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Anatomia dello stomaco

Anatomia dello stomaco. Fondo. Cardias. Zona oxintica. Piloro. C. Principali. Corpo. Pepsina. Antro. C. Parietali. HCl Fattore intrinseco. Zona Pilorica. C. Mucipare. C. Mucipare. Cellule G. Muco. Gastrina. Muco. Gastrite.

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Anatomia dello stomaco

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Presentation Transcript


  1. Anatomia dello stomaco Fondo Cardias Zona oxintica Piloro C. Principali Corpo Pepsina Antro C. Parietali HCl Fattore intrinseco Zona Pilorica C. Mucipare C. Mucipare Cellule G Muco Gastrina Muco

  2. Gastrite Il termine Gastrite indica una infiammazione della mucosa gastrica e pertanto rappresenta una diagnosi essenzialmente istologica. • Presentazione clinica • La gastrite per se è asintomatica. • La possibile associazione con altre patologie – ulcera, dispepsia non ulcerosa e cancro – è verosimilmente la causa dei disturbi lamentati dal paziente.

  3. Quadro Clinico • A volte silente • In alcuni casi estremamente grave con severe emorragie • In genere tendono alla guarigione spontanea

  4. Sintomatologia • Asintomatica nel 50 % dei casi • Dolore e bruciore epigastrico • Digestione lenta e difficoltosa • Nausea • Eruttazioni • Vomito

  5. Eziologia • Alimenti (caffè, spezie) • Fumo (aumenta l’incidenza della gastrite atrofica antrale) • Helicobacter pylori nel 90% dei casi • Età avanzata • Fattori genetici • Reflusso duodeno-gastrico Gastrite atrofica

  6. Forme frequenti Superficiale Erosiva emorragica Atrofica Alcalina da reflusso Forme di rara osservazione Acuta purulenta Tubercolare Luetica Localizzazione gastrica della malattia di Crohn Ipertrofica (malattia di Menetrier) Varioliforme Gastrite Entità clinica, acuta o cronica, ad eziopatogenesi diversa, caratterizzata da peculiari alterazioni endoscopiche ed istologiche

  7. Gastrite Acuta Esito dell’azione lesiva diretta di fattori esogeni e/o endogeni Fattori endogeni • Insufficienza respiratoria • Insufficienza epatica • Insufficienza renale • Sepsi • Ustioni • Shock • Intervento chirurgici • Traumi cranici Fattori esogeni • Farmaci • Alcool • Caustici • Radiazioni • Virus, batteri • Allergie alimentari • Traumi

  8. Gastrite da Farmaci • I FANS sono i farmaci coinvolti più frequentemente • Tra questi, l’aspirina è il farmaco più gastrolesivo • Provocano un abbassamento delle difese mucose dello stomaco, in quanto inducono l’inibizione della ciclossigenasi e della sintesi di prostaglandine

  9. Gastrite da Etanolo La gravità delle lesioni è proporzionale alla: • Quantità di alcool assunto • Velocità di assunzione • Stato di riempimento dello stomaco

  10. Patogenesi non ancora ben conosciuta Si ipotizza una genesi multifattoriale Fattori coinvolti: Iperacidità gastrica Ischemia (diminuita perfusione del viscere) Equilibrio acido-base sistemico Stato secretorio della mucosa gastrica Reflusso di bile Gastrite da Stress

  11. Gastrite da Stress Si verifica dopo: • Ustioni gravi • Traumi • Shock emorragico • Insufficienza respiratoria • Sepsi severa

  12. Gastrite cronica • Gastriti croniche • Gastrite di tipo A: Atrofica autoimmune • Gastrite di tipo B: Non atrofica Atrofica metaplastica • Metaplasia intestinale • Differenziazione delle normali cellule dell’epitelio gastrico in cellule identiche a quelle dell’intestino • Metaplasia di tipo completo • Metaplasia a cellule caliciformi che secernono mucina acida non solfatata • Metaplasia a cellule caliciformi che secernono mucina acida solfatata (Lesione precancerosa)

  13. Gastriti Croniche Tipo A Corpo e fondo Tipo B Antro

  14. Gastrite atrofica autoimmune • Sono presenti autoanticorpianti-cellule parietali gastriche ed anti-fattore intrinseco. • E’ spesso associata a tiroiditi autoimmuni ed al diabete Insulino dipendente • E’ localizzata a livello del fondo gastrico • E’ presente: • Acloridria • Ipergastrinemia • Anemia perniciosa • Iposideremia

  15. Helicobacter pylori • L’Helicobacter pylori è stato descritto per la prima volta nel 1983. • E’ un batterio Gram-negativo, microaerofilo, spiraliforme, della lunghezza di circa 5 , dotato di flagelli. • Ha un tropismo elettivo per l’epitelio gastrico. • Nei paesi sottosviluppati l’acquisizione della infezione, per contagio interumano (oro-orale ed oro-fecale), avviene nella prima infanzia. • Nei paesi industrializzati la prevalenza della infezione aumenta con l’età (circa il 30 % a 40 anni e circa l’80 % a 80 anni)

  16. Helicobacter pylori Motilità Flagelli Adesione alle cellule epiteliali Adesine Neutralizzazione dell’acido cloridrico Effetto citotossico Ureasi Protezione dalla fagocitosi Catalasi Vacuolizzazione cellulare e danno tissutale Citotossina 87 kDa Attivazione immunitaria e danno tissutale Citotossina 120 kDa

  17. Helicobacter pylori • L’organismo infettato tenta di difendersi attraverso la produzione di: • Enzimi digestivi • Lisozima • Lattoferrina • Produzione da parte dei macrofagi attivati di fattori chemiotattici per i neutrofili • I fattori che determinano il danno tissutale sono: • Una citotossicità diretta dell’HP • Un danno mediato dalle cellule del sistema immunitario

  18. Helicobacter pylori: come si fa la diagnosi ? • Metodi invasivi • Istologicamente su biopsie gastriche • Test rapido all’ureasi: la scissione dell’urea in bicarbonato e ioni ammonio innalza il pH del medium da 6.8 a 8.4 ed il fenolo presente cambia colore: da giallo a rosso. • Esame colturale: test non routinario e di difficile esecuzione • Metodi non invasivi • Urea breath test (UBT): si somministra urea marcata con C13 e si valuta la presenza di CO2 marcata nella aria espirata • Sierologia: ricerca degli anticorpi specifici (IgG, IgA ed IgM) nel siero. • Ricerca degli antigeni batterici nelle feci

  19. Ulcera peptica gastrica e duodenale • L’Ulcera Peptica indica una soluzione di continuo della mucosa del tratto digestivo con interessamento dell’epitelio, della tonaca propria, della muscularis mucosae e della sottomucosa. • Ha andamento cronico, è spesso solitaria e può interessare qualsiasi tratto del tubo digerente che sia esposto alla azione aggressiva della secrezione cloridro-peptica. • Il 10 % della popolazione occidentale ha avuto nel corso della propria vita un’ulcera peptica. • L’incidenza è dello 0.3 % per anno. • Il rapporto maschi/femmine è di 3:1 • La mortalità per ulcera peptica si è ridotto dal 3.1 – 3.5 all’1 per 100.000 abitanti.

  20. Ulcera peptica gastrica e duodenaleFattori di rischio • Fattori genetici • concordanza del 50 % in caso di gemelli omozigoti • Presente nel 20 – 50 % dei familiari con UP • Rischio aumentato nei soggetti 0 positivi e associazione con alcuni sottotipi dell’HLA (B5, B12, Bw35) • Fattori ambientali • Fumo di sigaretta • Helicobacter Pylori presente nell’80 % delle UG e 95 % delle UD • FANS • Fattori dietetici ed alcool • Fattori psicologici • Stress • Shock, Ustioni, Gravi traumi

  21. Fisiopatologia dell’ulcera peptica Fattori Difensivi Fattori Lesivi Acido Muco Pepsina Bicarbonati Ridotta secrezione di bicarbonati Prostaglandine Vascolarizzazione Helicobacter Pylori

  22. CANCRO GASTRICO • Epidemiologia:6000 nuovi casi ogni anno • 18-20/ 100000 nell’uomo ogni anno • 6-8/100000 nella donna ogni anno • M / F = 3 / 1 • 40 - 60 anni • Negli ultimi 20 anni si è registrata una notevole diminuzione dell’incidenza.

  23. CANCRO GASTRICO • Incidenza e mortalità variano a seconda dell’area geografica: • 1° Giappone • 2° America del Sud • 3° Europa settentrionale • 4° America centrale • L’Italia si colloca al 16° posto nel mondo e al 2° posto in Europa, dopo il Portogallo. • Toscana ed Emilia-Romagna presentano l’incidenza più alta.

  24. CANCRO DELLO STOMACO: ETIOLOGIA - FATTORI AMBIENTALI - ETNIA • 3 gruppi di incidenza: • alta (Koreani, Vietnamiti, Giapponesi); • intermedia (latini, cinesi, neri); • bassa (filippini, bianchi).

  25. Eziopatogenesi • Fattori genetici (maggiore incidenza in alcune razze; Gruppo sanguigno A) • Fattori esogeni (ambientali, dieta, fumo) • Helicobacter pylori e Gastrite cronica (produzione di tossine, con conseguente produzione di ammoniaca ed acetaldeide provocano un’infiammazione cronica; aumenta in tal modo il rischio di mutazione con eventuale degenerazione neoplastica) • Polipi adenomatosi (sebbene rari sono fortemente associati allo sviluppo di una neoplasia; rischio di cancro fino al 20% per polipi di almeno di 2 cm di diametro; rappresentano quindi un marker di rischio per la carcinogenesi gastrica) • Pregressi interventi sullo stomaco (rischio di cancro aumentato da 2 a 6 volte soprattutto dopo B II) • Anemia perniciosa (rischio aumentato da 2 a 4 volte) • Gastrite ipertrofica di Menetrier (l’ipocloridria favorisce la degenerazione neoplastica)

  26. Pregressa Billroth II Cibi salati, affumicati, conservati, tabacco aumento del pH gastrico azione mucolitica della bile + nitrosamine prodotte dalla flora intestinale induzione di gastrite atrofica NITRITI, NITRATI ed AMINE SECONDARIE Dieta ricca in frutta e verdura Calcio, Vit. A, Vit. C CANCRO DELLO STOMACO: ETIOLOGIA - FATTORI AMBIENTALI ed ANAMNESTICI- ALIMENTAZIONE, STILE DI VITA ed ALTRI FATTORI Stomaco ACLORIDRICO composti cancerogeni N-nitrosi

  27. Eziopatogenesi Fattori coinvolti Ruolo H.P.

  28. Vaghi ed aspecifici In fase iniziale, sintomatologia simile a quella dell’ulcera benigna In fase avanzata, stenosi del lume, sanguinamento, calo ponderale Calo ponderale 20-60% Dolore addominale 20-95% Nausea ed anoressia 30% Disfagia 25% Sazietà precoce 20% Dolore simil-ulceroso 20% Malattia sistemica, con linfoadenopatia sovraclaveare o pelvica, ascite, ittero o epatomegalia Sintomatologia

  29. Anatomia Patologica • Gli adenocarcinomi originano dalle cellule della mucosa gastrica in qualsiasi parte dello stomaco. • In passato più frequenti le localizzazioni nella regione antropilorica. Oggi, in aumento le localizzazioni nel fondo e nella giunzione esofago-gastrica. • Le localizzazioni prossimali hanno una prognosi peggiore rispetto a quelli distali.

  30. CANCRO DELLO STOMACO: INQUADRAMENTO DISTRIBUZIONE ANATOMICA Regione cardiale e fondo gastrico 35% 25% Corpo gastrico 40% III distale e regione antrale

  31. EARLY GASTRIC CANCER ADVANCED GASTRIC CANCER PROGNOSI PEGGIORE PROGNOSI MIGLIORE CANCRO DELLO STOMACO: CLINICA DISTINZIONE FONDAMENTALE Limitato alla mucosa/sottomucosa indipendentemente dalla presenza di metastasi ai linfonodi perigastrici Oltre la sottomucosa

  32. CANCRO DELLO STOMACO: CLINICA - EARLY GASTRIC CANCER - • Asintomatico • Sintomatico: • dispepsia(*) (50%); • epigastralgia (rara) – non col cibo, ma a volte con l’uso di farmaci antiacido; • sangue occulto nelle feci (Mallory-Weiss? UP?). (*) senso di replezione post-prandiale, senso di peso, flatulenza, eruttazioni.

  33. CANCRO DELLO STOMACO: CLINICA - ADVANCED GASTRIC CANCER - • dispepsia (50%); • calo ponderale (60%); • epigastralgia PERSISTENTE(*) (50%); • anemia e/o melena (20%); • ematemesi (aspecifica e tardiva); • vomito (tumore avanzato della regione antro-pilorica). (*) sintomo, in questo caso, SPECIFICO della neoplasia; spesso FARMACO-RESISTENTE

  34. Classificazione di Bormann

  35. Bassi livelli socio-economici Pazienti più giovani Pazienti più anziani M = F > M +++ componente genetica +++ HP-correlato CANCRO DELLO STOMACO: INQUADRAMENTO Il cancro gastrico (CG) è istologicamente classificato in 2 varianti: TIPO INTESTINALE TIPO DIFFUSO

  36. CANCRO DELLO STOMACO: MORFOLOGIA Il 90-95% dei tumori maligni dello stomaco è rappresentato dalla forma istologica ADENOCARCINOMA Altre forme di neoplasia gastrica sono molto meno frequenti: • linfomi 4%; • carcinoidi 3%; • sarcomi a cellule fusate (leiomiosarcoma) 2%; • tumori stromali gastrointestinali (GISTs) <1%.

  37. CANCRO GASTRICO Classificazione microscopica dell’ OMS

  38. il T e l’N

  39. CANCRO GASTRICO CLASSIFICAZIONE TNM Tx Tumore primitivo non definibile T0 Tumore primitivo non evidenziabile Tis Carcinoma in situ senza invasione della lamina propria T1 Tumore che invade la sottomucosa T2 Tumore che invade la muscolare propria T3 Tumore che invade la sierosa senza invasione delle strutture adiacenti T4 Tumore che invade le strutture adiacenti Nx La presenza di linfonodi metastatici non può essere valutata N0 Linfonodi regionali liberi da metastasi N1 Da 1 a 6 linfonodi regionali con metastasi N2 Da 7 a 15 lifonodi regionali con metastasi N3 Oltre 15 linfonodi regionali con metastasi Mx Metastasi a distanza non accertabili M0 Metastasi a distanza assenti M1 Metastasi a distanza presenti

  40. Diffusione • Diretta, a fegato, pancreas, colon trasverso e mesocolon • Ematogena, con metastasi epatiche, polmonari, ossee • Linfatica • Il coinvolgimento diretto della sierosa gastrica induce l’impianto delle cellule neoplastiche sul peritoneo (carcinosi peritoneale) e la caduta nello scavo pelvico (metastasi ovariche – Tumore di Krukenberg)

  41. DISTURBI DISPEPTICI RIPIENEZZA POSTPRANDIALE DOLORE EPIGASTRICO DIMAGRAMENTO, ANORESSIA FOLLOW-UP ENDOSCOPICO IN GASTRECTOMIZZATO ISTOLOGICO (biopsia eseguita per altre patologie) CARCINOMA DELLO STOMACO (diagnosi)

  42. CARCINOMA DELLO STOMACO (sopravvivenza a 5 anni) I stadio 86 % II stadio 65 % III stadio 28 % IV stadio 15 %

  43. CANCRO DELLO STOMACO: INQUADRAMENTO SOPRAVVIVENZA A 5 ANNI: 20-30% negli operati a scopo curativo; 5% nella globalità dei casi.

  44. CANCRO DELLO STOMACO: PATOGENESI - CENNI STORICI SU H. PYLORI -

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