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Promemoria immaginare e giudicare

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  1. Promemoria immaginare e giudicare Lezione 6 Garroni4 21-3-12

  2. E. Garroni, Autoritratto (1983-4)v. p. 33 di Immagine, linguaggio, figura

  3. Commento all’autoritratto • Esempio di apparente non-riconoscimento e di apparente totale indeterminatezza. • Non è vero: le cose vengono traguardate (guardate-attraverso) per ‘fissare l’indeterminatezza’ del determinato: si avverte nella percezione una presenza dell’assenza • > La percezione non è tutta sensibile: senza questo ‘pre-pensiero’ [componente non sensibile della percezione] la percezione sarebbe solo ambigua, ingannatoria, e non potrebbe azzardare alcuna interpretazione • Il pre-pensiero è la disposizione della percezione ad accordarsi con una qualche intelligenza e un qualche linguaggio (‘vocazione’ della percezione).

  4. Percezione e immaginazione • Ruolo immaginazione nella percezione • A) percezione riprodotta o ricordata rielaborata (Kant: apprensione) • B) “La rappresentazione di un oggetto riconoscibile è sempre l’occasione-condizione di una percezione, anche nel caso di un’immaginazione intenzionalmente totalizzante” • esempi: percezione disinteressata, siepe leopardiana, opere d’arte in genere

  5. Esperienze mistiche o paniche e religioni positive • Focalizzazione sull’indeterminato e tentativi indebiti di farne esperienze determinate (di riempire l’indeterminato di dottrine che dicano ‘come stanno realmente le cose’ : le cose non stanno in nessun modo

  6. Percezione disinteressata, esperienza estetica, esperienza comune • “Il riguardare disinteressatamente il mondo delle cose e l’esperienza estetica non sono che casi-limite dell’esperienza più comune: è in ogni caso l’indeterminato a svolgere una funzione essenziale dal punto di vista della plasticità e della creatività della nostra esperienza umana”. • Non così animali non umani: segnali e dunque, anche nei comportamenti appresi e trasmessi ‘culturalmente’, mancanza di a) intenzionalità (?), b) progettualità, c) libertà

  7. Cultura umana • “la cultura è, sì, una libera formazione dell’uomo, ma solo perché il patrimonio genetico umano la determina appunto come capacità di formazione libera e pur sempre innescata da bisogni adattivi che per se stessi non sono affatto liberi: sono condizioni genetico-contestuali che costringono l’uomo, se vuole sopravvivere, a un comportamento per quanto possibile libero e efficace” (p. 37) • [arbitrario e adeguato]

  8. 7. Correlazione immagine-linguaggio • 2 ipotesi opposte, ontogenetiche e filogenetiche, da scartare sul rapporto tra percezione (immagine interna) e linguaggio • 1) che il linguaggio causi la percezione • 2) che la percezione causi il linguaggio • Entrambe implausibili e intempestive (arrivano ‘a cose fatte’) • Terza ipotesi: correlazione originaria tra percezione e linguaggio: illustrazione della correlazione (ipotesi teorica) a p. 42

  9. Problema dell’unità di senso • “Il senso dell’esperienza è centrale per qualsiasi vivente. In mancanza di esso non c’è sopravvivenza possibile. E quindi ciò che abbiamo chiamato ‘un qualche linguaggio’ deve essere inteso come possibile solo se condizionato da un’unità di senso, responsabile di ogni investitura di senso” (p. 43) • Cosa intendere con ‘unità di senso’?

  10. Percepire disinteressato e esperienze non estetico-artistiche • “La percezione sembra dunque legata inizialmente soprattutto a operazioni e quindi, nello stesso tempo, a un qualche linguaggio. Però non ricaviamo da questa ipotesi che essa fosse soltanto e necessariamente pragmaticamente orientata” (p. 43) • Contemplazione estetica, perdita della presenza, forme di sublime ecc.

  11. Immagine del mondo • Critica della distinzione mondo-ambiente • Ma: mondo come comportamento (animali non umani) e mondo in immagine (animali umani). (pp. 44-45)