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Presentation Transcript


  1. PROGETTO GLOBALE E PROGETTO DI VITA Luciano Pasqualotto l

  2. IL MODELLO BIO PSICO SOCIALE DELL’ICF Fattori Ambientali Funzioni Capacità Performance Fattori Personali Functioning Strutture

  3. Modello concettuale ICF

  4. Funzionamento e Partecipazione ICF indica come “positiva” la partecipazione nel proprio contesto di vita, pertanto ... più la persona con disabilità partecipa, gode delle stesse opportunità delle altre persone (cfr. Convenzione ONU), meno è disabile

  5. Funzionamento e Partecipazione La “chiave” del funzionamento secondo ICF permette di identificare i bisogni della persona il funzionamento è il contrario della disabilità: più una persona “funziona” meno è disabile

  6. Il capabilityapproach – Sen (1) il functioning non è solo ciò che un individuo fa, ma anche quello che egli è «I funzionamenti rilevanti per il benessere variano da quelli più elementari, quali l’evitare gli stati di morbilità e di mortalità, l’essere adeguatamente nutriti, l’avere mobilità e così via, a numerosi altri funzionamenti più complessi, quali l’essere felici, il raggiungere il rispetto di sé, il prendere parte alla vita della comunità, l’apparire in pubblico senza provare un senso di vergogna» (Sen, 1993, p. 106)

  7. Il capabilityapproach – Sen (2) le possibilità di funzionamento devono essere congiunte con la capacità di funzionare. Ciascun individuo ha il diritto essenziale di accedere ad una molteplicità di combinazioni di funzionamenti (stili di vita), tra i quali dovrebbe poter scegliere; le possibilità di cui in concreto dispone di conseguire un certo funzionamento, rappresentano le sue capabilities

  8. Il capabilityapproach – Sen (3) Le capabilitiesvariano a seconda degli individui ma anche dai contesti e dipendono da fattori ecologici, biologici, psicologici, sociali il concetto di “capacità” include sia capacità vere e proprie sia opportunità esterne NB: per i loro funzionamenti le persone possono avere diverse esigenze sul piano materiale

  9. Il capabilityapproach – Sen (4) Nel concetto di “funzionamento” si includono le attività svolte dall’individuo in quanto dotato di capacità le attività svolte dall’individuo in quanto privo di capacità, ma dotato di opportunità stati realizzati dall’individuo stati realizzati senza alcun concorso da parte dell’individuo (Magni, 2006).

  10. Il capabilityapproach – Sen (5) Sen porta l’esempio di una persona con un deficit motorio; da solo, egli è un agente che non la capacità in senso stretto (ability) di uscire di casa, ma aiutato da altri ha tanto la capacità (opportunity) che la libertà di farlo. Nel caso di persone con disabilità cognitiva il problema si propone in modo inverso, poiché spesso ciò che manca prima di tutto non sono le abilità di fare qualcosa quanto piuttosto le opportunità che vengono loro riconosciute dal sistema socio-culturale ed assistenziale in cui vivono.

  11. Il capabilityapproach – Nussbaum (1) Nussbaum non si limita, come Sen, a definire la nozione di capability ma individua una lista di dieci capabilities combinate individuali che ritiene siano fondamentali e, in quanto tali, debbano essere poste alla base dei principi politici. Le capabilities combinate sono capabilities interne (espressione della libertà individuale) combinate, appunto, con condizioni esterne favorevoli.

  12. Il capabilityapproach – Nussbaum (2) Secondo Nussbaum, non è più possibile affermare la dignità di una persona prescindendo dalle sue capacità. «Le persone con menomazioni e disabilità hanno bisogno di essere considerate come cittadini degni, di cui siano riconosciuti i diritti di proprietà, all’impiego, e così via, non meri oggetti di proprietà. I cittadini con menomazioni spesso hanno poche opportunità di contatto con l’ambiente naturale e anche questa capacità è favorita da una cura adeguata» (2007, p. 186).

  13. Il capabilityapproach – Nussbaum (3) le questioni da porsi nel servizio alle persone disabili riguardano il che cosa siano in grado di fare e di essere, che tipo di vita siano in grado di vivere nella loro condizione, quale capacità abbiano di realizzare obiettivi di valore. Quando le risposte a queste domande sono chiare, il passo successivo secondo Nussbaum è quello di individuare gli ostacoli che impediscono un funzionamento ad un livello di soglia appropriato.

  14. Il capabilityapproach – Nussbaum (4) Si tratta di un compito pubblico, perché l’integrazione delle persone disabili avviene nello spazio pubblico, che richiede una pianificazione pubblica e un uso pubblico delle risorse. «La società dovrebbe lavorare instancabilmente per portare tutti i bambini con disabilità fino alla stessa soglia di capacità che ci siamo posti per gli altri cittadini» (2007, p. 190).

  15. Il capabilityapproach – Nussbaum (5) mentre l’ICF legge la disabilità come uno svantaggio, derivante dall’interazione negativa tra strutture e funzioni del corpo ed i fattori contestuali, nell’approccio delle capacità teorizzato da Sen e Nussbaum la disabilità viene vista come una forma di ingiustizia, di povertà e di oppressione che scaturisce dal ruolo “menomante” del contesto

  16. Il capabilityapproach – Nussbaum (6) Per questo motivo, «noi scegliamo di rispettare e di includere le persone affette da menomazioni perché sono azioni buone in sé, indipendentemente dal fatto che siano economicamente efficienti o meno: il beneficio non dovrebbe essere inteso in termini puramente economici, poiché bisognerebbe tenere in considerazione il bene fondamentale della giustizia in sé» (Nussbaum, Le nuove frontiere della giustizia. Disabilità, nazionalità, appartenenza di specie, 2007, p. 141).

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