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dal regno d italia alla globalizzazione viaggiando nella costituzione n.
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DAL REGNO D’ITALIA ALLA GLOBALIZZAZIONE VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE . PowerPoint Presentation
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DAL REGNO D’ITALIA ALLA GLOBALIZZAZIONE VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE .

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  1. DALREGNO D’ITALIAALLAGLOBALIZZAZIONEVIAGGIANDONELLACOSTITUZIONE. suddito statuto albertino fascismo costituzione cittadino istruzione libertà lavoro

  2. INDICE -REGNO D’ITALIA: Statuto Albertino Fascismo Istruzione/Analfabetismo -GLOBALIZZAZIONE:Rivoluzione verde Cooperazione Internazionale ONU Lavoro minorile -Iqbal -Kumari “Il ladro di bambini” -VIAGGIANDO NELLA COSTITUZIONE: Partiti politici Costituzione della Repubblica italiana Statuto dei lavoratori La parola degli esperti Articoli della Costituzione Costituzione dell’ Unione Europea GLOSSARIO

  3. REGNO D’ITALIAStatuto Albertino, sudditi, fascismo… • Il testo dello Statuto Albertino fu scritto in pochi giorni da una commissione di giuristi che si ispirarono alla costituzione francese del 1830. Lo Statuto Albertino prevedeva la divisione dei poteri in: potere esecutivo che spettava al re, potere legislativo che spettava al Parlamento composto dalla Camera dei Deputati, eletti a suffragio maschile e dal Senato), potere giudiziario che spettava ai giudici nominati direttamente dal re.

  4. Lo Stato italiano nel 1861 era un’espressione regia anziché una conquista ottenuta con la guerra del popolo. C’era la monarchia, ovvero il perno di tutto il sistema. Lo Stato si impersonava nel sovrano e lo Statuto dichiarava che la persona del re era sacra ed inviolabile. Il re aveva potere esecutivo e potere giudiziario. Le elezioni della camera dei Deputati erano a suffragio maschile, i senatori erano scelti dal re e la funzione di deputato o senatore non prevedeva alcuna retribuzione. I diritti dei sudditi erano molto lontani da quelli enunciati nella dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.Lo Statuto Albertino rimase lo statuto della monarchia fino alla nascita della Repubblica.

  5. Statuto Albertinoarticoli principali • Art. 1=la Religione Cattolica, Apostolica Romana è la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi. • Art.2=lo Stato è retto da un governo monarchico rappresentativo. Il trono è ereditario. • Art.3=il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal re e dalla camera del Senato e dei Deputati. • Art.5=la persona del re è sacra ed inviolabile. • Art.6=il re nomina tutte le cariche dello Stato. • Art.7=il re solo sanziona le leggi e le promulga. • Art.10=la proposizione delle leggi apparterrà al re e a ciascuna delle due Camere. • Art.26=la libertà individuale è garantita. Niuno può essere arrestato o tradotto se non mai nei casi previsti dalla legge e nelle forme che essa prescrive. • Art.27=il domicilio è inviolabile. Niuna visita domiciliare può avere luogo se non in forza della legge e delle norme che essa prescrive. • …

  6. …durante il ventennio del governo fascista, lo Statuto Albertino, era stato svuotato da un punto di vista giuridico e politico. Il passaggio dal sistema di governo monarchico al sistema fascista(totalitario e basato sulla volontà di una persona) si effettuò anche sotto la spinta di un episodio definito “secessione dell’Aventino” in cui i deputati dell’opposizione, per protesta contro i brogli elettorali e l’uccisione del deputato socialista Matteotti da parte di squadristi fascisti, abbandonarono il Parlamento chiedendo al re di riportare il paese alla legalità. Il re Vittorio Emanuele III non agì e la reazione fascista fu quella di abolire la pratica del governo parlamentare emanando una legge che instaurava un’ altra forma di governo. Unica istituzione dello Statuto che persisteva era la Corona; il re esercitava ancora le sue funzioni, ma il titolo di maresciallo dell’impero era stato condiviso anche dal Duce, quindi era stata intaccata anche la supremazia del sovrano. Con la seconda guerra mondiale questo sistema costituzionale crollò. Nel quinquennio 1943/48, i maggiori partiti politici italiani elaborarono studi e progetti per la riforma costituzionale dello stato italiano.

  7. ISTRUZIONE

  8. ANALFABETISMO • All’indomani dell’ Unità d’Italia, un divario sensibile tra Nord e Sud si registrava anche nel campo dell’istruzione, in media 65 italiani su 100 erano analfabeti, ma questo dato calava al Nord mentre cresceva al Sud. L’analfabetismo veniva aggravato dalla scarsa conoscenza della lingua italiana, dato che ogni regione usava il proprio dialetto. Il nuovo Regno estese a tutto il territorio la Legge Casati del 1859, che istituiva la scuola elementare della durata di quattro anni con i primi due anni obbligatori anche se poi in effetti l’evasione scolastica era elevatissima. Poi si approvò la Legge Coppino che prolungava di un anno l’istruzione elementare e rendeva effettivamente obbligatoria la frequenza dei primi due anni.Questa legge prevedeva il proseguimento degli studi in tre indirizzi:classico umanistico(otto anni), tecnico(sei anni) “normale”(tre anni).L’applicazione della legge incontrò tre gravi ostacoli: la mancanza di aule(mancavano edifici scolastici la cui costruzione spettava ai singoli comuni), mancanza di maestri, e opposizione delle famiglie(i genitori non mandavano i bambini a scuola in quanto non potevano privarsi del loro lavoro).A poco a poco però l’idea della scuola si fece strada e molti bambini iniziarono a frequentarla regolarmente anche se all’inzio del ‘900 il 40% degli italiani era analfabeta.

  9. GLOBALIZZAZIONE

  10. Gli effetti positivi della GLOBALIZZAZIONE • Lo sviluppo dei mercati

  11. RIVOLUZIONE VERDE

  12. GLOBALIZZAZIONE • “GLOBALIZZAZIONE” è un termine di origine anglosassone con il quale si definisce un cammino di unificazione politica, economica e culturale. Un percorso che mira a eliminare le barriere di qualsiasi tipo, creando un modello unico in tutti i settori chiave su cui si fonda una società. • Questa parola è usata soprattutto in economia, e serve per indicare l’esistenza di un unico mercato di capitali che detta legge a livello universale e muove l’economia in base a una logica che deve essere comune a tutti gli stati. La globalizzazione agisce soprattutto sul mercato: sempre più spesso gli oggetti che acquistiamo hanno un marchio americano o europeo, ma sono stati prodotti nei paesi asiatici. Questo fa sì che i prodotti costino meno, ma le aziende europee o americane nelle aziende asiatiche trovano nuovi concorrenti. • Anche il mercato del lavoro è stato globalizzato. I manufatti realizzati nell’Estremo Oriente costano meno perché là il lavoro costa meno. E il lavoro costa meno perché è meno tutelato, perché gli orari sono incontrollati e perché spesso vengono messi al lavoro i bambini. In un certo senso, quindi, i lavoratori europei e americani soffrono della concorrenza dei lavoratori dell’ Estremo Oriente perché le aziende europee e americane chiudono le loro fabbriche in occidente per trasferirle in Estremo Oriente, dove “assumono “ lavoratori che costano meno. • Un ulteriore aspetto della globalizzazione è quello culturale: l’inglese è sempre più il linguaggio che consente di spostarsi, avere relazioni e fare affari in qualunque parte del pianeta. E’ la lingua della globalizzazione. • La globalizzazione ha coinvolto anche il mondo dell’informazione: Mc Luhan, un sociologo canadese, ha inventato l’espressione “Villaggio Globale”. Intendeva dire che, grazie alla TV, miliardi di persone in tutte le regioni del globo possono essere testimoni o protagonisti del medesimo evento, nello stesso momento. In realtà, a veder bene, se c’è un merito della TV globalizzata è quello di metterci davanti agli occhi, ogni giorno, un mondo con differenze abissali e generi di vita tra loro non paragonabili.

  13. rivoluzione verde, lavoro minorile, analfabetismo… • Un aspetto molto importante per uscire dal sottosviluppo è quello di riuscire ad alimentare sufficientemente la popolazione. La Rivoluzione verde in agricoltura consiste nel seminare varietà di cereali(riso, mais, grano) ad alto rendimento e che consentono fino a tre raccolti all’anno. La produttività dei campi viene ulteriormente aumentata dall’uso intenso di macchinari e fertilizzanti. Grazie alla Rivoluzione verde le produzioni di alcuni Paesi in via di sviluppo sono molto cresciute, tanto da risolvere quasi del tutto il problema della fame. La produzione è cresciuta anche in Paesi sviluppati. La Rivoluzione Verde ha anche prodotto però la perdita di suoli coltivabili e alcuni terreni fertili sono diventati improduttivi per l’eccessivo sfruttamento, inoltre l’uso di fertilizzanti inquina le risorse di acque potabili.

  14. …i Paesi in via di sviluppo pagano un alto prezzo per i benefici della rivoluzione verde, per esempio: le sementi dei cereali ad alto rendimento e i fertilizzanti chimici sono tutti prodotti nei Paesi sviluppati e gli Stati poveri hanno dovuto indebitarsi per comprarli…Anche dal punto di vista sociale all’interno di Paesi in via di sviluppo ci sono state conseguenze negative per esempio: i cereali ad alto rendimento vengono seminati da agricoltori che possono permettersi di pagare le granaglie e i fertilizzanti, mentre i contadini poveri non possono acquistarli e così negli stessi Paesi in via di sviluppo il divario tra contadini ricchi e poveri è cresciuto. Nel mondo la produzione di cerali ottenuta con la Rivoluzione Verde non ha garantito a tutti i Paesi l’autosufficienza alimentare;alcuni stati hanno potenziato il loro ruolo di produttori e controllano i prezzi a livello mondiale.Il mercato dei cereali è caratterizzato da un grande squilibrio:l’offerta è abbondante ma le persone non hanno il denaro per comprare, in sostanza ci sono molte scorte invendute nei grandi mercati che con il tempo si deteriorano e vengono gettate via, mentre la fame nel mondo non diminuisce.

  15. Cooperazione Internazionale • La cooperazione internazionale nasce alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945. In principio si occupò di istituire nuovi organismi mondiali in grado di prevenire un altro conflitto a livello planetario. La nascita dell’ONU(organizzazione nazioni unite) e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo costituiscono la base per la successiva cooperazione multilaterale(cioè tra tanti Paesi). Negli anni successivi i paesi più ricchi si fanno carico con più forza del problema della cooperazione tra Paesi, sotto la spinta di valori etico-sociali. Nascono negli anni ‘70 le prime organizzazioni non governative e la cooperazione internazionale viene vista anche come opportunità per i Paesi più ricchi che possono trovare nuovi mercati per le loro imprese, nuove zone dove investire e nuove aree da cui acquistare materie prime. Dagli anni ‘90 si cerca di raggiustare i rapporti tra il Nord e il Sud del mondo per raggiungere una più equa distribuzione delle ricchezze, e questa è la nuova sfida che ci aspetta.

  16. Organizzazione delle Nazioni Unite • L'ONU è la più estesa organizzazione internazionale, che ricopre la quasi totalità degli Stati del pianeta. Il 3 luglio 2006 gli stati membri diventano 192. Possono far parte delle Nazioni Unite tutti i paesi che accettano gli obblighi imposti dallo Statuto delle Nazioni Unite e che vengono considerati in grado di far fronte a questi obblighi. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decide l'ammissione in base alle raccomandazioni del Consiglio di sicurezza. Organi principali dell’ONU:Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Consiglio Economico e Sociale, Segretariato delle Nazioni Unite, Corte Internazionale di Giustizia.La sede dell'organizzazione si trova a New York e l'attuale Segretario generale è Ban Ki-Moon, che ha sostituito il 1° gennaio 2007 Kofi Annan.Nel 2001 le Nazioni Unite e il segretario generale Kofi Annan, furono insigniti del Premio Nobel per la pace, ma già in precedenza altre organizzazioni dipendenti dall'ONU furono premiate con un Nobel per la pace: • Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, 1965 • United Nations Peace-keeping Forces, 1988 • Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, 1954 e 1981

  17. SEDE ONUNEW YORK

  18. XXI secoloLavoro minorile & analfabetismo • In Brasile, in India, in Thailandia, negli Stati Uniti, e in parte anche in Italia ed in molti altri paesi del mondo moltissimi bambini vengono abbandonati, costretti a vivere di miseria e di stenti. Per milioni di bambini fame e violenza diventano condizione quotidiana, imparano a vivere di accattonaggio, di piccoli furti, di spaccio, di contrabbando…sono anche facile preda di adulti senza scrupoli organizzati per lo sfruttamento sistematico di minorenni. I più fortunati lavorano, ma sono costretti a tempi e sforzi disumani, al lavoro nero e sottopagato privo di qualsiasi garanzia o contributo. I governi spesso tacciono e non intraprendono azioni decisive per estirpare il fenomeno perché anche il lavoro di questi bambini serve a pagare il loro debito estero… Anche il nostro paese ha il suo posto in questo sfruttamento dell’infanzia, per il lavoro minorile,per l’arruolamento nelle file della mafia e della camorra.

  19. La comprensione delle cause che stanno alla base del fenomeno del lavoro minorile è essenziale per poter delineare le possibili linee di intervento nel settore.Chiaramente, data la complessità del problema, la risposta precisa non può prescindere da un’analisi specifica realizzata Stato per Stato. Tuttavia uno sguardo generale su quelle che sono le principali cause può offrire spunti interessanti, seppure di carattere generale.E’ evidente che una delle cause principali del fenomeno del lavoro minorile sia lo stato di povertà in cui si trovano il minore e la sua famiglia. L’assenza di risorse economiche sufficienti per acquistare beni di prima necessità, come il cibo, spinge le famiglie ad incrementare le entrate con l’avvio precoce al lavoro dei minori.Può anche derivare da uno shock familiare: la perdita di un membro della famiglia economicamente attivo può generare una situazione tale per cui il minore deve lavorare per provvedere al sostentamento dell’intero nucleo. In generale, nei contesti più poveri il lavoro minorile viene visto come un modo per integrare le entrate familiari o comunque per generare redditi necessari per soddisfare i bisogni primari degli individui. In questo senso un minore lavoratore genera sicuramente maggiori benefici economici immediati per se stesso e per la sua famiglia, piuttosto che un minore che frequenta la scuola e quindi di fatto è improduttivo.

  20. IQBAL • Iqbal nasce nel 1983 nei pressi del Pakistan. A cinque anni è lavoratore schiavo, ceduto dai genitori ad un fabbricante di tappeti. A dieci anni partecipa ad un’ assemblea del “Fronte per la liberazione del lavoro schiavizzato” e diventa un esponente del Fronte. Partecipa ad un convegno negli Stati Uniti dove riceve un assegno e una promessa di borsa di studio. Iqbal ha la fortuna, la forza e il coraggio di uscire dalla condizione di bambino lavoratore-schiavo. Il caso dei tappeti fabbricati da bambini schiavi fa scandalo nel mondo ricco e il governo pakistano è costretto a chiudere varie fabbriche. Qualcuno spara a Iqbal mentre torna a casa dopo avere celebrato la Pasqua. Muore il 16 Aprile 1995, aveva 12 anni…

  21. KUMARI • Kumari è la bambina-manifesto che dice:”contro il lavoro dei minori che a questa età devono leggere e crescere”:.Kumari ha otto anni come anche i suoi due fratelli e sei sorelle non ha mai avuto occasione di andare a scuola e studiare. E’ costretta a lavorare dodici ore al giorno per aiutare i genitori, poveri e ignoranti,sempre in lotta per sopravvivere, a preparare il cibo, pulire i piatti ed i tavoli dove serve il riso per poche rupie… • (da “La Repubblica” domenica 26 novembre 2006)

  22. IL LADRO DI BAMBINI(di Gianni Amelio) • Il “Ladro di bambini” è uscito nel 1992, e ha ricordato la verità nascosta dell’Italia nel suo male e, tramite il personaggio del buon carabiniere e dei bambini, ha offerto un modello e una speranza nonostante la durezza dell’analisi e la conclusione malinconica.Il film risulta diviso in parti abbastanza diverse:un prologo e il viaggio sino a Roma, la sosta a Roma, il ritorno a casa del protagonista sulla costa calabra e la lunga sosta sulla costa sicula.Per la sua professione il giovane carabiniere meridionale non può più distinguere tra il nord e il sud è “istituzionalmente italiano”.Il collegio centro-nordico che rifiuta i due bambini obbliga ad una seconda destinazione e “il ritorno a casa” è una sorta di breve vacanza nelle intenzioni del protagonista per rivedere i suoi e per dimostrare a Rosetta una fiducia che non la escluda.

  23. Il sud è storicamente e geograficamente preciso nella scena familiare calabrese, ma anche la scena in cui i tre protagonisti finalmente si incontrano e si immergono nelle antiche acque del Mediterraneo(emblematico il bagno di Antonio e Luciano). La “vacanza” a Noto riporterà subito ad una triste realtà con la scena dello scippatore.Nel Ladro di bambini la coralità è negativa, c’è molta solitudine nei personaggi dei bambini e poi, il terzetto Rosetta, Luciano e Antonio che sa farsi bambino, forma un mondo a parte.

  24. La scena madre del ristorante è esemplare di una realtà collettiva:nella casa non finita dove si confrontano tre generazioni (la vecchia nonna che parla il dialetto confinata nel sottoscala e nell’orticello, una sorella che mira a costruire ed avere e una giovane signora perfida che vive già di media e griffe).L’altra scena madre è di vacanza e di pulizia:il mare è bello e i sentimenti fioriscono.Il giovane carabiniere, la bambina e il suo fratellino non si difendono più, si lasciano andare, ritrovano un’infanzia di tutti, si capiscono e si vogliono bene.È molto bello il faticato accordo tra i tre bambini adulti o adulti bambini, come una famiglia strana, che la legge non può accettare.A Noto c’è il richiamo all’ordine, c’è il distacco e nella grigia alba dell’isola sul marciapiede lungo una strada di macchine resta solo la speranza di uno spazio di sopravvivenza, davvero minimo, una solidarietà di nuovo familiare. • In un’Italia con un nord e un sud più simili di quanto possa sembrare, Amelio rappresenta l’utopia della nascita di una famiglia alternativa alla putrefazione dei legami tradizionali.Due bambini(lei ancora piccola, offesa nella sua dignità, perché costretta dalla madre a prostituirsi e lui piccolissimo, silenzioso e gonfio di dolore e di orgoglio offeso di fratello maschio costretto ad osservare impotente il dramma della sorella)e un carabiniere semplice e indifeso che deve portare i due piccoli da Milano ad un orfanotrofio del Sud.

  25. VIAGGIANDOnelle costituzioni • 1848:Statuto Albertino • 1849:Costituzione Repubblica romana • 1861:proclamazione Unità d’Italia • 1946:Referendum e proclamazione repubblica • 1947:Costituzione italiana • 1948:dichiarazione dei diritti umani universali dell’ ONU

  26. I PARTITI ANTIFASCISTI DEL DOPOGUERRA • PCI= PARTITO COMUNISTA ITALIANO

  27. DC= DEMOCRAZIA CRISTIANA

  28. PARTITO SOCIALISTA

  29. PARTITO D’AZIONE

  30. PARTITO REPUBBLICANO

  31. Elezioni

  32. Le donne votano!!

  33. COSTITUZIONE • La Costituzione italiana è in primo luogo una Costituzione repubblicana. Il referendum del 2 Giugno 1946 ha sancito la fine della monarchia dei Savoia che aveva regnato dal 1861. In secondo luogo è una Costituzione democratica, perché il popolo delega i suoi rappresentanti. Alla base dell’idea di democrazia che la nostra Costituzione propone c’è la libertà. I diritti di libertà, di parola, di pensiero, di riunione… sono fortemente sottolineati nel testo. I diritti di libertà non ammettono distinzioni fra le persone né discriminazioni.Ma la libertà di cui parla la costituzione non va intesa in senso puramente individualistico o egoistico, quasi che gli altri non avessero alcuna importanza. Secondo la costituzione , la libertà deve avere una dimensione sociale: deve aprirsi, cioè, alla solidarietà e alla responsabilità. La libertà, quindi, come opportunità data ad ognuno di essere se stesso e di concorrere al benessere altrui.

  34. Gli organi dello Stato sono: il Parlamento, il Governo, la Magistratura e il Presidente della Repubblica. • Il Parlamento emana le leggi. • Al Governo spetta il potere esecutivo cioè di applicare quanto previsto dalle leggi. • Alla Magistratura il potere giudiziario cioè il potere di cui godono i giudici, di risolvere secondo il diritto le controversie sorte tra i cittadini nonché di punire le violazioni della legge. • A capo dello Stato vi è il Presidente della Repubblica che ha fondamentali poteri di rappresentanza, di controllo del funzionamento degli altri organi dello Stato e di garanzia costituzionale.

  35. La nostra costituzione individua tre beni che devono essere garantiti a tutti per raggiungere l’uguaglianza; l’istruzione, il lavoro e la protezione sociale(sanità e assistenza). Istruzione: la Repubblica stabilisce i programmi ed istituisce scuole statali e per i primi otto anni la scuola è obbligatorie e gratuita. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme. Infine la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, garantendo cura gratuite a chi non può permettersele.