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REGIONE MARCHE

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  1. REGIONE MARCHE Legge Regionale N.30/2005 ***** 27/28 febbraio 2007 Ancona – Fermo

  2. somministrazione • Riferimenti normativi: • L.R. 9 dicembre 2005, n. 30 • Delib.G.R. 24 luglio 2006, n. 864 • Circolare Marche 6/2/2006 • L.R. 10 agosto 1998, n.33 (sanzioni) • d.lgs 31 marzo 1998. n.114 (requisiti) • d.lgs 20 settembre 2002, n.229 (requisiti cittadini UE) • R.D. n. 773/1931 TULPS (sanzioni) • d.P.R. 4 aprile 2001, n. 235 (circoli)

  3. Definizioni art. 2 somministrazione: vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano il prodotto: nei locali dell'esercizio ovvero in un'area aperta al pubblico attrezzati allo scopo

  4. Definizioni art. 2 area aperta al pubblico: area adiacente o comunque pertinente al locale: pubblica con autorizzazione temporanea privata  a disposizione dell'operatore Adiacente = “giacere presso” (♪1) Pertinente = opere di carattere accessorio aventi ridotto rilievo dimensionale, prive della capacità di un utilizzo separato ed indipendente attrezzature di somministrazione: tutti i mezzi e gli strumenti finalizzati a consentire il consumo di alimenti e bevande(♪2)

  5. Definizioni art. 2 d.l. 223/06 (Bersani) negli esercizi di vicinato è ammesso consumo immediato sul posto utilizzando locali e arredi dell’azienda quale differenza tra arredi del D.L. 223 e attrezzature della L.R. 30/2005 ???? circolare 3603/2006 arredidel D.L. 223 - non possono coincidere con attrezzature tradizionalmente utilizzate negli EEPP – garantire condizioni minime di fruibilità - piani di appoggio di dimensioni congrue all’ampiezza e capacità ricettiva del locale e stoviglie a perdere autonomia regolamentare dei Comuni (art. 2 parte 2^ della DGR 864/06) ..... il comune può salvaguardare le proprie peculiarità  autonomia regolamentare

  6. Ambito di applicazione (art. 3) tipologia unica: alimenti bevande bevande alcoliche di qualsiasi gradazione(♪3) L. 30 marzo 2001, n. 125 - Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati bevanda alcolica = ogni prodotto con alcol alimentare con gradazione > a 1,2 gradi di alcol e per bevanda superalcolica ogni prodotto con gradazione superiore al 21 % di alcol in volume

  7. Ambito di applicazione (art. 3) limiti della tipologia unica: autorizzazione sanitaria D.I.A. Settore Alimentare presentata per la registrazione (♪4) Reg. 852/2004/CE procedura di notifica/registrazione per stabilimenti che producono/trasformano/distribuiscono alimenti D.I.A.  sostituisce le autorizzazioni ex Legge 283/62 D.I.A. semplice attività prima soggette a nulla osta D.I.A. differita  attività prima soggette ad autorizzazione (può iniziare decorsi favorevolmente 45gg e previa comunicazione)

  8. Ambito di applicazione (art. 16) tipologia unica: titolari l. n. 278/91 hanno diritto ad estendere l’attività a condizione di: aggiornamento autorizzazione sanitaria comunicazione al Comune che integra autorizzazione con indicazione nuova attività non necessita conversione del titolo omessa comunicazione sanzione €. 154

  9. Ambito di applicazione (art. 16) tipologia unica: + autorizzazioni (art. 5/1 c. lett. a), b) e d) ) della l. n.287/91 intestate alla stessa persona fisica o società, relativa ad un unico esercizio, si unificano nella tipologia unica scelta diversa dalle altre regioni

  10. Ambito di applicazione (art. 3) attività incluse: centri rurali di ristoro e degustazione (♪5) - L.R. 3/ 2002, n. 3 - Norme per l'attività agrituristica e per il turismo rurale - offerta gastronomica tipica della zona - materie prime almeno per il 70 % di prodotti locali o tipici attività escluse: attività turistiche attività agrituristiche

  11. Indirizzi e criteri (art. 4) Regione: fissa indirizzi ai Comuni per il rilascio delle autorizzazioni - Delib.G.R. 24 luglio 2006, n. 864 – criteri per programmazione comunale NO a parametri meramente numerici Si definizione di obiettivi escluso l'utilizzo di "contingenti numerici o di superficie" e l'individuazione di "distanze minime" fra gli esercizi in linea con d.l. 223/2006 (Bersani)

  12. Indirizzi e criteri (art. 4) Regione predispone: modulistica linee-guida per autorizzazione sanitaria linee-guida per i requisiti strutturali ed igienico-sanitari determina i livelli, le procedure, i requisiti di classificazione, i segni distintivi e le indicazioni al pubblico da esporre

  13. Indirizzi e criteri (art. 4) Comune: stabilisce criteri per rilascio autorizzazioni: di apertura di trasferimento di sede di ampliamentodi superficie stagionali (da uno a sette mesi) programmazione - entro 6 febbraio 2007 - durata di 3 anni – Consiglio Comunale (autonomia - altro organo) – i parametri comunali in vigore fino al 10.8.06 (♪6) TAR Lazio 3359/2002 - Omessa programmazione non motiva un diniego - motivazioni concrete e puntuali delle ragioni ostative che non possono consistere nel mero apodittico richiamo ai parametri numerici ottimali.

  14. autorizzazione (art. 5) autorizzazione: di apertura di trasferimento di sede a condizione che requisiti morali e professionali rispetto programmazione comunale disponibilità dei locali indicazione del preposto autorizzazione sanitaria (o DIA) eventuale C.P.I. (♪ d.m. 16.2.1982) sorvegliabilità

  15. autorizzazione (art. 5) quale procedimento e quali obblighi??? silenzio assenso in 60 gg 10 gg per richiedere integrazioni richiesta elementi integrativi interruzione termini possibilità di utilizzare sportello unico entro 30 gg da rilascio comunicazione a Prefetto, Questore, ASUR e CCIAA ha validità permanente (♪ art.11 reg. TULPS) si riferisce solo ai locali in essa indicati deve essere esposta (art.180 reg. TULPS)

  16. requisiti morali (art. 8/6 c) art. 5, commi 2,3 e 4 del d.lgs n. 114/98 dichiarati falliti (♪7 abolita riabilitazione d.lgs 5/2006???) coloro che hanno sentenze passate in giudicato ( divieto permane per 5 anni) delinquenti abituali, professionali, tendenza (riabilitazione) persone sottoposte a misure di prevenzione (riabilitazione) Chi deve possedere i requisiti morali??? il titolare della ditta individuale per società, associazioni, organismi collettivi, i requisiti devono essere posseduti dal: legale rappresentante altra persona preposta all'attività di somministrazione da tutti i soggetti sottoposti ad accertamento antimafia

  17. requisiti professionali (art. 8/1 c) corso professionale istituito o riconosciuto dalle Regioni diploma di istituto secondario o universitario attinente l'attività REC nel quinquennio antecedente la L.R. > 15.12.2000 (e dal 16.12.05 al 3.7.06 - ♪8data d.l. 223/06??) aver superato esame presso la CCIAA aver superato esame commissione regionale (pratica professionale) Chi deve possedere i requisiti professionali??? dal titolare della ditta individuale per società, associazioni, organismi collettivi, i requisiti devono essere posseduti dal: legale rappresentante altra persona preposta all'attività di somministrazione

  18. preposto (artt. 5, 8) il preposto  colui che in caso di società esercita in luogo del legale rappresentante quali obblighi??? deve essere indicato nella domanda di autorizzazione se nominato successivamente comunicato entro 30 gg dalla nomina deve avere requisiti morali e professionali non può essere preposto per più società (♪9ma per + EE.PP. della medesima società???)

  19. preposto (artt. 5, 8) una ditta individuale può nominare un preposto??? art. 8 del TULPS ma solo dopo aver ottenuto autorizzazione solo se il titolare ha i requisiti morali e professionali Art.8, comma 2, TULPS “Nei casi in cui è consentita la rappresentanza nell'esercizio di una autorizzazione di polizia, il rappresentante deve possedere i requisiti necessari per conseguire l'autorizzazione e ottenere la approvazione dell'autorità di pubblica sicurezza che ha conceduta l'autorizzazione”

  20. locali (art. 5) quali obblighi per i locali??? al momento della domanda disponibilità dei locali quando si esercita devono essere regolari per: edilizia (permesso di costruire) urbanistica (destinazione d’uso) igienico-sanitaria (autorizzazione o DIA) sicurezza (agibilità) prevenzione incendi (d.m. 16.2.1982) inquinamento acustico ( art.16 d.G.R.864/06) sorvegliabilità (D.M. 564/92)

  21. d.i.a. (art. 6) quando attività è soggetta a d.i.a.??? al domicilio del consumatore somministrazione (♪11 non solo vendita) a familiari e invitati presso la dimora privata del cliente ovvero presso luogodi lavoro, di studio, o eventi (cerimonie e convegni) comuni possono regolamentarla (d.G.R. 864/06) autostrade, stazioni (treni, autobus, aerei, navi ) musei, teatri, sale da concerto, cinema e simili mense e spacci di aziende, enti e scuole

  22. d.i.a. (art. 6) quando attività è soggetta a d.i.a.??? negli esercizi polifunzionali L. R. n. 26/1999 – art.10 (♪12) - comunità montane < 1.000 ab. e centri < 500 ab. centri commerciali (♪13struttura a destinazione specifica) nei distributori carburanti(♪14stazioni di servizio –art.3 Reg. n.7/2003) ad esclusione degli esercizi siti nelle stazioni e nei distributori , somministrazione solo ai frequentatori e negli orari di apertura

  23. d.i.a. (art. 6) quando attività è soggetta a d.i.a.??? congiunta a prevalente attività di intrattenimento e svago locali da ballo e notturni, impianti sportivi, sale da gioco superficie somministrazione < al 25% nella d.i.a. indicare sia superficie di somministrazione che quella dell’intrattenimento d.G.R. n.864/2006 – “superficie di somministrazione" area in cui accede il pubblico attrezzata per il consumo di alimenti o bevande compresa area occupata da banchi, mobili ed altre attrezzature allestite per il servizio al cliente non costituisce superficie di somministrazione l'area destinata a cucina, depositi, servizi igienici, uffici e simili

  24. d.i.a. (art. 6) quale procedimento e quali obblighi??? art.19 legge 241/90 efficacia decorsi 30 gg obbligo di ulteriore comunicazione di inizio attività entro 30 gg da ricevimento comunicazione a Prefetto, Questore, ASUR e CCIAA ha validità permanente (♪ art.11 reg. TULPS) si riferisce solo ai locali in essa indicati deve essere esposta (art.180 reg. TULPS) non è trasferibile se non con l’attività principale

  25. Piccoli trattenimenti (art. 5) autorizzazione abilita ai piccoli trattenimenti in cui il pubblico assiste o partecipa a condizione che: senza ballo il locale non si trasformi in locale di pubblico spettacolo siano rispettati eventuali limiti dei Comuni (orari, pubblicità, tipo strumenti musicali ecc..) non vi sia pagamento di biglietto né aumento costi capienza e afflusso < 100 persone diversamente occorrono licenze artt.68 o 69 e 80 TULPS

  26. Piccoli trattenimenti (art. 5) autorizzazione abilita uso di televisore: senza pagamento di biglietto, aumento costi e senza trasformazioni in locale di pubblico spettacolo se biglietto ingressooccorre licenza art.69 (ed eventuale art.80) se biglietto ingresso e trasformazionein locale di pubblico spettacolooccorrono licenze artt.68 e 80

  27. autorizzazione (art. 5) autorizzazione abilita anche alla vendita per asporto: per i prodotti autorizzati alla somministrazione all’installazione di giochi: giochi carte, apparecchi meccanici, biliardi ecc ... art.86, comma 1, tulps apparecchi di cui all’art.110 commi 6 e 7, tulps art.86, comma 3, tulps

  28. variazioni (art. 10) subingresso: comunicazione al comune entro 30 gg dall’atto di cessione o di successione possesso requisiti (erede senza requisiti professionali 1 anno) gestione di reparto: comunicazione al comune entro 30 gg possesso requisiti cessazione attività: comunicazione a comune entro 30 gg da cessazione allegando autorizzazione (solo dal d.G.R. n.864/06 punto 24)

  29. Somministrazione alcolici (art. 10) bevande alcoliche > 21 vietate: impianti sportivi, sagre, fiere, manifestazioni sportive o musicali all'aperto, complessi di attrazione dello spettacolo viaggiante o simili bevande alcoliche di qualsiasi gradazione vietate: somministrazione mediante distributori automatici (in locali aperti al pubblico esclusivamente adibiti a tale attività e a tal fine attrezzati)

  30. Somministrazione alcolici (art. 10) è consentita: vendita di bevande di qualsiasi gradazione con distributori automatici (art.17 del d.lgs 114/98) vendita su aree pubbliche alle seguenti condizioni (art.176 reg. tulps): recipienti chiusi recipienti < 0,33 litri se < 21 gradi recipienti < 0,22 litri se > 21 gradi

  31. Autorizzazione temporanee (art. 7) autorizzazioni temporanee: rilasciate per fiere, feste, mercati o altre riunioni straordinarie valide per il periodo della manifestazione e per i locali o aree cui si riferiscono (indicati nell’autorizzazione) max trenta giorni consecutivi autorizzazione silenzio-assenso 30 gg (potestà regolamentare del comune  d.i.a) requisiti di sicurezza ed igienico-sanitari (♪) NO destinazione d’uso requisiti morali e professionali ad esclusione manifestazioni a carattere religioso, benefico, politico, sociale, sportivo eventuale programmazione comunale  lasso di tempo minimo tra + autorizzazioni

  32. orari (art. 12) comune: stabilisce il limite minimo e massimo giornaliero può stabilire fasce orarie di apertura può stabilire turni di apertura obbligatoria l’esercente: sceglie l’orario continuativo o con chiusura intermedia ma entro i limiti comunali comunica al comune l’orario scelto pubblicizza l’orario scelto con cartelli all’interno e all’esterno

  33. orari (art. 12) l’esercente: ha facoltà di scegliere una o più giornate di riposo (comunicazione al comune e nei cartelli) comunica chiusura temporanea (< 1 anno) nei modi e nei tempi previsti dal comune pubblicizza la chiusura temporanea con cartello all’esterno osserva turno obbligatorio di apertura comunica turno obbligatorio con cartelli all’interno e all’esterno

  34. prezzi (art. 13) l’esercente durante apertura: ha obbligo di esporre i listini prezzi con eventuali maggiorazioni: in modo chiaro, leggibile se serviziointerno visibile anche dall’esterno se servizio esterno deve essere esposto all’esterno per somministrazione pasti: menù delle consumazioni con i relativi prezzi ai clienti ed esposto all’esterno

  35. prezzi (art. 13) l’esercente: ha obbligo di esporre i prezzi dei prodotti per la vendita da asporto: esposti nelle vetrine e in ogni luogo visibile al pubblico in modo chiaro e ben leggibile mediante l'uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo (art.14 del d.lgs n.114/98) obbligo prezzo per unità di misura (d.lgs n. 206/2005)

  36. sanzioni (art. 15) sanzioni amministrative pecuniarie: attività abusiva o senza requisiti - art.17- bis, comma 1 – da €. 516 a €. 3.098 (P.M.R. €.1032) ogni altra violazione art.17-bis, comma 3 – da €. 154 a €. 1.032 (P.M.R. €.308) autorità competente:Comune destinazione proventi: Comune ATTENZIONE: non sono sanzionate le disposizioni del d.G.R. 864/06

  37. sanzioni (art. 15) misure cautelari: si applicano per ogni violazione alla L.R. 30/2005 art.17- ter del tulps sospensione dell’attività per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi cessazione immediata attività abusiva autorità competente:Comune

  38. sanzioni (art. 15) il pubblico ufficiale che accerta la violazione deve: riferirne, senza ritardo e in forma scritta, al comune trasmettere, se vi è stata contestazione immediata, il verbale di accertata violazione il Dirigente competente, entro 5 giorni ordina con provvedimento motivato: la cessazione dell'attività ovvero la sospensione dell'attività

  39. sanzioni (art. 15) la sospensione dell’attività: l’ordine di sospensione è disposto trascorsi 30 giorni dalla data di violazione salvo che la violazione riguardi prescrizioni a tutela della pubblica incolumità o dell’igiene non si esegue la sospensione qualora l’interessato dimostri: di aver sanato le prescrizioni violate di aver avviato le relative procedure amministrative

  40. sanzioni (art. 15) inottemperanza sospensione/cessazione: art. 650 c.p. – atti di P.G. art. 5 del TULPS – diffida di 3 gg salvo motivi di sicurezza pubblica esecuzione coattiva dell’ordine con la forza pubblica spese a carico dell’interessato contestazione violazioni amministrative

  41. sanzioni (art. 15) sanzioni amministrative accessorie: si applicano per ogni violazione alla L.R. 30/2005 art.17- quater del tulps eventuale sospensione dell’attività per un periodo non superiore a tre mesi si computa sospensione eseguita per il 17-ter

  42. Decadenza e sospensione (art. 11) sospensione attività: fino a 90 giorni per violazione in materia igienico-sanitaria, edilizia, di sicurezza, prevenzione incendi, inquinamento acustico, sorvegliabilità dei locali per un massimo di 3 periodi non superiori ciascuno a 10 giorni, nel caso di inosservanza dell'orario prescelto per il principio di specialità si applica la sospensione prevista dall’art. 11 L.R. n.30/05 in luogo dei provvedimenti di cui agli artt.17-ter e 17-quater

  43. Decadenza e sospensione (art. 11) decadenza dell’autorizzazione: perde i requisiti (♪15 perdita requisiti morali) non attiva esercizio entro sei mesi dalla data di comunicazione del rilascio o del subingresso (!!) proroga max di 3 mesi sospende attività per un periodo < ad 1 anno proroga (termini non determinati) inottemperanza sospensione (comma 2) inosservanza orario dopo la comminazione di 3 sospensioni ( comma 2 ) nell'arco dell'anno solare