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La conflittualità col mondo degli adulti in adolescenza; opporsi per  trovare se stessi.

La conflittualità col mondo degli adulti in adolescenza; opporsi per  trovare se stessi. Dott.ssa Manuela VERSINO Psicologa-Psicoterapeuta Operatrice di Training Autogeno Studio professionale Piazza San Rocco, 6 - GIAVENO tel : 340-5227275. CONFLITTO

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La conflittualità col mondo degli adulti in adolescenza; opporsi per  trovare se stessi.

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Presentation Transcript


  1. La conflittualità col mondo degli adulti in adolescenza; opporsi per  trovare se stessi. Dott.ssa Manuela VERSINO Psicologa-Psicoterapeuta Operatrice di Training AutogenoStudio professionale Piazza San Rocco, 6 - GIAVENOtel: 340-5227275

  2. CONFLITTO Per Kurt Lewinil conflitto è una situazione sociale in cui due persone si oppongono in maniera evidente (es. l’antagonismo o l’atteggiamento di resistenza nei confronti dell’altro); rappresenta una crisi nel rapporto Dott.ssa Manuela Versino

  3. CONFLITTO • il conflitto è insito in ogni relazione umana per il solo fatto di essere diversi l’uno dall’altro • conflitto significa confronto con il diverso, un’altra individualità. Non necessariamente è negativo se gestito bene e con rispetto reciproco. Fa crescere le persone e la relazione Dott.ssa Manuela Versino

  4. CONFLITTUALITA’ • In genere ne abbiamo timore perché la associamo a… disagio,spreco di energie, rischio di rompere il legame, possibili ritorsioni, sensi di colpa, giochi di potere (schiacciare o essere schiacciati dall’altro)… • Può attivare ansie di separazionenon sempre tollerabili Dott.ssa Manuela Versino

  5. Adolescenza • L’adolescenza dal punto di vista psicologico rappresenta il bisogno di opporsi e la ricerca del conflitto col mondo adulto come modalità per trovare se stessi • In modo più o meno sfumato o incisivo, l’adolescente vuole farci sapere che è “diverso da NOI”… ed ha ragione! • Ogni fase del ciclo di vita, prevede l’affrontare un compito evolutivo specifico (Erik Erikson) Dott.ssa Manuela Versino

  6. Modello degli stadi evolutivi di E. Erikson Caratteristiche Crisi Età Fiducia /Sfiducia 0 - 1 Interazione sociale primaria con la madre; interessi orali; Fiducia nelle cure di sostentamento. Interazione sociale con i genitori; addestramento al Autonomia/Vergogna 1 - 2 controllo sfinterico , inizio della volontà autonoma. Interazione sociale con la famiglia; origine di sentimenti edipici; sviluppo del linguaggio e della Iniziativa/Colpa 3 - 5 locomozione, sviluppo della coscienza come regolatore dell’azione Interazione sociale al di fuori della famiglia, con pari Industriosità/Inferiorità 6 - pubertà ed insegnanti; valutazione della capacità di eseguire compiti. Interazione sociale con i pari, amicizie etero - Identità/Confusionedi ADOLESCENZA 14-20 sessuali, crisi di identità, soluzione dei precedenti 4 ruolo stadi in un sensocoerentedi sé Interazione sociale con un membro di sesso opposto Intimità/Isolamento Giovinezza in una relazione intima; accettazione degli impegni adulti. Generatività / Stagnazione Maturità Interesse sociale a guidare le generazioni future, produttività creatività. Interesse sociale di tipo riflessivo, accettazione del Integrità /Disperazione Anzianità proprio ruolo nel ciclo di vita. Dott.ssa Manuela Versino

  7. PROCESSO DI SEPARAZIONE /INDIVIDUAZIONE L’adolescente deve “separarsi” dai legami infantili: • si muove verso un distacco parziale dai genitori, che non idealizza più anzi tende a mettere in discussione • in questa fase un insegnante attento può diventare un buon punto di riferimento per lui/lei nonché alleato della famiglia L’adolescente deve “individuarsi” cercando il proprio modo di esprimere se stesso • rivendica l’indipendenza e la libertà di scelta quando ancora una vera e propriaautonomiaaffettiva è lontana ↓ • CONFLITTO INTERNO tra desiderio di crescita e senso di abbandono/timore di allontanarsi dalla famiglia • dinamica onnipotenzaVERSUS impotenza Dott.ssa Manuela Versino

  8. IL RUOLO DEGLI ENTI EDUCATIVI • contenere • e • valorizzare • Attenzione a non sovrapporre il nostro vissuto di adulti della nostra adolescenza, a quello dei nostri figli-allievi! • Dire che “erano altri tempi” non è un luogo comune ma una realtà • L’adolescenza cambia con il contesto del tempo in cui si vive • Charmetsostiente che i ragazzi oggi hanno più il bisogno di individuarsi mantenendo il legame che di separarsi rompendo il legame • La “ragionevolezza” degli adulti significativi attuali spiazza gli adolescenti Dott.ssa Manuela Versino

  9. L’adulto ha il ruolo di "contenere", lasciando spazio al bisogno di "tirare” il legame dell'adolescente, lasciare "giogo", farsi tirare un po’ ma non troppo spesso i ragazzi chiedono direttamente o indirettamente di essere "tenuti“ attenzione ai SEGNALI!!! • Direttamente: la ragazza che dice "i miei genitori sono un po’ diversi dagli altri, mi fanno fare tutto quello che voglio, ma poi mi sono accorta che nelle famiglie dei miei amici non è così; un genitore non dovrebbe anche dirti cosa puoi fare e cosa no?"; l'allievo che non ha rispetto del docente "Quel prof è un tonto, ci facciamo i cavoli nostri tutto il tempo e nemmeno se ne accorge!“ • Indirettamente: il ragazzo che comincia ad andare un po’ male a scuola, poi un po’ più male, poi fa qualche assenza falsificando la firma ecc., beve qualcosa in più o inizia a fumare… (naturalmente l'uso di alcol o fumo può rientrare in una "fase di passaggio" di curiosità o influenza del gruppo dei pari ma è sempre necessario riflettere sul perché i ragazzi fanno certe cose) • come soggetti educativi dobbiamo avere il coraggio di risultare agli occhi dei ragazzi, a volte, anche impopolari/”detestabili” ecc, non sempre giovanili/disponibili ecc ↓ Imparare a tollerare e gestire la FRUSTRAZIONE è fondamentale per una crescita equilibrata Dott.ssa Manuela Versino

  10. MA ATTENZIONE ALLE MODALITA’ !!! SI • ascolto e dialogo • valorizzazione degli aspetti positivi • quando è possibile contrattare un compromesso (su piccole scelte quotidiane) • rimando costruttivo di limiti e difficoltà • essere coerenti(es: rispetto a decisioni e sanzioni anche piccole ma mantenute) per risultare credibili ai loro occhi • “carezze positive” NO • i rimandi distruttivi annichiliscono e amplificano il ruolo del “bambino/ragazzo cattivo” Dott.ssa Manuela Versino

  11. ANALISI TRANSAZIONALE • Carezze positive che trasmettono Permessi • I permessi che possiamo passare ai nostri ragazzi sono: • la possibilità di essere se stessi/diversi da noi • avere l’età che hanno (né adultizzati, né infantilizzati) • la possibilità di sbagliare • la possibilità di sperimentarsi in piccole autonomie e di assumersene le conseguenze (no all’iperprotezione) adulto adolescente • E’ importante utilizzare carezze POSITIVE che stimolino L’Adulto e il Bambino Libero dei ragazzi • Ciò avviene utilizzando il nostro Adulto, il Genitore Normativo ed il GenitoreAffettivo GN GA G A A B BL Dott.ssa Manuela Versino

  12. ANALISI TRANSAZIONALE • Esempi di carezze positive • “Non preoccuparti, può succedere a tutti una giornata storta” GA • “Sei un ragazzo in gamba GA, devi solo applicarti di più A” • “Il tuo atteggiamento è stato scorretto GN, ma sono sicura che non accadrà piu’GA” • “Non è ancora sufficiente A ma ti vedo determinata ultimamente, continua così e i risultati arriveranno senz’altro! GA” • “Ti sei comportato male con tua madre GN e per questo avrai una punizione A, ma non è da te, che cosa ti sta succedendo? GA” • Un sorriso; una pacca sulle spalle, uno sguardo di complicità… • Si possono usare modalità costruttive anche per segnalare comportamentisbagliati o non ancora sufficientemente adeguati, purché non comportino una SVALUTAZIONE della persona • FONDAMENTALE è ricordare la differenza tra FARE una cosa sbagliata ("Hai fatto una sciocchezza" ; aiuta a riflettere sulle proprie azioni e responsabilità, a ricalibrare il proprio comportamento) ed ESSERE considerati una persona sbagliata (“Sei stato uno sciocco!" ; è totalmente non costruttivo, attacca alla radice l'autostima, non compendia la possibilità di cambiare e migliorare) Dott.ssa Manuela Versino

  13. ANALISI TRANSAZIONALE • Carezze negative • E’ importante evitare carezze NEGATIVE che provochino il Bambino Ribelle o il Bambino Adattato dei ragazzi, rischiando di annullare la funzionalità del loro Adulto • Ciò avviene utilizzando il nostro il Genitore Critico, operando una svalutazione, oppure ponendoci sullo stesso piano dei ragazzi col Bambino Ribelle oBambinoAdattato adulto adolescente adulto adolescente GC G GC G A A A A B BR BA BR BA BR BA Dott.ssa Manuela Versino

  14. ANALISI TRANSAZIONALE • Esempi di carezze negative • “Tu sei una schiappa in confronto a quant’ero bravo io da studente!!” BR ( porsi in competizione coi ragazzi) • “Sei una capra!” GC • “Non combinerai mai niente nella vita” GC • “Come ti permetti di darmi del cretino? Cretino ci sei tu!” BR ( reagire alla rabbia con la rabbia) • “Sei sempre il solito stupido !” GC • “Fai come ti pare” BA ( delegare totalmente il proprio ruolo educativo) • Un sorrisetto sarcastico,scuotere la testa per disapprovare, uno schiaffo, smorfia di disprezzo con la bocca… Dott.ssa Manuela Versino

  15. ANALISI TRANSAZIONALE Il suggerimento principale per occuparci dei ragazzi nel nostro ruolo Genitoriale di adulti è avere cura del nostro Bambino interno (B L) • Anche per l’adulto vale il permettersi di sentire la rabbia/frustrazione • Allora è importante prendersi i propri spazi (mantenere un tempo anche minimo da dedicare a se stessi, alla propria vita); condividere le fatiche con chi ci è vicino (un collega per gli insegnanti, il coniuge per una madre o un padre…) • Non cercare di essere onnipotenti, dare anche a noi stessi carezze positive = AUTORICONOSCIMENTO riconoscendoci quanto di buono facciamo per i ragazzi e ricordando che, a mano a mano che si avvicinano all’età adulta, acquisiscono gli strumenti e la responsabilità per prendere in carico se stessi e la propria vita (siamo persone diverse in vite diverse) • Anche l’adulto ha il diritto di prendere tempo (”Sono arrabbiato con te, in questo momento non ti voglio parlare.”); è sempre meglio confrontarsi quando si è calmi e lucidi Dott.ssa Manuela Versino

  16. E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, “Parlaci dei Figli”. E lui disse: “I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso voi ma non da voi, e sebbene siano con voi non vi appartengono.Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri. Poiché hanno pensieri loro propri. Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, giacchè le loro anime albergano nella casa di domani, che voi non potete visitare neppure in sogno.Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli come voi siete. Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,VIVENTI FRECCE, SONO SCOCCATI INNANZI.L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano andare veloci e lontano.Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;poiché se ama il dardo sfrecciante,così ama l’arco che saldo rimane.” I Figli- Gibran Dott.ssa Manuela Versino

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