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IL SISTEMA STATISTICO DEL TURISMO

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IL SISTEMA STATISTICO DEL TURISMO

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  1. IL SISTEMA STATISTICO DEL TURISMO

  2. L’IMPORTANZA DI CAPIRE IL FENOMENO Perché negli ultimi anni l’attenzione sui temi turistici è aumentata? Perché si parla sempre di più di turismo? Fonte: World Tourism Organization (WTO), 2003 La crescita del numero annuo di arrivi di turisti dall’estero, su scala mondiale e nelle diverse regioni, tra il 1950 e il 2002 (Actual) e proiezioni al 2010 e 2020 (Forecast). Dall'alto in basso: Asia meridionale, Medio Oriente, Africa, Asia orientale e Pacifico, Americhe. Europa. Nel 2002 il numero di arrivi è stato di 703 milioni, nel 2010, secondo Ie proiezioni, dovrebbe raggiungere il miliardo e nel 2020 1,6 miliardi.

  3. L’IMPORTANZA DI CAPIRE IL FENOMENO Fonte: World Tourism Organization (WTO), 2003 Proiezioni (Forecasts) al 2010 e 2020, partendo dall'anno base 1995, del flusso turistico in entrata su scala mondiale (World) e nelle diverse regioni, in milioni di arrivi annui di turisti dall’estero .DalI'alto in basso: Mondo, Africa, Americhe, Asia orientale e Pacifico, Europa, Medio Oriente, Asia meridionale. Vengono anche indicati il tasso annuo medio di crescita nel periodo 1995-2020 (Average Annual Growth Rate % 1995-2020) e la variazione della quota di mercato tra il 1995 ed il 2020. in percentuale sul numero totale di arrivi di turisti dall‘estero su scala mondiale (Market share 1995-2020).

  4. - L’IMPORTANZA DI CAPIRE IL FENOMENO - Statistiche del turismo Costruzione di un insieme coordinato di rilevazioni statistiche e di valutazioni indirette Crescita dell’attività economica legata al turismo Impatto sull’occupazione Risvolti sociali, ambientali e culturali ANALISI AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE COMUNITA’ LOCALI ASSOCIAZIONI DI IMPRESE IMPRESE

  5. STATISTICA DEL TURISMO e STATISTICHE DEL TURISMO ● La statistica del turismo fornisce il metodo e gli strumenti per descrivere in modo sintetico, cogliere regolarità e andamenti tipici, modellare i fenomeni turistici, trarre conclusioni generali a partire dalla loro parziale osservazione. ●(Alcuni dei) prodotti ottenuti con l’uso della statistica del turismo sono le statistiche del turismo.

  6. - IL SISTEMA STATISTICO DEL TURISMO - … quel sistema di rilevazioni e di elaborazioni statistiche che individua ed esamina: - aspetti quantitativi e qualitativi del turismo dei nazionali, - movimenti dei viaggiatori stranieri transitati alle frontiere, - aspetti qualitativi del turismo straniero (variabili socio demografiche, motivazioni, etc.), - patrimonio ricettivo (alberghiero e complementare), - movimento dei clienti negli esercizi ricettivi alberghieri e complementari, - spesa turistica e bilancia valutaria del turismo, - risultati economici dell’attività turistica.

  7. L’OBIETTIVO “… non semplici aggiornamenti statistici, ma informazioni, ovvero insiemi organizzati di dati, capaci di approfondire le conoscenze di base dei fenomeni e stabilire utili connessioni.” DECISIONI

  8. LA MISURA STATISTICA DEL TURISMO Per costruire il sistema statistico del turismo occorre: • definire cos’è il turismo • definire quali sono le attività turistiche • stabilire dove osservare questa popolazione in movimento

  9. UN PO’ DI TERMINOLOGIA ● Il concetto di turismo è più o meno noto a qualunque individuo, sia che sia esperto, sia che sia totalmente inesperto delle dinamiche che governano i flussi turistici. ● Dal dizionario Zingarelli (1999): “turismo è attività consistente nel fare gite, escursioni, viaggi, per svago o a scopo istruttivo”. ● Enfasi sugli aspetti di spostamento sul territorio, durata del trasferimento (gite, escursioni, viaggi), motivo del trasferimento. ● Lo studente di Gorizia che si iscrive all’università di Venezia dove si trasferisce per la durata del suo corso di studi è un turista? ● La compagnia di amici che fa un picnic in un prato alla periferia della città è una compagnia di turisti?

  10. UN PO’ DI TERMINOLOGIA ● Necessità di una definizione di turismo: ● univoca: esigenza di comparabilità dei risultati delle analisi sia per la pluralità degli istituti ed enti che si occupano di analizzare i flussi turistici a livello nazionale, sia a livello sovranazionale o internazionale. ● operativa: la definizione deve permettere di affermare senza alcuna ambiguità se un individuo è o non è un turista e permettere la misurazione delle dinamiche associate ai flussi turistici. ● La definizione ufficiale di turismo, proposta dal WTO, è solo parzialmente compatibile con la nozione di turismo che si ha nel linguaggio comune.

  11. ALCUNE DEFINIZIONI STORICHE ● Società delle Nazioni (1937): “il turista è un soggetto che trascorre un periodo di almeno 24 ore in un paese diverso da quello abituale di residenza”. ● E’ la prima definizione formulata a scopi pratici. ● La definizione è incompleta perché non è specificato il motivo che ha spinto allo spostamento.

  12. ALCUNE DEFINIZIONI STORICHE ● Bukarte Medlik (1974): “turismo è l’insieme delle relazioni e dei fenomeni legati al soggiorno di stranieri in una località in cui essi non esercitano una rilevante attività retribuita, permanente o temporanea che sia”. ● Perché questa definizione non è ancora adeguata agli scopi? ● Che cosa significa stranieri? Non è turismo quello effettuato nel paese di appartenenza? ● Che cosa significa “rilevante attività retribuita”? Quanto deve essere retribuita un’attività per poter essere considerata rilevante? ● Cohen (1974) non definisce esplicitamente il turismo ma l’atteggiamento turistico quale successione di atteggiamenti che permettono di distinguere tra il semplice viaggiatore e il turista.

  13. LA FORMAZIONE DEL RUOLO TURISTICO SECONDO COHEN (1974) DIMENSIONE RUOLO: DA VIAGGIATORE A… 1. Durata Temporaneo Permanente (nomade, girovago) 2. Volontarietà Volontario Forzato (prigioniero, esule politico, rifugiato) (migrante) 3. Direzione Andata e ritorno Solo andata 4. Distanza Lungo Breve (escursionista ) 5. Frequenza Non frequente Frequente (IIa casa) 6. Motivazione Non finalizzata Finalizzata (generale) (motivi di piacere) (viaggio d’affari…) 7. Motivazione Cambiamento risp. Altro (specifica) alla vita quotidiana (vacanze studio, cure termali, visite a parenti…)

  14. - LA DEFINIZIONE DEL TURISMO - Il turismo è lo studio dell’uomo (il turista) al di fuori del suo ambiente usuale, delle infrastrutture e delle relazioni turistiche, e del mondo ordinario (non-turistico) e non ordinario (turistico) nei loro rapporti dialettici (Jafari, 1987). Sono turismo tutte le relazioni e i fenomeni legati con il soggiorno di stranieri in una località in cui essi non esercitano un’importante, permanente o temporanea, attività remunerata (Bukart e Medlik, 1974). • Si tratta di DEFINIZIONI che: • sottolineano la totalità dei fenomeni connessi agli spostamenti turistici • conferiscono alla materia una connotazione interdisciplinare • non racchiudono le premesse per una traduzione operativa

  15. - LA DEFINIZIONE DEL TURISMO - Il turismo comprende le attività delle persone che viaggiano e soggiornano al di fuori del proprio ambiente abituale per meno di dodici mesi consecutivi ed il cui scopo principale del viaggio sia diverso rispetto all’esercizio di un’attività remunerata all’interno del luogo visitato (Onu e Wto, 1994). E’ considerato turista un soggetto che trascorre un periodo di almeno 24 ore in un paese diverso da quello abituale di residenza (Società delle Nazioni, 1937). Si tratta di DEFINIZIONI OPERATIVE dal lato della domanda: si può originare l’apparato concettuale da utilizzare nelle rilevazioni statistiche

  16. LA DEFINIZIONE VIGENTE DI VISITATORE ● Per definire da un punto di vista operativo il turista è opportuno passare per la definizione intermedia di visitatore. ● ONU (1963): “Visitatore è ogni persona che si trasferisce in un luogo fuori dal proprio ambiente abituale per un periodo di durata inferiore ad un anno e per un motivo (principale) diverso dall’esercizio di un’attività remunerata nel luogo visitato”. ●Tre aspetti caratterizzano questa definizione: • Lo spostamento dai luoghi abitualmente frequentati • Il motivo che ha determinato lo spostamento • La durata dello spostamento

  17. - LA DEFINIZIONE DEL TURISMO - Affinché si abbia turismo, sono quindi necessari 3 elementi: 1.  LO SPOSTAMENTO DI INDIVIDUI SUL TERRITORIO - meta diversa dall’ambiente usuale 2. IL MOTIVO CHE LO DETERMINA - diverso dall’esercizio di un’attività remunerata 3.   LA DURATA DELLO SPOSTAMENTO STESSO - non deve superare i 12 mesi

  18. LO SPOSTAMENTO SUL TERRITORIO PERSONE CHE SI SPOSTANO SUL TERRITORIO TRANSITANTI coloro che si spostano all’ interno dell’ambiente abituale VIAGGIATORI coloro che si spostano al di fuori dell’ambiente abituale Per ambiente abituale si intende non solo il luogo in cui l’individuo risiede ma anche l’insieme dei luoghi frequentati abitualmente (anche se molto distanti) e gli itinerari normalmente percorsi per motivi quali: studio, lavoro, impegni di famiglia, acquisti, visite a parenti e amici, attività ricreative (ristorante, cinema, pub...)

  19. LO SPOSTAMENTO SUL TERRITORIO

  20. IL DOPPIO MOVIMENTO DEI TURISTI Destinazione del turista 2+3= TURISMO INTERNAZIONALE

  21. LA MOTIVAZIONE Lo scopo in assenza del quale il viaggio non avrebbe avuto luogo. E’ essenziale per identificare i comportamenti di consumo e di spesa dei visitatori e descriverne i segmenti di domanda. La classificazione proposta dall’Onu è la seguente: - divertimento, ricreazione e vacanza (uso prevalente del tempo libero, spese a carico del visitatore, libera scelta delle modalità di viaggio) - visita ad amici e parenti - motivi d’affari e professionali (uso prevalente del tempo di lavoro, spese a carico del datore o committente, condizionamenti sulle modalità di viaggio) - motivi di cura e di salute - motivi religiosi e pellegrinaggi - altro

  22. LA MOTIVAZIONE Tra tutti i viaggiatori, NON concorrono a formare il concetto di turista coloro che: • Trasferiscono la propria residenza temporaneamente o definitivamente in un ambiente differente da quello abituale (migranti) • Si spostano per svolgere un lavoro retribuito nel luogo in cui si recano PIACERE LAVORO PIACERE LAVORO PIACERE LAVORO ALTRO Convegni, missioni di lavoro, affari, sport professionale vacanze, cultura, sport (non profess.), visite a parenti/amici, eventi, altro Convegni, missioni di lavoro, affari, sport professionale vacanze, cultura, sport (non profess.), visite a parenti/amici, eventi, altro Convegni, missioni di lavoro, affari, sport professionale Studio, cura, transito, altro a) uso prevalente del tempo libero; b) spesa a carico del visitatore; c) libera scelta su come, quando, dove e se viaggiare a) uso prevalente del tempo libero; b) spesa a carico del visitatore; c) libera scelta su come, quando, dove e se viaggiare a) uso prevalente del tempo do lavoro; b) spesa a carico del datore/committente; c) scelte di viaggio condizionate a) uso prevalente del tempo libero; b) spesa a carico del visitatore o terzi; c) scelte di viaggio condizionate

  23. LA DURATA Stabilisce il limite minimo e massimo oltre il quale la visita non è più considerata turismo Può essere misurata con riferimento al tempo trascorso nel luogo di destinazione (durata del soggiorno) o al tempo trascorso fuori dalla residenza (durata del viaggio) • Si misura in: • notti (turisti) • ore (escursionisti)

  24. LA DURATA DELLO SPOSTAMENTO ● La durata del viaggio è l’elemento chiave che permette di distinguere il turista nell’insieme dei visitatori ● Il WTO definisce “escursionista, il visitatore che non trascorre neppure una notte nel luogo visitato; turista, il visitatore che trascorre almeno una notte nel luogo visitato”. ● Costituisce però un aspetto discutibile l’arbitrarietà della distinzione a causa della crescente tendenza a fare brevi vacanze (es. visite culturali).

  25. GLI ESCURSIONISTI CLASSIFICAZIONE DEGLI ESCURSIONISTI: - veri(dal luogo di residenza) - indiretti (dal luogo di vacanza) - in transito (visita a Venezia e Firenze con fermata a Bologna) - falsi: alloggiano in prossimità del luogo visitato (per motivi economici o di disponibilità) Spesso si tratta di turismo culturale o pendolare Fenomeno in crescita con notevole giro di affari: biglietti di mostre e eventi, ristoranti, bar e negozi, trasporti, ecc. Non rilevabile dalle fonti ufficiali

  26. CARATTERIZZAZIONE DEGLI ESCURSIONISTI ● Veri escursionisti: partono dal loro luogo di residenza, visitano un luogo durante la giornata, tornano nel luogo di residenza alla fine della giornata. ● Escursionisti indiretti: partono dal luogo di vacanza, visitano un luogo durante la giornata, ritornano al luogo di vacanza. ● Escursionisti in transito: la visita del luogo di destinazione costituisce solo una tappa di un itinerario più ampio. ● Falsi escursionisti: turisti che per esigenze logistiche od economiche pernottano in un luogo ma durante le giornate soggiornano nel luogo di interesse. Si parla in questi casi di microturismo. E’ a tutti gli effetti turismo ma viene tradizionalmente escluso dall’analisi dei flussi turistici principali per la difficoltà della sua misurazione.

  27. L’IMPATTO ECONOMICO Dovunque le attività turistiche prendano luogo, generano un’ampia varietà di impatti economici, sia diretti, in quanto la domanda espressa dai turisti assorbe produzione (e quindi genera reddito e occupazione), che indiretti, attraverso i moltiplicatori della spesa turistica. EFFETTI DIRETTI SPESA TURISTICA MOLTIPLICATORE KEYNESIANO EFFETTI INDIRETTI L’analisi Input - Output può essere utilizzata per valutare entrambi gli effetti

  28. L’IMPATTO ECONOMICO Ogni cambiamento nel livello della spesa turistica, ed anche nella sua composizione, darà luogo ad una variazione della produzione complessiva dell’economia del paese (o dell’area) maggiore di quella della domanda finale, a cui si collegheranno variazioni: • del reddito • dell’occupazione • delle entrate del governo per le imposte • delle importazioni

  29. IL TURISMO NELL’ECONOMIA NAZIONALE L’approccio dell’offerta: il mercato turistico Criterio tecnologico Criterio di mercato considera le caratteristiche del prodotto senza la destinazione finale considera la destinazione finale inadeguatezza dei criteri Lo studio dal lato dell’offerta, delle attività produttive connesse al turismo, trova un rilevante ostacolo nella difficoltà di individuazione del settore: non esiste un’industria che produca l’intera gamma dei beni e servizi acquistati dai turisti e inoltre nessuna branca di attività economica produce solo beni e servizi destinati ai turisti (Gardini, 1986).

  30. La quantificazione degli effetti economici del turismo La quantificazione delle attività economiche connesse al turismo, nonché degli effetti del turismo su redditi, occupazione, è abbastanza difficoltosa. dubbi sull’uso di concetti come mercato turistico e industria turistica 30

  31. Il turismo settore “non settore” Nella definizione di un settore si usano normalmente i seguenti criteri: Criterio tecnologico: imprese simili dal punto di vista della tecnica di produzione  difficoltà di definizione dei confini dell’attività turistica perché la vacanza è una miscela di beni diversi dal lato produttivo Criterio di mercato: imprese che producono lo stesso tipo di bene si caratterizzano solitamente per la sostituibilità tra i beni  nel turismo si riscontra eterogeneità di prodotto e complementarietà 31

  32. TURISMO: insieme di settori eterogenei tra loro e non esclusivi del turismo difficoltà di quantificare il turismo sulla base dell’offerta L’approccio dell’offerta comporta infatti di monitorare l’offerta turistica espressa da un aggregato di imprese con cui, solo per convenzione, si identifica l’industria turistica • è un modo aprioristico di definire l’industria turistica, anche se può risultare utile in quanto consente di individuare e aggregare i beni e servizi che occorre rilevare Si identificano le industrie e poi si individuano i comparti del turismo, in ognuno dei quali si aggregano le attività delle diverse industrie, sulla base delle caratteristiche tecnologiche degli oggetti prodotti e del tipo di materiali utilizzati, della tipologia dei processi attivati o della destinazione finale dei beni e servizi prodotti

  33. 34

  34. IL TURISMO NELL’ECONOMIA NAZIONALE L’approccio della domanda: la spesa turistica Suggerisce di ricostruire il settore attraverso l’osservazione della spesa turistica, per risalire alla produzione direttamente e indirettamente necessaria alla sua soddisfazione. Modello Input - Output (tavola delle interdipendenze settoriali) La tavola delle interdipendenze settoriali si configura come la rappresentazione statistica di un modello di equilibrio economico generale sulla cui base è possibile mostrare come le variazioni della domanda finale di una merce influenzino la produzione di un intero sistema. 35

  35. Approccio della domanda Approccio della domanda: attraverso l’osservazione della spesa turistica si risale alla produzione direttamente ed indirettamente necessaria alla sua soddisfazione

  36. LA SPESA TURISTICA Si definisce spesa totale per consumi la spesa effettuata da un visitatore in preparazione o durante il suo viaggio o il suo soggiorno nel luogo di destinazione. • Stima dell’impatto del turismo sull’economia nazionale e sui vari settori • Stima del contributo del turismo alla bilancia dei pagamenti • Stima dell’importanza dei vari segmenti della domanda turistica SPESA TURISTICA Ci si riferisce alle sole spese per consumo dei turisti escludendo i beni di consumo durevoli acquistati per fini turistici che possono avere un’utilizzazione ripetuta nell’arco di molti anni (seconde case, barche, etc.)

  37. LA SPESA TURISTICA Le classificazioni • spese sostenute per la preparazione del viaggio • spese sostenute durante il viaggio • spese sostenute al ritorno dal viaggio • acquisto di pacchetti turistici • spese per alloggio • spese per cibo e bevande • spese per trasporto • spese per ricreazione, cultura, attività sportive • spese per shopping • altre spese (per salute, tasse di soggiorno, etc.) • spesa turistica specifica (occasionata proprio dal viaggio) • spesa turistica ordinaria (comunque sostenuta, anche senza viaggio)

  38. LA SPESA TURISTICA • 1. INDAGINI SUI VISITATORI • presso gli esercizi ricettivi o gli altri tipi di alloggio • ai posti di frontiera • sui mezzi di trasporto • presso le attrazioni turistiche più frequentate METODI DI STIMA 2.INDAGINI PRESSO LE FAMIGLIE RESIDENTI 3.INDAGINI PRESSO LE IMPRESE 4.METODO BANCARIO 5.STIME INDIRETTE DELLA SPESA Problemi - metodologie di rilevazione - ricordo - disaggregazione in voci di spesa

  39. L’analisi input-output Identifica il settore turistico attraverso la qualità e la quantità di servizi domandati dai turisti • Il modello input-output annota gli scambi reciproci tra settori dell’economia: • Settori produttivi e settori finali • Disaggregazione dipendente dalla disponibilità di dati e dagli obiettivi • Il modello input-output consente di determinare: • il grado d’integrazione del turismo con gli altri settori produttivi • la capacità del turismo di generare reddito e occupazione

  40. L’analisi input-output 41

  41. L’analisi input-output • Esempio • Economia divisa in tre settori: • agricoltura • industria • servizi Ipotesi: Sistema chiuso agli scambi con l’estero Assenza di investimenti (condizione di stazionarietà) Assenza di attività economica da parte dello Stato Sistema dei prezzi esogeno e fisso

  42. L’analisi input-output Sistema descrivibile dalla tabella delle interdipendenze settoriali: • Righe: vendite effettuate da ciascun settore + consumo finale • Colonne: acquisti effettuati da ciascun settore + valore aggiunto

  43. L’analisi input-output Applicazione al turismo: -integrazione nella matrice input-output attraverso il vettore della spesa dei turisti In questo modo si possono calcolare gli effetti, diretti ed indiretti di una variazione della domanda turistica su tutti i settori che compongono l’economia.

  44. L’analisi input-output • Si può quindi: • Calcolare la quota del consumo turistico sulla produzione settoriale; • Calcolare la quota di produzione settoriale sostenuta, direttamente o indirettamente, dalla domanda turistica. • Il turismo quindi, in un sistema economico, non compare come un settore di produzione ma come un “tessuto”, che per trama e ordito, interessa tutto il sistema produttivo nazionale

  45. STATISTICA E TURISMO ● Diversamente dalle altre discipline che analizzano, ciascuna, un particolare aspetto del turismo, la statistica analizza trasversalmente il fenomeno turistico. ● La statistica è infatti uno strumento operativo, un metodo che viene applicato allo studio di qualsiasi aspetto considerato. ● In che modo?

  46. STATISTICA E STATISTICHE Dal dizionario De Mauro: sta|tì|sti|cas.f. ● tecn-scient, analisi quantitativa dei fenomeni collettivi che hanno attitudine a variare, allo scopo di descriverli e di individuare le leggi o i modelli che permettono di spiegarli e di prevederli. ● comune, raccolta sistematica e ordinata di dati: la s. dell’incremento delle nascite, la s. degli incidenti in casa.

  47. STATISTICA E STATISTICHE La statistica, in quanto disciplina che studia i fenomeni collettivi, fornisce una metodologia per: ●Descrivere i dati relativi a un collettivo di unità statistiche e riassumerli mediante indicatori sintetici e rappresentazioni grafiche Esempio Confrontare l’andamento dei flussi turistici in territori diversi nel corso del tempo, quantificare i flussi turistici, descriverne gli aspetti tipici…

  48. STATISTICA E STATISTICHE ● Cogliere regolarità e andamenti tipici dei fenomeni collettivi, modellarli, trarre conclusioni generali a partire dalla conoscenza parziale dei fenomeni, prendere decisioni. ESEMPIO Misurare la stagionalità del fenomeno turistico, individuare tipologie di turisti simili, approssimare tramite modelli l’andamento dei flussi turistici nel tempo in modo da poter fornire previsioni o adattare l’offerta turistica alla domanda…

  49. STATISTICA E STATISTICHE Si indica invece con il termine statistiche qualsiasi elaborazione di dati ottenuta con il metodo statistico. ESEMPIO Il numero di posti letto delle strutture ricettive turistiche del comune di Abano Terme, la spesa media procapite in Italia per turismo…