanti e necessari; • L’informazione passa quindi alla Memoria a Breve Termine, dove rimane per poche decine di secondi prima di essere perduta o prima di passare a sua volta definitivamente alla Memoria a Lungo Termine. • Il primo livello quindi: è quello del registro sensoriale, o memoria sensomotoria, in quanto esiste un’autonomia di circa 450 millisecondi soltanto per le informazioni visive e di circa 1500 millisecondi per quelle di tipo acustico.

  18. Caratteristiche della Memoria a Breve Termine e a Lungo Termine • Due tipi di memorie: Memoria a breve termine – Memoria a lungo termine; • Memoria a breve termine: è detta anche memoria di lavoro – ha la funzione di trattenere informazioni per intervalli brevi, tipicamente al disotto dei 30 secondi; • Ad esempio il ricordo di un numero alla fine di una telefonata coinvolge la memoria e breve termine e di solito sparisce in pochi secondi se non viene effettuato un processo di ripasso.

  19. Caratteristiche della Memoria a Breve Termine e a Lungo Termine • La Memoria a lungo termine: le informazioni tramite la ripetizione passano alla memoria a lungo termine. Essa costituisce una delle più grandi funzioni del sistema nervoso centrale. • N.B.: ricordi e esperienze sono depositati nel nostro sistema nervoso, ma, i neuroni (le cellule del nostro sistema nervoso)sono “cellule plastiche” soggette a essere influenzate dalle esperienze e quindi a poter cambiare l’emozione del ricordo.

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