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IL MASCHILE E IL FEMMINILE IN ONCO-EMATOLOGIA Storie di vita, vissuti e progetti a confronto PowerPoint Presentation
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IL MASCHILE E IL FEMMINILE IN ONCO-EMATOLOGIA Storie di vita, vissuti e progetti a confronto

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IL MASCHILE E IL FEMMINILE IN ONCO-EMATOLOGIA Storie di vita, vissuti e progetti a confronto

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IL MASCHILE E IL FEMMINILE IN ONCO-EMATOLOGIA Storie di vita, vissuti e progetti a confronto

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Presentation Transcript

  1. IL MASCHILE E IL FEMMINILE IN ONCO-EMATOLOGIA Storie di vita, vissuti e progetti a confronto Carla Tromellini U.O. Psicologia Clinica AUSL RE

  2. Anche gli uomini hanno un cuore, anche se, d’abitudine, per cultura e non per natura, lo ascoltano poco. Il genere maschile, purtroppo, ripone la propria identità nella ragione più che nell’emozione. Noi donne invece che, storicamente con le questioni di cuore abbiamo una certa dimestichezza, ben sappiamo che per comprendere la vita non è prudente Affidarsi solo alla ragione e ai nostri sensi limitati. Esistono anche altri strumenti di percezione, come l’istinto, l’immaginazione, i sogni, le emozioni, le intuizioni. Isabel Allende

  3. PRE-DIAGNOSI • Sottovalutazione dei sintomi fisici • EMOZIONI IN GIOCO: paura, oblio di sé, rifiuto a pensarsi ammalati e a dare sofferenza ai familiari; si va dal medico per gli altri • DIAGNOSI • FEMMINILE: emozioni per sé e per gli altri • Paura di perdere un’immagine integra di sé • Paura della dipendenza e della passività • Un pensiero rivolto alla famiglia: figli, nipoti, partner • Paura dell’insolito e di soffrire

  4. MASCHILE: emozioni per sé • Incredulità, estraneità • Rigidità fisica • Paura di morire • Rabbia • Apatia/disinteresse • Senso di smarrimento e di impotenza • ANZIANI • Sconforto • Si ricompone il presente con un passato di fatiche lavorative

  5. RAPPRESENTAZIONE DI MALATTIA • GIOVANI DONNE • La malattia può essere uno stato di grazia, un’occasione • Un tempo di condivisione maggiore con il partner • ADULTE • Malattia dopo evento critico • ANZIANE • Occasione per ri-pensare alla propria vita • Sfida allo sguardo altrui • Curiosità verso tutto • Ci si rammarica, ma ci si può compiacere della propria pienezza di vita • Si fa leva sui figli, sui nipoti

  6. UOMINI GIOVANI • La malattia evento insolito da non pensare e non immaginare più • Si cerca un senso possibile o il suo contrario • Può essere un percorso solitario • Una ricerca di autonomia dalla famiglia • ADULTI • È un incidente di percorso, una sfortuna • Si cerca più dialogo con la moglie e con i figli • La malattia è altro: stress lavorativo, o ritiro dal lavoro • Donne e uomini adulti pensano alla solitudine del partner • ANZIANI • Il non sapere fa vivere più tranquilli • È un evento naturale, sono i familiari che drammatizzano

  7. I CAMBIAMENTI PERSONALI • GIOVANI DONNE • I figli sono una leva terapeutica • Si lavora sulle passioni • Sulle criticità della vita per renderle eventi accettabili • Si chiede aiuto / umili • Si impara la dipendenza / passività • Si impara ad affidare i propri sentimenti • Si sviluppa un nuovo progetto di coppia • Meno peso al denaro ed alla competizione • Nuovo stile di vita

  8. DONNE ANZIANE • Si fa leva sulla propria capacità di contare su di sé • Per non farsi accompagnare e dare pesi agli altri • DONNE E UOMINI ADULTI • Stile di vita il più possibile routinario • Si lavora molto per non pensare • Cambiano le priorità esistenziali: per il (M.) prima la famiglia poi il lavoro. • Donne che lavorano molto per necessità, oppure per mantenere le posizioni acquisite • Si cerca di arrivare alla pensione • Ci sono uomini che si pongono interrogativi sulla gestione dei rapporti familiari e si aprono al dubbio

  9. UOMINI ANZIANI • Una vita tranquilla con poche variazioni

  10. CHI ACCOMPAGNA: • GIOVANI, ADULTE, ANZIANE DONNE • Spesso sole fisicamente • Si valorizza la non “scomparsa”del partner • Ci si preoccupa del suo disagio • Si tutelano i figli anche grandi • Se vedove, sono le amiche che accompagnano • Oppure nessuno

  11. UOMINI GIOVANI, ADULTI ED ANZIANI • Coralità femminile • Ci si accorge dell’importanza degli affetti • Se giovani, ci si può aprire a nuove relazioni • Se adulti, si sviluppa consapevolezza della forza femminile • Si dà per scontato che il femminile sia presente • Gli affetti privati come “dotazione patrimoniale”

  12. SESSUALITA’ • DONNE GIOVANI, ADULTE • È rallentata, sospesa • Rifiuto/dolore fisico • Si sperimenta la forza vitale attraverso la sessualità • Ci si sente poco “comprese” dal partner/estraneità • Apatia • Calo del desiderio • Rifiuto per età

  13. DONNE ANZIANE • La sessualità, dopo le cure, riprende • Si può avere la stomia, ma si pensa con dolcezza alla sessualità • Se vedove, non si cerca un compagno • MASCHI GIOVANI • Ne parlano poco • Non denunciano cambiamenti • MASCHI ADULTI • Manca il dialogo con la partner • La si può vivere con accanimento, per paura • Si sperimenta l’accettazione di sé fisica da parte della partner

  14. MASCHI ADULTI • La menopausa della partner segna un confine • MASCHI ANZIANI • La sessualità è più intensa di prima • Era già contratta per età • Se si è vedovi, si cerca una nuova compagna

  15. REAZIONI ALLA MALATTIA • FEMMINILE: GIOVANI, ADULTE, ANZIANE • Fare, creare per i figli/nipoti • Valorizzare gesti quotidiani • Si cerca il dialogo con il partner, con gli altri anche se è difficile • Qualche volta ci si impegna in azioni di solidarietà • Ci si prende più cura di sé • Si cercano risorse dentro di sé • Chi ha una fede attinge speranza, forza, calore umano • Se adulte si contrae il pensiero sulla malattia/ non ci si documenta

  16. REAZIONE ALLA MALATTIA • GIOVANI MASCHI • Si evade il più possibile/sports pericolosi • Si frequentano amici per darsi una vita riconoscibile • Si può cogliere la “qualità profonda degli incontri” • Si cerca una partner per condividere le paure • ADULTI MASCHI • Ci si affida ai medici • Non ci si documenta • Si delega alla partner • Si contrae il pensiero sulla malattia • Si evade con gli amici

  17. Si cerca di mantenere le routines quotidiane (bar, orto, caccia…) • MASCHI ANZIANI • Ci si affida ai medici • Non ci si documenta • Si dà spazio agli hobbies • Si pensa il meno possibile • Si attenua con l’ironia • Ci si affida, per il miracolo, a Padre Pio e a Fatima

  18. CONDIVIDERE. SOCIALITA’. SOSTEGNO PSICOLOGICO • GIOVANI DONNE • Si condivide per distribuire il dolore • Importanza di un sostegno solido e competente in ospedale • Ci si rifiuta di condividere/chiusura al mondo • ADULTE DONNE • Condividere aumenta la sofferenza • Il condividere è un prendersi cura di sé • Si condivide con chi ha sofferto e/o con amiche intime • Non si condivide con i figli

  19. ANZIANE DONNE • Nessuna condivisione con i familiari per non farli soffrire • Non con il partner che teme la solitudine • Sì a persone molto intime • Chiusura al mondo dopo eventi critici pregressi • Esperienza solitaria del dolore • LO PSICOLOGO E IL GRUPPO • Vengono considerati come un’opportunità, in generale, non per sé, ma per gli altri

  20. CONDIVIDERE. SOCIALITA’ • MASCHI GIOVANI • Si condivide poco per non pensare alla malattia • Oppure molto per buttarla fuori • Solo con i parenti stretti • Ci si documenta attraverso la partner • MASCHI ADULTI • Si condivide con pochissimi amici • Si cerca la forza dentro di sé • Si parla con i medici • Si delega la partner per documentarsi

  21. Ci si confronta solo con chi dice “si può guarire” • MASCHI ANZIANI • Si cerca di non sapere • Si condivide con poche persone fidate • È un percorso solitario/forza dentro di sè

  22. PROGRAMMI FUTURI • LA MALATTIA TOGLIE RESPIRO AL FUTURO • GIOVANI DONNE • Il futuro lo si può ipotecare con l’acquisto di una casa • Andando a vivere da sole • Un figlio è il futuro, con qualche digressione per sé e per il partner • Si programma a breve • ADULTE • Si pensa al futuro dei figli • Si desidera la pensione • Una maternità rimandata • Si vede solo un futuro denso di sofferenze

  23. Si sente in anticipo la vecchiaia • Si vive alla giornata • DONNE ANZIANE • Non si pensa al futuro, soprattutto per età • Si può essere, a 80 anni, curiose di tutto • Con sogni spericolati • Ambire ad una vita semplice • Si vive alla giornata

  24. GIOVANI MASCHI • Si pensa a divertirsi/ad evadere • A investire sul lavoro o a cambiarlo • Si pensa all’acquisto di una casa • Si programma a breve • ADULTI MASCHI • Non si rimanda, si pensa e si fa • Hobbies e amici • L’età riduce i programmi • No all’acquisto di beni durevoli per timore di non poterli utilizzare • La malattia, eventi critici pregressi, condizioni economiche disagiate non consentono il rientro in patria • Si vive alla giornata

  25. ANZIANI MASCHI • Chi lavora in proprio rimanda la pensione • Si sviluppano hobbies e il contatto con la natura • Si programmano viaggi brevi e vicini • Si vorrebbe costruire una casa per i figli • Continuare a viaggiare per confrontarsi con gli altri in mostre d’arte e convegni • Si pensa che l’età non consenta progetti • Si vive alla giornata

  26. RIFLESSIONI FINALI • Un evento critico può essere la premessa ad un cambiamento personale? • Può essere un’occasione di dialogo con sé stessi • O una condizione da licenziare in fretta….. • DIFFERENZE DI GENERE E DI ETA’ • Le giovani: • Protagoniste della loro vita (attraversano il disagio) • Le donne adulte: • I tanti pesi della vita impongono più attenzione al registro del fare • La malattia può rappresentare una de-lusione e un oblio di sè

  27. Le anziane: • Emergono dagli avvenimenti della vita con nuove cu-riosità • I giovani maschi: • Si esprimono nell’erranza, nell’evadere, ma cominciano a sostare nel dolore e scoprono il valore dell’affettività • Gli adulti: • agiscono • Non rimandano a domani • Colgono l’importanza degli affetti privati come una dotazione patrimoniale • Gli anziani: • Cercano di non modificare le routines quotidiane • Fanno per non pensare troppo (pensione-malattia)

  28. CONDIVIDERE EMOZIONI • Nell’età della tecnica le relazioni umane sono diventate • “rapporti funzionali” (Bauman). • Ci incontriamo solo come funzionari di apparati • Nell’800 Marx diceva che: “l’uomo non aveva nulla da perdere tranne le sue catene” • Oggi “senza queste catene saremmo persi” (U. Galimberti) • Nella ricerca emerge la difficoltà di condividere la sofferenza • Si oscilla tra una tendenza al confronto con pochissime, fidatissime persone • E la tendenziale chiusura agli altri per timore di non essere com-presi, com-patiti veramente

  29. Sperimentiamo la solitudine come scelta • Ma anche come diffidenza verso gli altri • L’isolamento può produrre sentimenti di freddezza, insignificanza, smarrimento • Mentre, il contatto, l’essere prossimi, produce sentimenti di calore, di significato, ritrovamento. • LE PAURE DEL SECOLO ODIERNO • Ci sono ormai entrate dentro, si perpetuano, si rafforzano • Ci spingono ad un atteggiamento difensivo • Che, una volta assunto dà concretezza e immediatezza alla paura (Bauman) • Oggi viviamo in rete e nella rete con scambi di messaggi funzionali, senza un’autentica comunicazione

  30. COLTIVARE LE EMOZIONI È una disposizione d’anima, come un corredo a cui possiamo attingere o no. Non è obbligatorio; ma se non lo facciamo non tocchiamo la nostra umanità, non ci individuiamo come essere umani. La realtà per essere vista ha bisogno di essere ridotta e potata. “Non possiamo prendere contatto con le nostre emozioni se ci mettiamo in mezzo vestiti pesanti, orpelli, rivestimenti, orgogli e pretese, immagini di noi che vogliamo proporre a tutti i costi…. Per “toccarle” davvero dobbiamo mettere a nudo la loro essenza, togliere le sovrastrutture” Paola Leonardi (Donne e uomini di cuore)