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  1. Educazione scolastica I PROGRAMMI SCOLASTICI POSSONO SVOLGERE UN RUOLO IMPORTANTE NELLA PROMOZIONE DI SANE ABITUDINI ALIMENTARI è possibile migliorare le pratiche nutrizionali che influenzano lo stato di salute, la crescita e lo sviluppo intellettivo

  2. Perché la scuola? La scuola raggiunge il maggior numero di ragazzi Può insegnare ai ragazzi a resistere alle pressioni sociali Dopo un appropriato training, gli insegnanti possono usare le loro abilità istituzionali per diffondere messaggi di salute Nelle scuole dove esiste la mensa, è possibile attuare da vicino una sana alimentazione

  3. PROGRAMMI SCOLASTICI CHE PROMUOVONO UN’ ALIMENTAZIONE SANA E DURATURA

  4. La scuola non può agire da sola ! Ovviamente l’ azione della scuola deve essere supportata da tutte le altre componenti della società in grado di influenzare i comportamenti alimentari e motori.

  5. Programmi di governo (stato, regione, provincia, comune, circoscrizione) Assetto urbanistico/Spazi verdi Negozi di alimentari Luoghi di ristorazione Mass media/pubblicità Distributori di bibite/alimenti Etichette nutrizionali Trasporti Impianti sportivi Famiglia

  6. Problematiche che necessitano educazione alimentare Nutrizione insufficiente Anemia sideropenica Sovrappeso/obesità Metodi incongrui di perdita di peso Disordini del comportamento alimentare Carie dentarie

  7. SCUOLA E MALATTIE CRONICHE

  8. asma bronchiale difetti visivi o uditivi cardiopatia congenita convulsioni paralisi cerebrale distrofia muscolare ritardo mentale (S. di Down) diabete mellito artrite idiopatica giovanile (AIG) fibrosi cistica (FC) emofilia Fenilchetonuria (PKU) leucemia insufficienza renale cronica Principali malattie croniche in età pediatrica

  9. MALATTIE CRONICHE Sopravvivenzaaumentata per molte malattie croniche (cardiopatie congenite, insufficienza renale cronica, fibrosi cistica, leucemia)

  10. Prevalenza delle condizioni croniche secondo varie casistiche Surìs It J Pediatr 2002

  11. sintomi Malattia cronica Problemi fisici Tensioni familiari Pauradel futuro Problemi scolastici trattamento prognosi

  12. Effetti della malattia sulle attivita' quotidiane

  13. MALATTIE CRONICHE E LIMITAZIONE MOTORIApossibili meccanismi Scarsa crescita fisica Ritardo puberale Ridotta massa muscolare (astenia) Limitata funzione respiratoria (asma, FC) aumentate richieste energetiche Limitazione motoria Rischio di perdita di coscienza (DM, epilessia) Dolore (artrite idiopatica, emofilia) Terapie concomitanti (meno tempo a disposizione) Iperprotezione (genitori, insegnanti, medici)

  14. Psychosocial risks of chronic health conditions Position Statement AAP 1993 “Il trattamento della malattia cronica non deve essere solamente mirato alla cura specifica della malattia e degli episodi intercorrenti, ma dovrebbe essere finalizzato ad ottimizzare le capacità funzionali, il senso di benessere, la qualità di vita e lo sviluppo in individui adulti sani e produttivi”

  15. sviluppo fisico e sessuale apprendimento Iperprotezione da parte dei genitori Limitazioni nelle interazioni sociali Interferenza nella frequenza scolastica Malattia cronica interferisce con tutti gli aspetti del processo di sviluppo:

  16. Bambino Fino a 7 anni Malattia = colpa Terapie = maltrattamenti Tensioni, bisogni e disagi = dolore Dopo i 7 anni Maggiore consapevolezza Localizza i disturbi Persiste il senso di maltrattamento, punizione, persecuzione

  17. Bambini affetti vanno aiutati ad elaborare e a esprimere tutta l’ ansia, la paura, la rabbia necessitano di un' accurata informazione sulla malattia e le sue implicazioni sociali. La conoscenza, riducendo l' incertezza, riduce l' ansia Devono essere aiutati a far emergere le loro capacità, che li possano rendere graditi e accettati dal gruppo. Se non possono emergere in attività fisiche, ci sono altre attività in cui possono esprimersi (canto, musica, pittura, umorismo, esperto di storia dello sport, di musica o di programmi televisivi).

  18. Adolescenza… epoca di MUTAMENTI biologici cognitivi emotivi sociali culturali Uno degli scopi dell’ adolescente è quello di essere normale, cioè uguale ai coetanei Gli adolescenti con malattia cronica devono provare di essere normali al contrario dei loro coetanei sani

  19. Problematiche dell’ adolescente con malattia cronica Malattia prolunga la fase di dipendenza dalle cure e dal supporto emozionale della famiglia NEGAZIONE REGRESSIONE Immagine corporea insoddisfacente Limitazione nelle attività quotidiane Isolamento dai coetanei Senso di colpa per essere di peso alla famiglia Incertezza del futuro sentimentale e lavorativo Ansia e depressione

  20. Indicatori di rischio di scarso adattamento Avere pochi amici Sentirsi diversi Esclusione dalle attività sociali Comportamenti a rischio: fumo, alcool, droghe, attività sessuale non protetta

  21. Tra i 10-13 anni il centro della vita sociale del bambino tende a spostarsi dal gruppo al migliore amico. Può essere molto rassicurante confidare in un amico, discutere apertamente della malattia, ed essere accettato E’ la prima, vera esperienza di attaccamento fuori dalla famiglia Condivisione di sentimenti e esperienze aiuta a diminuire il senso di unicità ed inadeguatezza, e contribuisce allo sviluppo di rapporti empatici

  22. la scuola e i coetanei La scuola è l' ambiente in cui il bambino impara gran parte delle regole nei rapporti interpersonali e sociali necessari per la vita. Il bambino con malattia cronica spesso trova nella scuola l' unica o la maggiore opportunità sociale o di ricreazione, che non dovrebbe essere trascurata. Spesso, anche nell' ambito scolastico, viene escluso da molte attività a causa di frequenti episodi di malattia, restrizioni, reazioni di genitori e coetanei.

  23. legati alla malattia diminuita attenzione assenze scolastiche facile stancabilità crisi di dolore farmaci (agitazione, irritabilità, sonnolenza) correlati emotivi genitori docenti coetanei La maggior parte dei bambini con malattia cronica ha una normale intelligenza, ma una malattia cronica o una disabilità fisica possono provocare problemi causa di insuccesso scolastico

  24. Genitori riluttanti a collaborare con i docenti per precedenti esperienze negative paura di discriminazione o senso di pietà verso il bambino malato

  25. Tendono a fare delle personali valutazioni, con approcci spesso sbagliati La conformazione gracile del bambino o la bassa statura possono portare l' insegnante a considerarlo più piccolo Difficile distinguere se un particolare comportamento sia l' effetto della malattia cronica, stress o ansia o indipendente da essa Possono adottare trattamenti preferenziali, spesso avallati o richiesti dai genitori. Insegnanti

  26. Domande sollevate dagli insegnantic richiede una dieta particolare? esistono particolari condizioni di emergenza che la scuola deve conoscere e saper fronteggiare? necessita di un particolare equipaggiamento ? (sedia a rotelle, tutori)

  27. Domande sollevate dagli insegnanti la condizione richiede una particolare restrizione fisica? può partecipare a tutte le attività di educazione fisica? Ci sono esercizi non indicati? assume dei farmaci? ha variato recentemente il dosaggio? Può il farmaco influenzare il comportamento? vi è necessità di accorciare o modificare l' orario scolastico?

  28. compagni • il bambino che presenta un' individualità, come quello affetto da malattia cronica, non è facilmente accettato dal gruppo. Possibili diversità: • aspetto fisico (bassa statura, malformazioni) • Necessità di farmaci o di controlli • diete particolari • restrizioni fisiche • bisogno di andare spesso in bagno

  29. compagni Funzione importantissima (accettazione e interazione) L' approvazione dei coetanei è fondamentale per aiutare il bambino malato ad uscire fuori dall' ambito familiare e investire le sue energie affettive verso un ambiente di bambini di pari età I coetanei, in alcuni casi e se non preparati, possono reagire alla diversità con imbarazzo e disagio. Spesso temono che il contatto col bambino malato possa trasmettere loro la malattia, nascondendo tale timore sotto una maschera di ostilità

  30. Malattie croniche che richiedono attenzione nell’ alimentazione • Celiachia • Dislipidemie • Allergie alimentari • Malattie rare (fenilchetonuria) • Diabete mellito

  31. Malattia celiaca intolleranza permanente al glutine, contenuto nel frumento, orzo, segale e avena. Danno intestinale (atrofia dei villi) Prevalenza 1:1000, forma silente in circa 1:150/200.

  32. Terapia dietetica dieta scrupolosamente priva di tutti gli alimenti a base di frumento, orzo, avena e segale per tutta la vita. Consentiti: riso, mais (polenta), patate, legumi, verdure. Possono essere consumati pasta, pane, biscotti a base di farine senza glutine. Nessuna restrizione per quanto riguarda carni, pesci, uova, formaggi, verdura e frutta.

  33. Dislipidemie Aumento patologico dei livelli di colesterolo e/o trigliceridi. I casi che più frequentemente riguardano l’ età pediatrica sono le ipercolesterolemie su base ereditaria (genetica), spesso associate ad obesità e alimentazione scorretta. Rappresentanopatologiead alto rischio di malattia cardiovascolare precoce (infarto del miocardio, angina pectoris, ischemia cerebrale o ictus, vasulopatie periferiche).

  34. FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARI Placca aterosclerotica

  35. Terapia dietetica Promozione di abitudini alimentari corrette, rivolte alla qualità più che alla quantità dei nutrienti. Dieta varia e gustosa, ricca di fibre. Privilegiare cereali, legumi, verdura, frutta e pesce, mentre vanno assunti con moderazione carni magre, prosciutto crudo o bresaola, uova, latte o yogurth parzialmente scremato. Tra i condimenti sono raccomandati l' olio extravergine di oliva e gli oli vegetali, mentre sono assolutamente sconsigliati grassi di origine animale (burro, lardo, strutto) e margarine vegetali.

  36. Allergie alimentari Incidenza in aumento (maggiore varietà di cibi, esposizione ad essi in epoca più precoce). I cibi più frequentemente coinvolti sono: latte e derivati, uova, pesci, crostacei, noci, mandorle, arachidi, cereali, pomodoro.

  37. SINTOMI diarrea, vomito, coliche addominali, sangue nelle feci disturbi respiratori (rinite, asma) o cutanei (orticaria, angioedema, dermatite) emicrania, disturbi del sonno, iperattività shock anafilattico (manifestazione più grave e potenzialmente letale, fortunatamente rara) Terapia Eliminazione dell' alimento responsabile dalla dieta. In caso di orticaria dare antiistaminici, o in presenza di manifestazioni cliniche più severe cortisonici o adrenalina.

  38. ORTICARIA prurito e eruzioni cutanee rosse (pomfi), sollevate, dai margini circolari o irregolari su qualunque parte del corpo. Sedi preferite: tronco, volto, estremità e radice arti (glutei). Comparsa rapida (secondi o minuti) Durata variabile (30 min fino ad un max di 12-24 ore) Regredisce senza lasciare traccia

  39. Angioedema • Interessati i tessuti profondi (vie respiratorie, o gastrointestinali) • tumefazione del labbro e della lingua. • Durata 1-30 minuti.

  40. ANAFILASSI • Difficoltà respiratoria, Cianosi • Arresto respiratorio • Riduzione FC, ipotensione • Confusione mentale, sensazione di morte imminente • Collasso • Perdita di coscienza

  41. Non aspettare i sintomi graviTerapia salva-vita • adrenalina autoiniettabile per via intramuscolo (zona antero-laterale della coscia) • Chiamare il 118

  42. Anafilassi indotta da esercizio fisico • Rara • Orticaria/angioedema • Prurito • Broncospasmo • Collasso Anafilassi da sforzo fisico cibo dipendente I sintomi compaiono solo se lo sforzo fisico è preceduto da assunzione di cibo in generale o di alimenti ben precisi verso i quali il soggetto è sensibilizzato

  43. Malattie croniche limitanti l’ attività fisica • Asma bronchiale • Diabete di tipo 1 • Fibrosi cistica • Artrite idiopatica giovanile • S. Down

  44. broncospasmo Malattia infiammatoria cronica delle vie respiratorie

  45. Sintomi • Affanno • Sibilo • Tosse • Senso di oppressione al torace • Ansia • Difficoltà nel parlare

  46. ALLERGICHE Inalanti (es. polvere di casa, pollini, erbe, peli e forfora di animali, muffe) Alimenti (es. latte, pesce, uova, alcuni frutti) NON ALLERGICHE Infezioni respiratorie Esercizio fisico Sostanze irritanti e variazioni meteorologiche Farmaci Fattori emozionali Cause

  47. Sintomatici (broncodilatatori) beta-adrenergici Teofillinici Anticolinergici Preventivi (antinfiammatori) Steroidi (cortisonici) Non steroidi Cromoglicato Chetotifene antileukotrieni Terapia

  48. Attività fisica nell’ asma Quando il trattamento farmacologico è in grado di controllare la sintomatologia respiratoria, l’attività sportiva può contribuire al miglioramento degli indici di funzionalità respiratoria la pratica sportiva, soprattutto nei giovani asmatici, va incoraggiata sia per motivi di ordine psicosociale che fisiopatologico.

  49. Asma da sforzo • Condizione caratterizzata da insorgenza di sintomi di asma con l’ esercizio fisico (durante/dopo), alleviati dal trattamento per l’asma. • Colpisce sia gli asmatici che i non asmatici