1 / 23

Di che sesso sei?

Ruoli e comportamenti di ragazze e ragazzi. Di che sesso sei?. introduzione.

Patman
Télécharger la présentation

Di che sesso sei?

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Ruoli e comportamenti di ragazze e ragazzi Di che sesso sei?

  2. introduzione • L’osservazione critica dei comportamenti tipicamente maschili e tipicamente femminili permette ai ragazzi di collocarsi in modo chiaro nell’ambito dei comportamenti e dei ruoli sessuali socialmente definiti. Questa osservazione è molto importante in un momento in cui gli adolescenti hanno bisogno di strumenti per affrontare i mutamenti e i conflitti tipici dell’età. Lo scopo è aiutare i ragazzi ad assumere ruoli e comportamenti caratterizzati dalla flessibilità, che favorisce in genere i rapporti con l’altro sesso, lo sviluppo delle capacità empatiche e di condivisione.

  3. Definire i ruoli sessuali e individuare i fattori sociali e culturali che li determinano. Comprendere i vantaggi di un’assunzione flessibile dei ruoli sessuali, soprattutto a livello relazionale.

  4. Guida all’attività • Si parte dalle informazioni ricavate dagli stessi allievi mediante un elenco di caratteristiche fisiche e della personalità, di comportamenti, azioni e attività tipicamente maschili o femminili. • In particolare si chiede ad ogni allievo di scrivere sui foglietti diversamente colorati le caratteristiche secondo il piano mostrato nella scheda seguente.

  5. Di che sesso sei? • Non mettere il nome su alcun foglietto e scrivere in modo anonimo! • Caratteristiche fisiche • 3 caratteristiche fisiche tipicamente maschili (blu) • 3 caratteristiche fisiche tipicamente femminili (giallo) • Caratteristiche della personalità • 3 caratteristiche della personalità “tipicamente” maschili (verde) • 3 caratteristiche della personalità “tipicamente” femminili (rosso) • La propria personalità • 3 aspetti positivi della tua personalità (arancione) • 3 aspetti negativi della tua personalità (bianco) • Comportamenti, azioni e attività • 3 comportamenti, azioni o attività tipicamente maschili (viola) • 3 comportamenti, azioni o attività tipicamente femminili (verde chiaro)

  6. I foglietti vengono poi raccolti per colore in relativi contenitori. • Si formano le coppie/i gruppi che si occuperanno della raccolta, l’elaborazione e il commento dei dati  Ad ogni coppia/gruppo i foglietti di un colore differente. • Questa fase può essere eseguita in aula informatica con l'uso di excel per la realizzazione di grafici, che verranno poi discussi ed interpretati anche sulla base di alcune domande di approfondimento. Guida all’attività

  7. Conclusi l’elenco e le classificazioni, si invitano i ragazzi a fare liberamente le loro osservazioni sul lavoro svolto. Il conduttore fa osservare che maschi e femmine assumono spesso comportamenti differenziati e stimolerà i ragazzi a fare le loro prime ipotesi per spiegare questo. La discussione

  8. Secondo voi, nella società in cui viviamo, possiamo individuare dei codici di comportamento fissi previsti per i maschi e per le femmine? Mettere in risalto quanto le attese sociali inducono spesso a mettere in atto comportamenti stereotipati. Comprendere quanto l’assunzione dei ruoli sessuali può variare secondo l’esperienza di ogni singola persona.

  9. Quali sono secondo voi i vantaggi e gli svantaggi di essere maschio o femmina? Si può proporre loro di scrivere la risposta su un foglio e poi il conduttore predispone una sintesi di quanto espresso e la sottopone a discussione. Oppure si scrivono alla lavagna o su lucido le risposte che escono dalla classe e poi si discutono.

  10. Alcuni di questi comportamenti o di questi ruoli possono essere assunti da persone del sesso opposto? • Nella realtà questo scambio di ruoli è possibile? • E quali effetti, vantaggi e svantaggi può produrre? • Lo scambio dei ruoli può in qualche modo compromettere l’immagine ideale di un uomo o di una donna? Lo scambio dei ruoli

  11. Come siamo fatti: gli organi genitali maschili e femminili • Il conduttore prepara una serie di cartellini in cui vi sono scritti i nomi degli organi e della fisiologia maschile e femminile (v. scheda  e scheda ) • Dopo aver diviso la classe in tre gruppi/squadre e aver mescolato i cartellini, propone un gioco che ha lo scopo di analizzare le conoscenze dei ragazzi a riguardo e il sussistere di eventuali conoscenze errate. • Ogni gruppo dovrà, a turno, prendere una carta e spiegare cosa significhi il termine scritto. Il gioco si conclude quando è stata sollevata l’ultima carta. • A questo punto può essere introdotta l’unità di informazione. Attività di collegamento

  12. Scheda  Scheda 

  13. Osservazioni sul linguaggio del corpo Il corpo che parla

  14. Per l’adolescente il corpo riveste una notevole importanza. Spesso si serve del corpo come forma di espressione delle sue difficoltà (p.e. attraverso i sintomi somatici) e come mezzo di relazione. • È perciò importante aiutare i ragazzi a esprimersi rispetto a queste difficoltà, a confrontarsi con i coetanei in un clima di ascolto e di fiducia, per permettere loro di avere elementi utili per il superamento dei loro timori. • Saper osservare e riconoscere le componenti non verbali della comunicazione aumenta la sensibilità interpersonale favorendo così rapporti gratificanti per sé e per gli altri. introduzione

  15. Tutti dicono che ho la faccia allegra. Ma non mi sono mai visto buffo. È difficile capire l’effetto che si fa agli altri. Dentro di me, io ho un’immagine che non rassomiglia per niente al mio fisico. (D. Maraini, Il bambino Alberto) • E’ il riflesso del mio volto. Spesso, in queste giornate perdute, rimango a contemplarlo. Non ci capisco nulla di questo volto. Quelli degli altri hanno un senso. Ma non il mio. non posso nemmeno decidere se sia bello o brutto. Immagino sia brutto, poiché me l’hanno detto. Ma questo non mi tocca. In fondo son perfino urtato che si possano attribuirgli qualità di questo genere, come se si dicesse bello o brutto un pezzo di terra o un masso di roccia. (Jean Paul Sartre, La nausea) • Fin dal primo colpo d’occhio i giocatori lessero sul viso del novizio qualche orribile mistero, i suoi giovani tratti erano pieni d’una grazia nebulosa, il suo sguardo attestava mille sforzi traditi, mille speranze ingannate! La cupa impassibilità del suicida donava a questa fronte un pallore opaco e malaticcio, un sorriso amaro disegnava delle pieghe leggere agli angoli della bocca, e la fisionomia esprimeva una rassegnazione che faceva pena a chi la vedeva. (H. de Balzac, La pelle di zigrino)

  16. Confrontarsi con i ragazzi della propria età sulle possibilità comunicative del corpo. • Aiutare i ragazzi a comprendere che tutte le persone sono portatrici di capacità comunicative corporee che possono facilitare la relazione con gli altri. • Riconoscere i comportamenti di interazione non verbale.

  17. In una prima fase i ragazzi sono invitati a osservare, identificare e descrivere i segnali del corpo a partire da una serie di fumetti (v. allegati), e a cercare di capire lo stato d’animo delle persone raffigurate. Viene messo in risalto come, in ogni situazione interpersonale, trasmettiamo agli altri dei segnali ben precisi che hanno un significato, attraverso i movimenti, l’espressione del viso, il modo di muovere le mani, il modo di camminare, la distanza/vicinanza dagli altri, l’inclinazione del corpo, l’abbigliamento, ecc. Guida all’attività

  18. Il linguaggio del corpo è legato alle emozioni e rappresenta in sostanza una serie di indicatori di stati emotivi osservabili, e perciò spesso racconta molto di più delle parole su ciò che la gente realmente vuol dire. • Successivamente ognuno dei ragazzi, a turno, sarà invitato a esprime un’emozione, un sentimento attraverso il corpo, senza usare le parole. [anche a piccoli gruppi] • Gli altri compagni dovranno dire cosa sta comunicando il compagno ed esprimere un’opinione sulla validità di quel modo di comunicare le proprie emozioni. • Quali sono le potenzialità comunicative del corpo? • Qual è l’importanza che la comunicazione corporea ha nelle relazioni interpersonali? … continua l’attività

  19. Analizzando il linguaggio del corpo di un’altra persona, per ottenere un’impressione ragionevolmente sensata dei suoi pensieri e sensazioni (emozioni) è necessario osservarli in un unico insieme, tenendo conto della situazione interpersonale. Per avere una certa sicurezza di giudizio, dovrebbero convergere almeno tre elementi osservati (indicatori). Ogni ragazzo, utilizzando una scheda di osservazione, cercherà di registrare le osservazioni relative ai comportamenti non verbali manifestati dai diversi compagni (fumetti, immagini, fotografie, filmati, ecc.) e successivamente proporne un’interpretazione. Terminata la fase di osservazione, sulla scorta delle registrazioni effettuate, i ragazzi vengono stimolati a confrontarsi tra di loro.

  20. Esempio di scheda per l’osservazione di comportamenti comunicativi non verbali Interpretazione del comportamento: __________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

  21. Che cosa dicono questi volti?

  22. La posizione della testa

  23. La posizione del corpo

More Related