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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER II LIVELLO IN PowerPoint Presentation
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  1. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO MASTER II LIVELLO IN DIDATTICA DELLE SCIENZE PER INSEGNANTI DI SCUOLE MEDIE ED ELEMENTARI STORIA DELLE SCIENZE DAI GIARDINI DEI SEMPLICI AGLI ORTI BOTANICI DOCENTE : PROF. RE ROBERTO ZINGALES CORSISTE : BENIGNO GIOVANNA MELIS BARBARA SANFILIPPO VENERE

  2. INDICE • DEFINIZIONE E SIGNIFICATO DEL GIARDINO • DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE • DEFINIZIONE DI ORTO BOTANICO • CENNI STORICI • L’ERBARIO • LE FUNZIONI DEGLI ORTI BOTANICI OGGI • GLI ORTI BOTANICI IN ITALIA • ORTO BOTANICO DI PISA • ORTO BOTANICO DI PADOVA • ORTO BOTANICO DI FIRENZE • ORTO BOTANICO DI BOLOGNA • ORTO BOTANICO DI PALERMO

  3. DEFINIZIONE E SIGNIFICATO DEL GIARDINO • Dal francese <jardin>, derivato dal franco gart o gard (recinto), il giardino è un terreno coltivato senza scopo produttivo, nel quale l'uomo, isolato dal resto del territorio, svolge una serie di attività a contatto con la natura:riposo, passeggiata, svago, gioco, coltivazione di piante. Altre sue caratteristiche sono il legame con l’edificio di cui il giardino rappresenta il suo espandersi all'aperto, la presenza di piante ritenute particolarmente decorative. • Il carattere estetico del giardino è collegato soprattutto a due elementi: • La scelta delle specie vegetali con selezione degli esemplari migliori • La distribuzione delle colture secondo un disegno iniziale che rappresenta il momento tipicamente architettonico o progettistico. • In tale progettualità le coltivazioni sono distribuite in modo che il giardino, in tutte le stagioni, offra un aspetto ameno e fiorente, proponendosi come una natura in piccolo.

  4. DEFINIZIONE E SIGNIFICATO DEL GIARDINO Ogni cultura e religione, sia occidentale che orientale ha attribuito al giardino, globalmente o, nelle sue parti, importanti significati simbolici. In principio fu l’Eden, luogo di pace e piacere, denso di profumi e fecondo. La parola stessa “ paradiso “ deriva dal greco “ paradeison “ che significa – appunto - “ giardino “.Già agli albori del III millennio a.C. i frutteti ed i giardini della città  di Uruk sono motivo di orgoglio per il re Gilgamesh e dopo altri   1000 anni ormai tutti i palazzi reali della Mesopotamia, la regione dove la tradizione vuole che avesse sede l’Eden,  possiedono il proprio giardino Adamo ed Eva nell’Eden

  5. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476 d.C., le invasioni barbariche e l'instabilità politica rendono insicure le campagne: le società si ritirano in luoghi chiusi e protetti come castelli emonasteri, che diventano i luoghi di riferimento per la civiltà e la culturaduranteillungoarcodell'epocaMedievale.Anche l'arte dei giardini, come le altre forme della cultura, in Europa, viene preservata attraverso queste strutture, laiche e religiose, dove si definiscono due tipologie che racchiudono l'essenza del giardino medievale: • < l’ hortus deliciarum> , giardino paradisiaco fonte di piaceri terreni, frutto della cultura cortese e troubadour • < l' hortus conclusus>, simbolo della Chiesa, in cui si esprimono i principi fondamentali della religione cattolica.

  6. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Durante tutto l’Alto Medioevo i monasterisi dedicarono all'assistenza dei pellegrini ammalati, oltre alla costruzione ed alla gestione di altri centri di assistenza presso i monasteri stessi.Si registra che il monastero di San Gallo nell’820 avesse un giardino di erbe mediche, 6 camere per malati, una farmacia e un alloggio speciale per i medici. La medicina monastica basava la “speranza della guarigione” sulla misericordia di Dio e l'azione dei <semplici>. Persemplice(in latino medievale “medicamentum simplex”) si intendeva un erba medicinale o un medicamento fatto con erbe medicinali. Le piante, infatti, sono da sempre un ricco e prezioso serbatoio di sostanze farmacologicamente attive.Per consuetudine, col tempo, la parola medicamenti venne omessa e il solo termine "semplici" rimase ad indicare le piante utilizzate a scopo salutare. Da qui, il termine Hortus simplicium, "giardino dei semplici", ad indicare il luogo dove queste venivano coltivate.

  7. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Nasce così, dentro le mura del monastero, l'orto dei semplicie l'armarium pigmentariorum,rispettivamente per la coltivazione delle erbe medicinali e per la loro conservazione. Secondo alcuni il lemma “orto” dovrebbe indicare quella zona dove le piante venivano coltivate a scopo utilitaristico (alimentare, medicinale ecc.). Esempio di giardino utilitaristico (Orchard, orto con alberi da frutto)

  8. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Il lemma “giardino”, invece, dovrebbe essere riservato esclusivamente a quelle zone dove le piante venivano coltivate per scopi estetici. Nella pratica questa distinzione non è così rigorosa e i due termini vengono indifferentemente usati l’uno al posto dell’altro. Esempio di giardino di piacere tratto dal testo di Pietro De Crescenzi, de Ruralium Commodorum

  9. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Agli inizi del 1500 lo studio delle piante riceveva un grande impulso dalla pubblicazione del Commento al De materia medica di Dioscoride ad opera di Pietro Andrea Mattioli (1500-1577) grazie alla quale si fece un vaglio accuratissimo dal punto di vista della identificazione delle piante e del loro utilizzo, al fine di fornire a medici e speziali un testo affidabile che desse chiare ed inequivocabili indicazioni per il riconoscimento dei semplici e spiegazioni esaurienti in relazione alla preparazione dei medicamenti.    Dioscoride "De Materia Medica"

  10. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE E’ questo il periodo in cui il collezionismo botanico acquista un preciso intendimento scientifico e, di conseguenza, si attua la grande metamorfosi del “giardino”. La sua trasformazione in orto dei semplici a carattere accademico e, successivamente, in orto botanico dedicato alla coltura disciplinata e allo studio delle diverse piante, permette la nascita delle prime strutture di questo genere in Italia seguite poi da altri orti nei vari paesi d’Europa. Per i monasteri medioevali, in cui questa realtà ebbe origine, il giardino dei semplici era una specie di farmacia vivente, dalla quale attingere irimedioffertidallanatura. Divenne, poi, con la nascita delle Università, utile laboratorio di osservazione e sperimentazione, in cui le piante erano mostrate dal vivo (Ostentio simplicium) agli studenti di medicina e di farmacia, che dovevano imparare a farne buon uso.

  11. DAL “GIARDINO DEI SEMPLICI ALL’ORTO BOTANICO”: VICENDE STORICHE Il primo Hortus Simplicium di tipo universitario nacque a Pisa nel 1543 per opera di Luca Ghini, e viene considerato il primo Orto Botanico in senso moderno. Invece, il più antico Hortus simplicium universitario ancora esistente nel luogo di fondazione è quello di Padova. Successivamente, anche in altre città italiane vennero fondati degli Orti botanici che risultano tutt’oggi inseriti nelle Università in cui è previsto un insegnamento di Botanica: Torino, Modena, Parma, Pavia, Palermo, Bologna, Genova, Urbino, Napoli, Camerino, Siena, Catania, Cagliari (1864), Messina, Roma ecc..  Orto botanico di Padova con alle spalle la Basilica di S. Antonio

  12. DEFINIZIONE DI ORTO BOTANICO Orto botanico o più raramente Giardino botanico è un ambiente naturale ricreato artificialmente che raccoglie una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici. Spesso associato ad esso vi sono una biblioteca ed un erbario per lo studio e la catalogazione delle specie. Gli orti botanici divennero presto non solo luoghi di studio, di formazione scientifica, di sperimentazione e di didattica, ma anche luoghi di ricerca e di diffusione delle informazioni, nonché importanti centri di riferimento per attività economiche e commerciali.

  13. DEFINIZIONE DI ORTO BOTANICO In Italia si fa distinzione tra Orti Botanici e Giardini Botanici. L'Orto Botanico è una istituzione che rispetta in gran parte i criteri seguenti: ° supporto scientifico e appropriata documentazione delle collezioni;° apertura al pubblico;° comunicazione di informazioni ad altri Orti, alle Istituzioni ed al pubblico;° attuazione di ricerche scientifiche o tecniche sulle piante in collezione. Il Giardino Botanico è invece una raccolta di piante vive, per lo più cartellinate, con finalità principalmente ricreative e didattiche. La distinzione è quindi sottile e non sempre semplice da rilevare analizzando casi concreti. Nella breve storia degli Orti e dei Giardini Botanici che segue si rispetta comunque la convenzione di attribuire il rango di Orto Botanico solamente a quelle strutture (quasi esclusivamente universitarie) sorte dopo il 1544, data di fondazione del primo Orto Botanico universitario caratterizzato da finalità di ricerca scientifica di tipo moderno.

  14. CENNI STORICI L’idea di un Orto Botanico per lo studio delle piante è attribuita ad Aristotele e la sua prima realizzazione a Teofrasto. Anche nell’epoca romana si hanno notizie di orti per la coltivazione di erbe medicamentose, ad esempio Plinio che aveva visitato l’orto del medico e botanico Antonio Filoromeo Castore. Aristotele (384 – 322 a.C.) Teofrasto (371 – 286 a.C.). Plinio (23 – 79 d.C.)

  15. CENNI STORICI L’orto botanico può essere considerato alla sua origine una variante del giardino italiano del rinascimento. Fu Cosimo I dei Medici a disporre che il giardino delle suore di San Vito in riva all’Arno fosse messo a disposizione di Luca Ghini, il naturalista e medico imolese inviato dal granduca a Pisa nel 1543, ad insegnare le virtù delle piante agli allievi dell’università. Ghini privilegia l’osservazione diretta – ostensio simplicium – dei reperti naturali, rispetto alla descrizione fatta dagli autori classici Luca Ghini(1490-1556) come Dioscoride e Teofrasto - lectura simplicium - dei quali è pronto a rilevarne gli errori e le incongruenze

  16. CENNI STORICI Le varie essenze già in coltivazione, con le nuove accessioni che il celebre botanico ha procurato, costituiscono la prima collezione didattica della storia. Al contrario del giardino rinascimentale, nel quale la componente vegetale è permanente e statica, come fatto architettonico, l’Orto Botanico diventa un’istituzione dinamica, in stretta connessione con le nuove scoperte scientifiche e con le rinnovate necessità didattiche. Nasce così, il primo Orto Botanico del mondo alle dipendenze di un Ateneo. Planimetria del Giardino dei Semplici di Pisa

  17. L’ERBARIO La necessità di avere a disposizione piante vive per le lezioni giustifica, come abbiamo visto, la nascita degli orti Botanici. Dell’hortus vivus. Ma l’esigenza di avere sempre a portata di mano elementi naturali da proporre agli studenti e da poter comparare con piante di varie provenienze, anche in stagioni poco favorevoli, ha portato, sempre nel ‘500, ad inventare uno strumento di fondamentale importanza documentale: l’erbario, ovvero, l’hortus siccus. Si tratta di raccolte di piante essiccate, da conservare presso gli Orti Botanici, per poterle consultare in ogni momento, le quali testimoniano tangibilmente la realtà vegetale, frutto di raccolte in stagioni e luoghi diversi.

  18. LE FUNZIONI DEGLI ORTI BOTANICI OGGI • Gli Orti Botanici assolvono a numerose funzioni. • In primo luogo sono supporto alla didattica a tutti i livelli: in particolare a quella universitaria, cui sono deputati istituzionalmente, ma da qualche anno a questa parte anche a quella preuniversitaria, con iniziative volte a dare agli alunni di ogni ordine e grado elementi basilari di conoscenza del mondo vegetale e soprattutto destinate a creare una coscienza naturalistica. Tra le azioni degli Orti Botanici rivolte all'utenza extra-universitaria, occorre distinguere, naturalmente la "divulgazione" dalla "didattica" vera e propria: la prima è rivolta all'ambito cittadino, mentre la seconda rientra prevalentemente nella sfera dell'utenza scolastica. • Gli Orti Botanici universitari svolgono anche una notevole attività scientifica, soprattutto nel campo degli studi biosistematici e in alcuni casi nel campo dell'acclimatazione o del miglioramento genetico di vegetali; in ogni caso, fungono da laboratorio all'aperto e da luogo di coltura e conservazione dei materiali viventi usati per la sperimentazione nel campo della biologia vegetale.

  19. LE FUNZIONI DEGLI ORTI BOTANICI OGGI • Un'altra fondamentale attività che Orti Botanici universitari svolgono tradizionalmente ed istituzionalmente è rappresentata dalla conservazione ex situ che si attua sia attraverso la "conservazione statica" delle collezioni, sia attraverso lo scambio di semi . • Un'altra funzione che gli Orti Botanici sono chiamati a svolgere è la conservazione in situ, vale a dire il mantenimento delle specie e degli habitat, quindi della biodiversità, non tanto nelle proprie collezioni, quanto direttamente nell'ambiente naturale. • E'anche importante, specie per quanto riguarda gli Orti Botanici "storici", la loro funzione di attrattiva turistica di tipo culturale, dovuta, oltre che alle collezioni botaniche, alla bellezza degli allestimenti ed alla presenza di beni artistici ed archeologici. Non è trascurabile, infine, la funzione ricreativa che viene svolta da molti Orti Botanici. Gran parte degli Orti Botanici considerati storici, infatti, a causa della loro antica istituzione si trova oggi inglobata nel tessuto urbano e rappresenta per la cittadinanza un apprezzato spazio verde, oltretutto pulito, ben tenuto e sicuro (a differenza di quanto avviene spesso in altri giardini pubblici).

  20. GLI ORTI BOTANICI IN ITALIA In Italia gli Orti e i Giardini Botanici importanti sono una cinquantina. Tra questi ricordiamo: Padova (1542), Pisa (1543), Firenze (1545), Torino (1729), Pavia (1773), Siena (1784), Palermo (1795), Urbino (1808), Napoli (1810), Camerino (1828), Messina (1830). La maggior parte degli Orti Botanici italiani sono coordinati dal Gruppo di Lavoro per gli Orti Botanici della Società Botanica Italiana istituito in seguito alla realizzazione del primo ortobotanico del mondo fondato a Pisa nel 1543-1544. Tra le finalità del Gruppo rientrano la promozione e lo stimolo delle attività degli Orti Botanici e dei Giardini di tutta Italia per mezzo di riunioni scientifiche o tecniche dedicate a vari temi, quali le collezioni botaniche, la didattica (sia universitaria che extra-universitaria), la divulgazione, la storia e l'architettura dei giardini, la gestione delle collezioni botaniche e del verde pubblico e storico, la conservazione della biodiversità vegetale.

  21. ORTO BOTANICO DI PALERMO Tutte le piante che io ero abituato a vedere imprigionate entro grandi vasi, qui vivono gaie e libere sotto il libero cielo..." Così, nel 1787, Johann Wolfgang Goethe, nel suo libro "Viaggio in Italia", scrive della Villa Giulia, accanto alla quale, di lì a poco, doveva sorgere il nuovo Orto Botanico. Aperto al pubblico nel 1795, dette i natali ad un'attività che, ininterrottamente, ha consentito la diffusione di innumerevoli specie vegetali, sia a Palermo che in Europa

  22. ORTO BOTANICO DI PALERMO CENNI STORICI L’Orto Botanico è un'istituzione dell’Università degli Studi di Palermo aperta al pubblico. Costituisce la più rilevante struttura didattico-scientifica del Dipartimento di Scienze Botaniche, rappresentando il nucleo storico attorno al quale la botanica accademica si è sviluppata a partire dal 1795, data in cui l’Orto stesso fu solennemente inaugurato. L’origine risale al 1779, anno in cui a Palermo sorse l’Accademia dei Regi Studi, (corrispondente alla odierna Università) che, istituita la cattedra di "Botanica e Materia medica", ottenne di usufruire del vecchio baluardo di Porta Carini e di un’esigua area circostante per insediarvi un piccolo Orto botanico da adibire alla coltivazione dei "semplici", cioè delle piante medicinali utili alla didattica e alla salute pubblica.

  23. ORTO BOTANICO DI PALERMO CENNI STORICI Ben presto questo primo orto accademico si rivelò insufficiente alle necessità del tempo; così, nel 1786, si decise di trasferirlo in una sede sufficientemente ampia da consentire l'impianto di un orto concepito secondo criteri più moderni di quelli di un modesto giardino dei "semplici". Fu scelta un'area adiacente alla "Villa Giulia", da poco impiantata dal Senato palermitano, nel piano di S. Erasmo in località Vigna del Gallo. Il nuovo orto nacque, quindi, con lo scopo di contribuire allo sviluppo delle Scienze botaniche nell'interesse soprattutto della Medicina e dell'Agricoltura e di dare ulteriore decoro alla Città.

  24. ORTO BOTANICO DI PALERMO ARCHITETTURA Il Calidarium L’orto botanico di Palermo, non è soltanto un luogo nel quale la natura regna sovrana, ammaliando e affasciando anche il visitatore più distratto, ma è pure un luogo che ha ricevuto una sua organizzazione e strutturazione dall’opera di insigni architetti, che hanno improntato a criteri estetici e decorativi il nascente giardino, così come gli edifici in esso presenti. Pertanto muoversi all’interno dell’Orto Botanico significa anche rintracciare in esso i segni dell’originaria struttura architettonica, ripercorrendone i sentieri e riattraversandone gli spazi, in maniera da scorgere e cogliere, come ogni elemento dell’opera dell’uomo contribuisca alla suggestione e all’incanto del tutto.

  25. ORTO BOTANICO DI PALERMO ARCHITETTURA Il complesso architettonico dell’orto, al quale si accede da Via Lincoln, si presenta come frutto della cultura illuministica, che si diffonde a Palermo Il Gymnasium alla fine del 700, ed espressione di una meditata progettualità a cui certamente collaborano i più celebri architetti del tempo.La costruzione del corpo principale degli edifici dell’Orto, in stile neoclassico, fu iniziata nel 1789 e terminata nel 1795. Esso è costituito da un edificio centrale, il Gymnasium, e da due corpi laterali, il Tepidarium e il Calidarium, progettati dall’architetto francese Lèon Dufourny e realizzati con la collaborazione di valenti architetti locali quali Pietro Trombetta, Domenico Marabitti e Venanzio Marvuglia.

  26. ORTO BOTANICO DI PALERMO ARCHITETTURA Gli elementi decorativi sono dovuti a diversi artisti fra i quali si ricordano: il pittore Giuseppe Velasco, che affrescò la volta della cupola e del tetrastilo; lo scultore Gaspare Firriolo che modellò le statue raffiguranti le quattro stagioni; lo stuccatore Domenico Danè, autore dei bassorilievi che abbelliscono i prospetti del Calidario e del Tepidario, nonché delle statue in stucco rappresentanti Dioscoride e Teofrasto poste alla sommità dei pilastri dell’originario cancello d’ingresso che si apriva sul lato confinante con la Villa Giulia; lo scultore Vitale Tuccio, il quale scolpì le due sfingi che si osservano all’ingresso del Ginnasio e realizzò le statue poste al suo interno, tra cui quella eretta in onore del grande naturalista e sistematico svedese Carlo Linneo. Nella sala centrale del Ginnasio si trova ancora la cattedra e il banco su cui il dimostratore esponeva le piante medicinali con gli ausili didattici del tempo, mentre nelle vetrine addossate alle pareti sono tuttora custodite varie raccolte di semi, frutti e materiali vari; in alto, nel tondo centrale della volta la rappresentazione della dea Flora che "miscuit utile dulci" sintetizza le funzioni botanico-farmaceutiche che secoli fa si attribuivano ai moderni orti botanici.

  27. ORTO BOTANICO DI PALERMO ARCHITETTURA Gymnasium: particolare del soffitto del porticotetrastilo L'ala sinistra del Ginnasio era destinata ad abitazione del direttore, mentre quella destra è tutt'oggi occupata dall'erbario nel quale si custodiscono preziose collezioni di piante essiccate di varia provenienza geografica, raccolte e donate da illustri naturalisti in differenti periodi. Nel 1795, finiti i lavori di costruzione, iniziò un'attività di studi che nel corso dei due secoli successivi hanno avuto come esito anche la diffusione di un gran numero di specie esotiche subtropicali e tropicali sia a Palermo che in Sicilia e perfino in Europa e nel Mediterraneo. Nel tempo l'Orto botanico si è ripetutamente ampliato fino a raggiungere, nel 1892, l'estensione attuale di circa 10 ettari.

  28. ORTO BOTANICO DI PALERMO ORDINAMENTI Oggi nel giardino si distinguono due settori principali, corrispondenti rispettivamente alla parte più antica, prossima al Ginnasio, in cui le specie sono disposte secondo il sistema sessuale di Linneo, e alla parte più moderna, prossima all'edificio del Dipartimento cui l'Orto stesso è annesso - che rispecchia invece l'ordinamento sistematico di Engler il quale tiene conto dei rapporti filogenetici delle famiglie. ORDINAMENTO DI LINNEO Nella parte storica, che fu impiantata dal francescano Bernardino da Ucria tra il 1789 e il 1791, le collezioni sono disposte per classi secondo il sistema di classificazione sessuale di Linneo.Nei "quartini", ripartiti in aiuole rettangolari secondo un modulo aperto, le piante sono disposte sia in piena terra che in vaso. i viali della Crocevia

  29. ORTO BOTANICO DI PALERMO ORDINAMENTO DI LINNEO I viali della Crocevia che dividono l’orto antico in quattro quartini Le prime costituiscono i resti dell'impianto originario che nel tempo si è caratterizzato per lo sviluppo assunto da alcuni grandi esemplari a danno di altre piante che, sopraffatte, gradualmente sono scomparse. Nel sistema di Linneo, malgrado le trasformazioni avvenute, è ancora possibile ammirare alcuni esemplari rappresentativi dell'antico impianto e fra essi un grande esemplare di Gingko biloba. Al centro del sistema di Linneo, particolarmente suggestiva è la “crociera”, il piccolo piazzale generato dall’incrocio del viale centrale con quelle delle palme che collega l’originario ingresso con la Serra "Carolina".

  30. ORTO BOTANICO DI PALERMO Ordinamento di Engler Cycas revoluta esemplare femminile Nella parte meridionale dell'Orto delimitata dal Viale Montemartini, le piante sono disposte secondo la classificazione di Engler che si basa sulle relazioni filogenetiche dei vari gruppi tassonomici. Le collezioni sono ripartite in tre settori: rispettivamente dedicati alle gimnosperme, alle angiosperme dicotiledoni e alle angiosperme monocotiledoni. L’impianto fu realizzato nei primi decenni del ventesimo secolo.

  31. ORTO BOTANICO DI PALERMO Ordinamenti Bio-Ecologici e Geografici Bambus vulgaris”vittata” Bambusa ventricosa Ficus magnolioides In questo settore le piante sono disposte secondo criteri bioecologici e geografici. Vi trovano posto il Giardino a succulente, costituito da numerose specie degli ambienti aridi africani, il Palmetum, il Cycadetum, e la collinetta mediterranea che ospita alcune specie significative della flora spontanea mediterranea, compresi diversi endemismi e alcune rarità.

  32. ORTO BOTANICO DI PALERMO L’AQUARIUM E LE ALTRE VASCHE In fondo al viale centrale, si trova l'Aquarium, un grande vasca circolare suddivisa in 24 comparti, ottenuti ripartendo radialmente tre settori concentrici in 8 parti, che ospita numerose specie acquatiche. L’Aquarium è disposto in modo di poter ospitare piante adattate a vivere a profondità progressivamente minore procedendo dall’esterno. A pochi metri dall'Aquarium si trova il laghetto, un'altra ampia vasca in cui le piante sono disposte in modo informale. Anche nel cosiddetto laghetto sono state predisposte differenti profondità. In questo modo l’ordinamento delle piante non segue un criterio sistematico, ma è basato soprattutto sulle differenti esigenze ecologiche: nei comparti dell’Aquarium vivono esclusivamente le piante acquatiche, e nei punti di minore profondità i giunchi e i ciperi. Altre vasche minori si trovano nei quartini del sistema linneiano.

  33. ORTO BOTANICO DI PALERMO SETTORE SPERIMENTALE E DELLE PIANTE UTILI Nel settore sperimentale situato alle spalle del Giardino d'Inverno, si coltivano piante tropicali e subtropicali sottoposte a studi, conclusi o in corso, quali quelli del cotone, degli agrumi, della canna da zucchero, del sorgo. Il settore delle essenze utili, che si estende sul versante sudoccidentale dell'Orto, comprende zone riservate alle piante officinali, tessili, da resina e gomma, da olio, da essenza e da corteccia.

  34. ORTO BOTANICO DI PALERMO L’HERBARIUM Il moderno Herbarium mediterraneum, ospitato in alcuni edifici adiacenti all'Orto (19), si estende su una superficie di circa 6000 mq. Il corpo principale delle collezioni è costituito dall' Erbario Siculo e e dall' Erbario Generale del Dipartimento di Scienze Botaniche, stimate rispettivamente intorno a 50.000 e 200.000 specimina; di queste ultime circa un quarto è di provenienza mediterranea. Il materiale extrasiciliano è costituito da collezioni provenienti da Portogallo, Spagna, Francia, Corsica, Sardegna, Grecia, Creta, Cipro, Algeria e Egitto. Comprende anche circa 2000 alghe, 1600 licheni, 4700 briofite e un migliaio di miceti.

  35. ORTO BOTANICO DI PALERMO LA BANCA DEL GERMOPLASMA La banca del germoplasma, sorta nel 1993, flora dell'area mediterranea. Le funzioni specifiche della banca sono la conservazione ex situ a lungo e a breve termine dei semi delle specie endemiche, rare o minacciate. I semi delle piante, una volta raccolti e catalogati, sono opportunamente trattati e conservati in ampolle vitree, a disposizione delle istituzioni per scambi. I semi così conservati sono sottoposti a prove di germinazione e di vitalità periodiche. La banca fa parte della Rete Italiana delle Banche per la conservazione Ex-Situ del germoplasma.

  36. ORTO BOTANICO DI PALERMO SPECIE PRESENTI Sebbene quasi tutte le piante che vivono all'aperto nell'Orto possano essere facilmente coltivate nelle zona della Conca d'oro, è certamente straordinario che esse qui riescano a raggiungere sviluppo e dimensioni uguali o quasi a quelle che raggiungono nel loro ambiente naturale. L'Orto botanico di Palermo ospita attualmente oltre 12.000 specie differenti. Sviluppatosi in una epoca di grandi esplorazioni, l'Orto palermitano si trovò, tra la seconda metà dell'800 e i primi decenni del '900 ad essere punto di riferimento dei grandi orti botanici del Nord Europa che, a causa del clima favorevole, trasferirono qui molte specie ancora sconosciute o non ben classificate della flora esotica tropicale. Estremamente importante fu sotto questo profilo il collegamento con l'Orto botanico di Berlino, sotto la direzione di Adolf Engler, e quello con le regioni d'origine di molte specie esotiche asiatiche, africane, australiane e sudamericane. All'Orto botanico di Palermo si deve, per fare alcuni esempi, l'introduzione nell'area mediterranea del mandarino (Citrus deliciosa) e del nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica). Il primitivo impianto linneiano comprendeva 1580 specie differenti, 658 delle quali tuttora esistenti. Tra esse merita un cenno particolare un grande esemplare di Ginkgo biloba.

  37. ORTO BOTANICO DI PALERMO Nell'Aquarium si trovano varie specie di ninfee, fra le quali Nymphaea alba, N. tuberosa, gli ibridi di Nymphaea × marliacea, dalle vistose fioriture multicolori, Nuphar lutea e il fior di loto Nelumbum nucifera. Inoltre, nella parte più interna non sommersa ma sempre umida si trovano Alocasia sp., Colocasia sp., Zantedeschia sp., mentre nel vicino specchio d'acqua, il cosiddetto "laghetto", prosperano il papiro egiziano (Cyperus papyrus) ed altre ciperacee quali lo Scirpus lacustris e il Cyperus alternifolius. Laghetto dei papiri

  38. ORTO BOTANICO DI PALERMO Ficus macrophylla A poca distanza crescono poi varie specie di bambù e dietro, su una collinetta artificiale, spicca un notevole esemplare di albero del drago (Dracaena draco). Non lontano si trovano poi la pianta più alta dell'Orto, una vetusta Araucaria columnaris, e quella più grande, un gigantesco esemplare di Ficus magnolioides (Ficus macrophylla subsp. columnaris) con grosse radici tabulari e fulcranti, importato dalle Isole Norfolk (Nuova Zelanda), nel 1845. Il giardino a succulente dell'area degli ordinamenti bioecologici ospita una ampia varietà di specie del genere Aloe e varie altre piante degli ambienti aridi quali Cereus, Crassula, Euphorbia e Opuntia. Accanto alla collezione delle succulente, un grande esemplare di Ficus rubiginosa dà vita ad un ambiente che richiama la giungla.

  39. ORTO BOTANICO DI PALERMO Cycadetum Nell'area del Cycadetum hanno trovato dimora alcune specie di cicadi che si possono definire storiche. Tra esse la Cycas revoluta, donata dalla regina Maria Carolina nel 1793, è stato il primo esemplare di questa specie posto a dimora in Europa. In epoca successiva furono acquisite le zamiacee Ceratozamia mexicana e Dioon edule, entrambe di origine messicana, e la Cyca circinalis, elegante specie della penisola indiana. Nel 1997 la collezione si è ulteriormente arricchita grazie all'acquisizione di diversi esemplari di particolare pregio, tra i quali Dioon spinulosum, Encephalartos altensteinii, Encephalartos longifolius, Encephalartos villosus, Macrozamia moorei e Zamia furfuracea.

  40. ORTO BOTANICO DI PALERMO Washingtonia filifera Nell'area del Palmetum si trovano oltre alla Chamaerops humilis, unica palma spontanea in Sicilia, numerose palme esotiche, di cui l'Orto è particolarmente ricco, potendo annoverare, tra esemplari in piena terra o in vaso, ben 34 generi e circa 80 specie. Il genere Washingtonia è rappresentato dalla W. filifera, che per la prima volta fiorì proprio a Palermo, e dalla W. robusta. Nel genere Phoenix, oltre alla "palma da datteri" (Phoenix dactylifera) figurano la P. rupicola, la P. reclinata, la P. canariensis, la P. roebelinii e la P. theophrasti. Sono presenti numerosi altri generi: Chamaedorea, Brahea, Sabal, Erythea, Livistona, Howea e Trachycarpus.

  41. ORTO BOTANICO DI PALERMO Il Giardino d'Inverno ospita numerose specie provenienti dalle regioni calde di Africa, America Centrale, Sud America, Asia e Australia. Tra esse meritano un cenno la pianta del caffè (Coffea arabica), la papaia (Carica papaya), numerose specie di Bougainvillea , la cannella (Cinnamomum zeylanicum), la parmentiera (Parmentiera cereifera) e la mimosa sensitiva (Mimosa spegazzinii). Ingresso del giardino d’inverno Nella serra della Regione, si coltivano in vaso la cosidetta "palma del viaggiatore" (Ravenala madagascariensis) e varie specie di Anthurium, Codiaeum, Pandanus e altre piante proprie dei climi caldo-umidi tropicali ed equatoriali. Accanto ad essa, due serre più piccole ospitano, rispettivamente, orchidee e piante carnivore. Notevole anche la collezione di succulente della omonima serra, tra cui spiccano esemplari di Echinocactus grusonii di notevoli dimensioni.

  42. ORTO BOTANICO DI PALERMO Nel Settore Sperimentale e delle Piante Utili figurano piante alimentari come la canna da zucchero (Saccharum officinarum) e il sorgo zuccherino (Sorghum saccharatum), entrambe utilizzate per l'estrazione dello zucchero; l'avocado (Persea americana), varie cultivar di banano (Musa × paradisiaca, Musa cavendishi), il noce pecan (Carya olivaeformis), oltre alla ricca collezione di agrumi con oltre cento cultivar di notevole valore storico e di grande importanza per la conservazione del germoplasma locale. Meritano infine un cenno le piante medicinali tra cui figurano l'assenzio maggiore (Artemisia absinthium), lo stramonio comune (Datura stramonium), il ginseng indiano (Withania somnifera), la canfora (Cinnamomum canphora) ed il papavero da oppio (Papaver somniferum).

  43. ORTO BOTANICO DI PALERMO CURIOSITA’ L'Orto ospita da alcuni anni una colonia di una decina di esemplari di pappagalli della specie Psittacula krameri, sfuggiti dalle voliere della vicina Villa Giulia e perfettamente ambientatisi nell'habitat subtropicale dell'orto. Nell'orto è ambientato il romanzo I delitti di via Medina-Sidonia di Santo Piazzese.

  44. ORTO BOTANICO DI PISA ORTO BOTANICO DI PISA L'Orto Botanico di Pisa è una struttura didattico-scientifica del Dipartimento di botanica della Università di Pisa. L'Orto Botanico dell'Università di Pisa è sorto nel 1544 per l'intuizione di Luca Ghini, famoso medico e botanico imolese, e grazie ai finanziamenti  concessi dal granduca di Toscana, Cosimo I dei Medici, che l'anno precedente l'aveva chiamato a tenere la cattedra di botanica nella città toscana.

  45. ORTO BOTANICO DI PISA Laureato in filosofia e medicina presso l'Università di Bologna, il Ghini ha successivamente alternato l'esercizio della professione medica con l'insegnamento della medicina e delle piante medicinali nell'Ateneo bolognese fino al 1544, anno in cui si trasferisce a Pisa per tenervi la cattedra universitaria di Botanica, su invito del Granduca Cosimo I de‘ Medici. LUCA GHINI IMOLA 1490 – Bologna 1556 Nella città toscana, il Ghini fonda il primo Orto Botanico universitario del mondo, che in breve tempo si dimostra uno strumento didattico e di ricerca insostituibile: in pochi anni, Orti Botanici analoghi a quello pisano vengono istituiti presso le più famose sedi universitarie italiane ed europee.

  46. ORTO BOTANICO DI PISA CENNI STORICI Le origini Si tratta quindi del più antico Orto Botanico universitario del mondo, anche se la localizzazione scelta dal Ghini era diversa dall'attuale. Il primo Orto si trovava infatti presso l'arsenale mediceo, sulla riva destra del fiume Arno, da cui il primitivo nome "Giardino dell'Arzinale".  Con l'Orto Botanico il Ghini introdusse una grande novità che consisteva nell'uso didattico delle piante fresche, mostrate e discusse non solo per le proprietà terapeutiche, ma anche per la loro identità e nomenclatura. La necessità di avere sempre disponibili campioni vegetali per uso didattico indusse il Ghini alla consuetudine di seccare le piante per costiture l'erbario, i cui fogli potevano essere facilmente scambiati tra gli studiosi.

  47. ORTO BOTANICO DI PISA CENNI STORICI Le origini Per ovviare alla perdita di alcune caratteristiche d' interesse diagnostico, come il colore, vennero utilizzate dal Ghini anche tavole che illustravano con grande rigore i dettagli più significativi delle piante, sulla scia di quanto proposto dai grandi botanici dell'Europa centrale. Successivamente la necessità di potenziare le difese militari della città indusse il Granduca ad ingrandire l'arsenale, estendendolo anche su parte del terreno di pertinenza dell'Orto Botanico. Questo fu pertanto trasferito nel 1563 in una seconda sede, nella zona nord-orientale della città, sotto la guida del botanico Andrea Cesalpino, che era subentrato a Luca Ghini nella direzione dell'Orto. Neanche questa ubicazione risultò soddisfacente, sia per la scarsa insolazione che le piante vi ricevevano, sia per la distanza dalla Sapienza, il centro della vita universitaria di quel periodo. Così nel 1591, l'Orto Botanico fu trasferito in una terza sede, corrispondente alla attuale  localizzazione, presso la celebre Piazza dei Miracoli, tra via S. Maria e via Roma.

  48. ORTO BOTANICO DI PISA CENNI STORICI Le origini CENNI STORICI Le origini I lavori di trasferimento, iniziati sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze, noto in Italia come Giuseppe Casabona, ed inclusero anche la ristrutturazione di un edificio che già esisteva nel perimetro dell'Orto. Questo edificio attraverso un lungo corridoio, consentiva l'accesso da via S. Maria ed ospitava l'Istituto di Botanica con l'annesso Museo di Scienze Naturali. L'ingresso pricipale dell'Orto lungo via Roma fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo contemporaneamente la facciata dell'Istituto fu rivestita con decorazioni in stile "Grottesco". Le piante dell'Orto venivano studiate prevalentemente per le loro proprietà medicinali; giova ricordare che in quel periodo la botanica era considerata una branca della medicina e che numerosi botanici dell'epoca erano valenti medici, come anche il già ricordato Luca Ghini.

  49. ORTO BOTANICO DI PISA CENNI STORICI Le origini Al Casabona, il cui vero nome era Joseph Goedenhuitze, il Granduca di Toscana Ferdinando I affidò, nel 1591, la responsabilità di trasferire l'Orto Botanico di Pisa dalla sua seconda sede a quella attuale, e l'incarico di Praefectus dell'Orto stesso, incarico che egli tenne fino alla sua morte nel 1595. Casabona ebbe cura di attivare contatti scientifici con molte istituzioni straniere, ed in particolare con l'Orto Botanico di Leida, con cui è testimoniato un intenso scambio di piante. Giuseppe Casabona 1535 - 1595

  50. ORTO BOTANICO DI PISA Dalla fine del XVI al XIX secolo La disposizione delle piante all'interno dell'Orto, come risulta da una mappa pubblicata da Michelagelo Tilli nel 1723, era guidata da criteri prevalentemente di natura estetica, ispirati ai canoni stilistici comuni in molti giardini dell'epoca con allusione ai quattro elementi: il quadrato per quelli terrestri, il cerchio per quelli celesti, il triangolo per il fuoco e le vasche per il riferimento diretto all'acqua. Le specie erano infatti collocate in otto grandi aiuole quadrate, a loro volta suddivise in porzioni più piccole di forma geometrica definita, simmetricamente disposte intorno a otto fontane con vasca. A partire dalla fine del XVI secolo venne allestita dal francescano minorita Franceso Malocchi, chiamato a dirigere l'Orto, dopo la morte del Casabona nel 1595, la Fonderia, un laboratorio di chimica dove venivano preparati i medicamenti a partire dai  "semplici" coltivati nell'Orto.