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Il diritto di voto alle donne Le informazioni seguenti sono fornite dalla fondazione museo storico e trattano del diritto di voto delle donne. Il diritto di voto viene esteso alle donne nel 1945 in data 1° febbraio, voluto da Ivanoe Bonomi (Presidente del Consiglio), Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi. Le donne potevano votare, ma non potevano candidarsi per essere votate, solo dopo il 10 marzo 1946 ottennero il diritto di potersi candidare. All’estero questi diritti le donne li ottennero molto tempo prima, ad esempio in Finlandia nel 1906, in Russia, nel Regno Unito e in Germania. Nel periodo storico del fascismo, la donna doveva stare in casa e pensare ai figli e ai lavori domestici, inoltre i figli dovevano essere cresciuti con forti ideali fascisti. Nella storia vennero inseriti il diritto d’onore ovvero se il marito scopriva in flagrante la moglie che commetteva adulterio, lui la poteva uccidere, oltre al diritto d’onore c’era anche il matrimonio riparatore, ovvero se la donna veniva violentata e rimaneva incinta era costretta a sposare l’uomo che l’aveva violentata. Nel 1966 Franca Viola fu la prima ad opporsi a questa decisione. Durante la resistenza, le donne ricoprirono un ruolo importante e condussero una lotta contro il nazi-fascismo, un compito importante della donna era quello della staffetta, ovvero portatrice di messaggi, armi e talvolta cibo durante la resistenza, questo ruolo era molto pericoloso. Dopo la guerra il 2 giugno 1946 ci furono le elezioni e le donne poterono candidarsi, e la percentuale delle donne elette era del 3,7% di tutte le donne che si candidarono. Delle donne che nella storia hanno avuto un ruolo importante nella politica sono: • • Maria Federici: Presidente nazionale del Centro italiano femminile Nilde Iotti: prima Presidente femmina nella Camera Nel corso del tempo si alzarono molte considerazioni sulle donne nella politica come, ad esempio, che fossero inclini alla commozione e che non erano lucide almeno una settimana al mese. Nell’art.3 della Costituzione Italiana si affermano pari dignità e diritti e la figura della donna viene esaltata. Le date importanti della lotta delle donne sono: 1950 vennero tutelati i diritti delle lavoratrici; 1958 legge contro lo sfruttamento delle donne; 1963 divieto di licenziamento per il matrimonio e le donne potevano accedere alle cariche; 1968 l’adulterio non è reato; 1970 legge sul divorzio; 1971 sanzioni alla pubblicizzazione di contraccettivi e formazione degli asili nido comunali; 1975 diritto alla famiglia e assistenza alla maternità; 1976 Primo Ministro donna (Tina Anselmi); 1977 legge sulla parità sul lavoro; 1978 legge sull’aborto; 1981 aboliti il diritto d’onore e il matrimonio riparatore; 1996 lo stupro è reato per la singola persona. In conclusione, la lotta delle donne fino ad oggi ha portato notevoli cambiamenti, ma sono ancora molti i paesi in cui le donne non hanno pari diritti e vengono ritenute inferiori e sono vittime di violenze. È importante osservare che ora in Italia è presente una donna come Presidente del Consiglio; quindi, in Italia la figura della donna non è sminuita ma ci sono ancora dei fattori negativi. Mentre molte donne nel mondo stanno lottando per ottenere pari diritti degli uomini e se ci si è riusciti in passato quando le mentalità erano ancora più retrograde di quelle di oggi, la speranza di vincere e ottenere ciò che si vuole è presente.