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REGIONE ABRUZZO ASSESSORATO AGRICOLTURA PI ABR 1

REGIONE ABRUZZO ASSESSORATO AGRICOLTURA PI ABR 1. Il Partner PI ABR 1 . REGIONE ABRUZZO Assessorato Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca VIA CATULLO 17 65127 PESCARA assagri@regione.abruzzo.it Tel. +39 085 7672975.

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REGIONE ABRUZZO ASSESSORATO AGRICOLTURA PI ABR 1

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Presentation Transcript


  1. REGIONE ABRUZZOASSESSORATO AGRICOLTURAPI ABR 1

  2. Il Partner PI ABR 1 REGIONE ABRUZZO AssessoratoAgricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca VIA CATULLO 17 65127 PESCARA assagri@regione.abruzzo.it Tel. +39 085 7672975

  3. La RegioneAbruzzo si estende su circa 10,794 km quadrati con una popolazione di 1.367.000 abitanti. Circa il 62% del territorio è utilizzato per usi agricoli, di cui il 26% destinato a boschi; ed il 28% è classificato come superficie protetta, la più elevata percentuale tra le regioni italiane (10% la media nazionale). A conferma del grado di ruralità elevato del territorio abruzzese si evidenzia come la designazione delle zone rurali secondo il metodo OCSE indica una percentuale del territorio pari al 46,8%come “rurale predominante”, il 53,2% come “rurale intermedia” e nessunaparte del territorio è stata classificata come rurale inarea urbana. La Regione Abruzzo

  4. Le città principali L’Aquila Teramo Chieti Pescara

  5. La zootecnia in Abruzzo • La zootecnia è abbastanza diffusa in Abruzzo: in quasi tutti i comuni abruzzesi esistono aziende che hanno allevamenti. In particolare nei comuni della provincia di Teramo le quote di tali aziende sul totale sono comprese tra il 34% e il 99%; nelle altre tre province la situazione è più variegata, essendo presenti comuni con basse percentuali dall'1% al 33%, e comuni dove tali percentuali arrivano al 99%, fino al 100% dei comuni di Campotosto e di Ocre, che rappresentano il massimo regionale. • Gli allevamenti di bovini sono meno diffusi sulla fascia litoranea (20%), rispetto alle zone interne, dove esistono alcuni comuni in cui tali aziende rappresentano fino al 99%. Al contrario, gli allevamenti di ovini si distribuiscono in vaste zone, quelle coincidenti con le zone agrarie di Teramo, dell'Aquila, di Atri e di Penne. • La zootecnia abruzzese è fondamentalmente orientata alla produzione di carne: su una produzione lorda in valore di circa 261 miliardi di euro costanti, il 74% è rappresentato dal comparto delle carni. In particolare, gli allevamenti bovini forniscono una produzione di quasi 900 mila quintali, pari all’1% del totale nazionale.

  6. Gli allevamenti bovini in Abruzzo • L’allevamento bovino è praticato da oltre 4.700 aziende con una consistenza complessiva di capi pari a circa 81.000 (compresi gli animali da latte): la dimensione media degli allevamenti è quindi piuttosto modesta, con circa 17 capi ad azienda. • La produzione specializzata di carne è ottenuta presso allevamenti da ristallo o a ciclo chiuso, nel primo caso la dimensione aziendale è medio piccola (difficilmente superiore ai 100 capi/anno), e l’ingrasso si basa sull’importazione di vitelli dall’estero. • Gli allevamenti a ciclo chiuso, di dimensione ancora più ridotta, sono invece caratterizzati dalla presenza di fattrici di razza Marchigiana o meticce. • Complessivamente in Regione vengono annualmente macellati poco più di 30.000 capi pari a circa 8.000 tonnellate di carne. Gli impianti utilizzati sono meno di 40 e di questi solo 6 hanno ottenuto il “bollo CEE” mentre per gli altri si tratta di piccole strutture di ridotta capacità.

  7. Il riconoscimento IGP • L’unico riconoscimento IGP è quello del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, riconoscimento comune alle aree interne di tutte le regioni che si affacciano sull’Appennino, dalla Campania all’Emilia Romagna passando appunto per l’Abruzzo. • Per quanto riguarda l’Abruzzo, tutto il territorio regionale è stato compreso nella delimitazione geografica è ciò ha permesso nello scorso anno l’iscrizione di 123 produttori e la certificazione a circa 570 capi. • Delle tre razze permesse, in regione vi è la totalità di produzione per la Marchigiana ed i capi vengono macellati nei sei mattatoi convenzionati mentre la commercializzazione avviene tutta sul mercato locale grazie ai 18punti vendita.

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