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Paduano Tina

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13 diapositives · 630 Views · Sep 22, 2014

Paduano Tina. Maiocchi Giulia. Montanari Maria Giulia. Donelli Laura. L'equazione di una retta passante per l'origine. Le equazioni delle bisettrici dei quadranti del piano cartesiano.

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  1. Paduano Tina Maiocchi Giulia Montanari Maria Giulia Donelli Laura

  2. L'equazione di una retta passante per l'origine Le equazioni delle bisettrici dei quadranti del piano cartesiano Nel 1° e 3° quadrante l’ascissa (x) e l’ordinata (y) di un punto hanno lo stesso segno, quindi: Y=X. y 1° Il punto (-1;-1) appartiene alla bisettrice del primo e del terzo quadrante. Il punto (2;1) non appartiene alla bisettrice. 1 -1 x 2 -1 3°

  3. Con considerazioni analoghe, si ricava che alla bisettrice del 2° e 4° quadrante è associata l’equazione Y=-X. Tutti i punti di questa bisettrice, e soltanto essi, hanno le coordinate che sono numeri opposti. y Il punto (-1;1) appartiene alla bisettrice del secondo e quarto quadrante. 2° 1 -1 x 4° Vedremo nelle slide successive che, data una qualsiasi retta del piano, le coordinate dei suoi punti, e soltanto esse, soddisfano un’equazione che chiamiamo equazione della retta.

  4. L’equazione di una retta generica passante per l’origine Consideriamo i punti A (1;2) e B (3;6) e la retta passante per A e B. I due punti hanno ordinata uguale al doppio dell’ascissa quindi la relazione è y=2x. Ogni altra coppia di numeri che soddisfi l’equazione y = 2x corrisponde a un punto della retta AB. Fra i punti della retta è compresa anche l’origine O, in quanto la coppia (0;0) soddisfa l’equazione. Più in generale se l’ordinata è m volte l’ascissa, l’equazione è y=mx. Si può dimostrare che l’equazione di una retta passante per l’origine, purchè diversa dall’asse y, è del tipo: y=mx. y 6 B y = 2x 4 2 A 1 O x 1 2 3 5 -2 -4

  5. y Una retta passante per l’origine diversa dall’asse “y” ha equazione: y=mx la “m”consiste nel coefficiente angolare. Esprime, per una retta passante per l’origine, il rapporto tra ordinata e ascissa. x y = m x y y se m è negativo, anche è negativo: se m è positivo, anche x x i punti della retta hanno coordinate discordi. Ciò significa che la retta appartiene al secondo e quarto quadrante. è positivo: i punti della retta hanno coordinate entrambe positive o negative. Ciò significa che la retta appartiene al primo e terzo quadrante.

  6. Le equazioni degli assi cartesiani A (-1;0)B (1;0)C (2;0) Consideriamo i punti A, B e C. Essi come tutti gli altri punti dell’asse “x” godono della stessa proprietà: la loro ordinata è 0. Perciò l’equazione si dirà y=0 l’equazione si dirà y=0 A B C Se consideriamo invece i punti D, E ed F, essi come tutti gli altri punti dell’asse “y” godono della stessa proprietà: la loro ascissa è 0. Perciò D (0;2)E (0;1)F (0;-1) D E l’equazione si dirà x=0 F

  7. L'equazione generale della retta L’equazione di una retta parallela ad un asse y y x= 3 (1;3) 3 (3;2) y= 2 2 2 (3;2) (-1;2) (0;2) (1;1) (3;0) 3 1 3 x -1 -1 (3;-1) I punti (3;-1), (3;0), (3;2), … appartengono ad una retta parallela all’asse y. Essi hanno l’ascissa uguale a 3, come tutti i punti della retta a cui appartengono. Questo ci fa capire che l’equazione è x=3. I punti (-1;2), (0;2), (3;2), … appartengono ad una retta parallela all’asse x e, come tutti gli altri punti di questa retta, godono della stessa proprietà: hanno l’ordinata uguale a 2, perciò l’equazione è y=2.

  8. y y y=k x=h x x L’equazione di una retta parallela all’asse y è x=h. L’equazione di una retta parallela all’asse x è y=k. Le lettere h e k indicano un qualunque valore reale. Al variare di k, otteniamo tutte le rette parallele all’asse x. Per k=0 l’equazione è quella dell’asse x. Al variare di h, otteniamo tutte le rette parallele all’esse y. Per h=0 l’equazione è quella dell’asse y.

  9. La forma esplicita y=mx+q y L’aggettivo “esplicita’’ sottintende “rispetto alla variabile y” e significa che nell’equazione è messa in evidenza y in funzione di x. B 5 Consideriamo la retta r passante per l’origine e di equazione y=2x. Scegliamo su tale retta i due punti O (0;0) e A (1;2). Aumentando di 3 l’ordinata dei due punti, otteniamo i punti Q (0;3) e B (1;5). Il quadrilatero OABQ è un parallelogramma, perché hanno i lati opposti OQ e AB congruenti e paralleli; quindi, la retta spassante per B e Q risulta parallela alla retta r. Le coordinate dei punti Q e B soddisfano l’equazione Y=2x+3 3 Q 2 A 1 O x 1 s r

  10. Ogni retta del piano, purchè non parallela all’asse y, è rappresentata da equazione del tipo y=mx+q y y=mx q Y=MX+Q x Il coefficiente q si chiama termine noto oppure ordinata all’origine, perché rappresenta l’ordinata del punto di intersezione della retta con l’asse y.

  11. DUE CASI PARTICOLARI y y 1) m=0 2) q=0 y=mx y=q x x Se nell’equazione y=mx+q poniamo q=0, otteniamo y=mx, ossia l’equazione di una retta passante per l’origine. Se nell’equazione y=mx+q poniamo m=0, otteniamo y=q, ossia l’equazione di una retta parallela all’asse x.

  12. L’equazione di una retta in forma implicita L’equazione esplicita y=mx+q può rappresentare tutte le rette del piano, tranne l’asse y e le rette parallele a esso.Infatti non esistono valori di m e di q che, sostituiti nell’equazione, ci forniscano equazioni del tipo x=0 oppure x=k.Un’equazione che rappresenti tutte le possibili rette del piano è della forma , dove a, b, c sono numeri reali (a e b non entrambi nulli). ax+by+c=0 In questo caso, si dice che l’equazione della retta è in forma implicita, nel senso che nessuna tra le variabili x e y è scritta esplicitamente in funzione dell’altra. CASI PARTICOLARI caso a=0 caso b=0 caso c=0 y y y c c y= x= =k = h - a b x O x O x O a y= x = mx b

  13. Dalla forma implicita a quella esplicita E’ possibile trasformare un’equazione in forma implicita alla forma esplicita ricavando la y. c a x y= b b c a Osserviamo il coefficiente angolare è e il termine note è b b ESEMPIO Scriviamo in forma esplicita l’equazione 6x – 2y + 1=0. Ricaviamo y: -2y= -6x – 1 2y= 6x + 1 y= 3x + 1 2 1 . Il coefficiente angolare è 3, il termine noto è 2