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LA DONAZIONE DI SANGUE: ASPETTI SANITARI

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LA DONAZIONE DI SANGUE: ASPETTI SANITARI

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  1. LA DONAZIONE DI SANGUE: ASPETTI SANITARI Dott. C. Cuzzola

  2. La donazione di Sangue è l’azione volontaria , dettata da puro spirito di solidarietà di chi dona il proprio sangue affinchè siano possibili trasfusioni a chi ne ha bisogno

  3. Quando serve il sangue: nei servizi di pronto soccorso e di emergenza in interventi chirurgici e trapianti di organo nella cura delle malattie oncologiche (Tumori) nelle varie forme di anemia cronica Il sangue, con i suoi componenti, costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza.

  4. IL FABBISOGNO 40 UNITA’ ANNO /1000 PERSONE 2.400.000 UNITA’ PER L’ITALIA

  5. Funzioni • Componenti • Plasma • Elementi figurati (globuli rossi, bianchi e piastrine) • Generalità di coagulazione Il Sangue…

  6. Il sangue è un tessuto fluido attraverso il quale si realizza il trasporto di sostanze nutritive, gas, ormoni e prodotti di rifiuto.  Il sangue, inoltre, trasporta cellule specializzate che difendono i tessuti periferici da infezioni e malattie.  Queste funzioni sono assolutamente essenziali in quanto un'area completamente priva di circolazione può morire nel giro di pochi minuti.  Il Sangue

  7. H O Sali minerali Enzimi Vitamine Ormoni Molecole nutritive 2 Il Sangue IL PLASMA (parte fluida) 55% Cellule per trasporto di sostanze Cellule difensive Piastrine Fibrinogeno - fibrinogeno 90% H O Sali ionizzanti Proteine Lipidi Glicoproteine zuccheri 2 SIERO

  8. FunzioniIl sangue nell'organismo ha le seguenti funzioni: • trasporta gas disciolti portando ossigeno dai polmoni ai tessuti e anidride carbonica dai tessuti ai polmoni; • distribuisce le sostanze nutritive assorbite nel tubo digerente o rilasciate dai depositi del tessuto adiposo o dal fegato; • trasporta i prodotti del catabolismo dai tessuti periferici ai siti di eliminazione come i reni; • consegna enzimi e ormoni a specifici tessuti-bersaglio; • regola il pH e la composizione elettrolitica dei liquidi interstiziali in ogni parte del corpo;

  9. FunzioniIl sangue nell'organismo ha le seguenti funzioni: • riduce le perdite dei liquidi attraverso i vasi danneggiati o ad altri lesionati. Le reazioni di coagulazione bloccano le interruzioni nelle pareti vascolari prevenendo modificazioni nel volume del sangue che possono intaccare seriamente la funzione cardiovascolare; • difende il corpo dalle tossine e dagli agenti patogeni: infatti trasporta globuli bianchi, cellule specializzate che migrano nei tessuti periferici per "combattere" infezioni o rimuovere detriti e apporta anticorpi, proteine speciali che attaccano micro-organismi o agenti estranei. Il sangue, inoltre, riceve tossine prodotte da infezioni, danni fisici o attività metaboliche e le consegna al fegato e ai reni dove possono venire inattivate o espulse; • aiuta a regolare la temperatura del corpo assorbendo e ridistribuendo calore. Il sangue, quasi al 50%, è fatto di acqua che ha una capacità straordinariamente elevata di trattenere calore. L'organismo umano contiene 5-6 litri di sangue, equivalenti all' 8%circa del peso corporeo.

  10. Componenti del sangue Il sangue è formato da due principali componenti: • Il plasma • Una serie di cellule specializzate (i cosiddetti “elementi figurati”): globuli rossi, globuli bianchi e piastrine

  11. Il plasma Il plasma ha densità poco più alta di quella dell'acqua proprio perché è formato per più del 90% proprio da acqua, nella quale sono disciolte numerose sostanze proteine, ormoni, sostanze nutritive, gas, ioni e sostanze di rifiuto come l'urea. Le sostanze presenti in quantità maggiore sono le proteine, principalmente di tre tipi: • le albumine, con importanti funzioni osmotiche; • le globuline, che trasportano i grassi e sono essenziali nei processi immunitari.Esse includono:- le immunoglobuline:chiamate anche anticorpi, attaccano le proteine estranee e gli agenti patogeni;- le proteine vettrici, le quali trasportano ioni e ormoni che altrimenti potrebbero passare attraverso il filtro renale. • il fibrinogeno, fondamentale nella coagulazione del sangue. 

  12. Elementi figurati I globuli rossi Come altri elementi del sangue, i globuli rossi vengono prodotti nel midollo delle ossa brevi o piatte (ala iliaca, sterno, corpi vertebrali) nonché nelle epifisi di omero e femore.I globuli rossi, o eritrociti, rappresentano un po' meno della metà del volume totale del sangue (40% per la donna e 45% per l'uomo). La forma di un globulo rosso ricorda quella che si ottiene schiacciando una pallina di plastilina tra pollice e indice. Tale forma biconcava garantisce una superficie maggiore di quella di una cellula sferica di uguale volume, ciò esalta la capacità della cellula di assorbire e cedere ossigeno attraverso la sua membrana. Una delle caratteristiche più appariscenti dei globuli rossi è il colore rosso, dovuto al pigmento emoglobina, una grossa molecola proteica contenente ferro, che rappresenta circa un terzo del peso della cellula. La molecola di emoglobina raccoglie l'ossigeno dove la concentrazione è elevata, come nei capillari dei polmoni, e lo cede dove la concentrazione è bassa, in altri tessuti del corpo. Grazie all'emoglobina, il nostro sangue può trasportare una quantità di ossigeno 70 volte superiore a quella che sarebbe possibile se l'ossigeno fosse semplicemente disciolto nel plasma. Legando a sé l'ossigeno, l'emoglobina subisce una lieve modificazione di forma che ne altera il colore. Infatti il sangue deossigenato è di colore marrone-rosso scuro, ma appare bluastro attraverso la cute, mentre il sangue ossigenato è di colore rosso ciliegia.I globuli rossi, come anche le piastrine, sono gli unici elementi dell'organismo privi di nucleo. Per tale ragione non sono in grado di replicarsi né di produrre proteine.Un globulo rosso immesso nella corrente circolatoria ha una vita media di circa 4 mesi (115-120 giorni) prima di venire fagocitato da macrofagi localizzati soprattutto a livello della milza. (“gruppo sanguigno”)

  13. Elementi figurati I globuli bianchi I globuli bianchi (leucociti) sono i responsabili delle difese immunitari dell'organismo. Vi sono cinque categorie di globuli bianchi (linfociti, monociti, neutrofili, basofili e eosinofili) che insieme costituiscono meno dell'1% delle cellule del sangue. Queste cellule si distinguono l'una dall'altra in base all'affinità per i coloranti, alle dimensioni e alla forma del nucleo. Esse svolgono una funzione difensiva contro gli aggressori provenienti dall'esterno e si avvalgono del sistema circolatorio per raggiungere il luogo attraverso cui sono penetrati elementi estranei. Per esempio, i monociti e i neutrofili usano la rete dei capillari per spostarsi dove qualche batterio è riuscito a introdursi sfruttando una ferita; giunti a destinazione filtrano attraverso le pareti dei capillari come minuscole amebe.

  14. Elementi figurati I globuli bianchi Nei tessuti i monociti danno origine ai macrofagi, cellule ameboidi capaci di incorporare particelle estranee. Quindi macrofagi e neutrofili inglobano i batteri che sono penetrati o altre cellule identificate, come estranee ivi comprese le cellule cancerogene. Così facendo, i globuli bianchi subiscono una degradazione irreversibile, muoiono e si accumulano contribuendo a formare quella sostanza bianca nota come "pus", caratteristica delle zone infette. I linfociti intervengono nella risposta immunitaria. Il sistema immunitario consiste di circa duemila miliardi di linfociti. Molti di questi si trovano nel sangue e nella linfa distribuiti per tutto il corpo; altri si accumulano in organi specifici. Ci sono due tipi di linfociti: linfociti B e linfociti T. I linfociti B e T svolgono, nella risposta immunitaria, ruoli nettamente diversi; comunque le risposte che entrambi riproducono constano di tre fasi fondamentali:  1. riconoscimento dell'invasore 2. l'attacco riuscito 3. la memorizzazione dell'invasore per impedire future infezioni. Meno abbondanti sono i basofili ( “Allergie”)e gli eosinofili.

  15. Elementi figurati Le piastrine Le piastrine non sono cellule intere, bensì frammenti di megacariociti Queste grosse cellule presenti nel midollo osseo formano le piastrine come gemmazioni citoplasmatiche avvolte dalla membrana; una volta staccatasi dal megacariocita, le piastrine entrano nel sangue, dove svolgono un ruolo essenziale nel processo di coagulazione. Analogamente ai globuli rossi, le piastrine sono prive di nucleo e il loro ciclo vitale è ancora più breve, compreso tra 10 e 12 giorni. Le piastrine sono fondamentali quanto il fibrinogeno nella coagulazione del sangue.La formazione del coagulo è un processo che ha inizio quando le piastrine, insieme ad altri fattori contenuti nel plasma, giungono a contatto con una superficie irregolare, per esempio un vaso sanguigno lesionato. Le piastrine tendono ad aderire alle superfici irregolari, per cui si accumulano l'una sull'altra e, se il vaso è di piccolo diametro, lo otturano completamente.

  16. Elementi figurati Le piastrine A integrare il meccanismo provvede poi la coagulazione del sangue che costituisce la più importante delle difese dell'organismo contro le emorragie. La lesione sulla superficie di un vaso sanguigno non soltanto induce le piastrine a esercitare le loro capacità adesive,ma anche ad innescare tra le proteine plasmatiche circolanti una complessa sequenza di eventi che culminano nella produzione dell'enzima trombina.La trombina catalizza la trasformazione del fibrinogeno, una delle tante proteine ematiche, in molecole filiformi di fibrina.    Le molecole di fibrina si intrecciano fittamente tra di loro dando origine a una matrice fibrosa, una sorta di ragnatela proteica che immobilizza la porzione fluida del sangue, provocandone la solidificazione in una massa gelatinosa. Via via che nella regnatela restano imprigionati i globuli rossi, la densità del coagulo aumenta. Le piastrine si attaccano poi al reticolo fibroso ed emanano estroflessioni appiccicose che si agganciano l'una con l'altra. Si crea così un coagulo denso e compatto che contrae la ferita ravvicinando le superfici danneggiate e favorendo la cicatrizzazione.

  17. 3 Disco biconcavo senza nucleo,per circa un terzo emoglobina Diametro approssimativo: 8mm Trasporta ossigeno e una piccola quantità di biossido di carbonio 5000000 per mm Globulo rosso Di dimensioni circa doppie di un globulo rosso; nucleo con 2-5 lobi Distrugge particelle relativamente piccole mediante fagocitosi 62% dei g.b. Neutrofilo 2% dei g.b. Di dimensioni circa doppie di un globulo rosso; nucleo con due lobi Azione antinfiammatoria; attacca i parassiti Eosinofilo Globuli bianchi 7500 per mm Libera sostanze anticoagulanti e istamina, causa di infiammazioni 3 Di dimensioni circa doppie di un globulo rosso; nucleo con due lobi meno dell’1% dei g.b. Basofilo Dà origine al macrofago, che distrugge particelle relativamente grandi mediante fagocitosi 3% dei g.b. Due-tre volte più grande di un globulo rosso; la forma del nucleo varia da tonda a lobata Monocita Poco più grande di un globulo rosso; il nucleo riempie in pratica la cellula 32% dei g.b. Linfocita Interviene nella risposta immunitaria Importante nella coagulazione 3 Frammento citoplasmatico dei megacariociti presenti nel midollo osseo 250000 per mm Piastrina I granuli citoplasmatici contengono pigmenti che, in presenza dei coloranti, danno reazione acida ed assumono il colorante diventando di colore arancio

  18. La coagulazione del sangue La coagulazione costituisce la terza e più complessa fase del processo di emostasi, attraverso il quale avviene l’arresto spontaneo di una emorragia, cioè del sanguinamento dai vasi lesionati in corrispondenza di una ferita. Il primo evento della emostasi è la vasocostrizione, che riduce l’afflusso del sangue limitandone la perdita; viene innescata dalla serotonina e da altri composti liberati dalle piastrine circolanti laddove l’endotelio che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni risulta danneggiato. Schema

  19. La coagulazione del sangue Il restringimento del vaso favorisce l’agglomerarsi delle piastrine e la formazione del tappo piastrinico, che costituisce la seconda fase del processo emostatico. Il cumulo di questi elementi sanguigni non è in grado di ostruire la lesione per il tempo necessario alla ricostituzione dell’integrità delle pareti del vaso; per tale motivo, il tappo piastrinico viene sostituito dal più resistente coagulo, la cui formazione avviene attraverso una sequenza di reazioni e richiede l’intervento coordinato di fattori già presenti nel plasma. Schema

  20. Coagulazione PIASTRINE PLASMA (proteina plasmatica) ++ Trombochinasi + Protrombina + Ca Trombina + Fibrinogeno FIBRINA COAGULO

  21. Allergie Polveri Polline Acari AG = alleigene AG Ac (IG-E) GRANULOCITI basofili (mastociti) PLASMACELLULE MASTOCITI(granuli) istamina ALLERGIA (torna a globuli bianchi)

  22. I diversi gruppi sanguigni Ad ogni essere umano appartiene un preciso gruppo sanguigno, distinto in base alla presenza o meno, sul globulo rosso, di determinate sostanze dette antigeni. I primi antigeni identificati sono quelli del sistema noto come AB0 (A, B, Zero).

  23. I diversi gruppi sanguigni . In seguito fu evidenziato un altro importante antigene eritrocitario, detto fattore Rh (perché scoperto in una scimmia del genere Rhesus), capace di determinare la comparsa di agglutinine specifiche nel sangue di altri individui. Come per gli antigeni del sistema AB0, la presenza o l'assenza del fattore Rh è ereditaria ed in base ad essa la popolazione viene suddivisa in due gruppi: Rh+ in cui è presente e Rh- in cui manca.

  24. I diversi gruppi sanguigni . Riassumendo, esistono quattro gruppi sanguigni: 0 (zero), A, B e AB, caratterizzati o meno dalla presenza del fattore Rh. L'importanza relativa dei gruppi sanguigni dipende dal loro significato clinico nella terapia trasfusionale, nel trapianto d'organo, nella compatibilità materno-fetale e negli studi di genetica.

  25. Il gruppo sanguigno è determinato da proteine specifiche presenti sulla membrana dei globuli rossi. Il sangue è infatti classificato in gruppi, A, B, AB o 0 a seconda della presenza o meno di proteine specifiche (indicate con le lettere A e B) sulla membrana plasmatica dei globuli rossi. Nel sangue di gruppo A è presente la proteina A, nel sangue di gruppo B la proteina B e nel sangue di gruppo AB entrambe le proteine, al contrario, nel sangue di gruppo 0 entrambe le proteine sono assenti. Inoltre, nel plasma di ciascun individuo sono presenti anticorpi non complementari agli antigeni presenti sulla membrana dei globuli rossi nel sangue (quindi ad esempio un individuo che presenta gruppo sanguigno di tipo A possiede antigeni A sul globulo rosso e nel plasma possiede anticorpi anti-B, quindi di tipo non complementare). Il gruppo sanguigno

  26. A AB A 0 B AB B 0 AB A B AB 0 A B AB 0 0

  27. DONAZIONEDI SANGUE INTERO

  28. DONAZIONE DI PLASMA PER AFERESI (PLASMAFERESI)

  29. Dove andare? È possibile rivolgersi alle sedi delle Associazioni di donatori di sangue della Regione per avere informazioni sui servizi di raccolta sangue o trasfusionali operanti nella propria zona.Oppure, si può andare direttamente nelle strutture dei Servizi di Immunoematologia e Trasfusione (SIT) o dei Centri Trasfusionali (CT) della propria città. In ogni caso, quando si decide di andare, non occorre prendere appuntamento ma è necessario essere a digiuno. Nella struttura, verranno richieste alcune notizie sulla salute del donatore e seguirà una visita medica per la verifica della idoneità a donare, dopodiché si procederà al prelievo di sangue.

  30. Cosa fare? • La donazione è un gesto spontaneo di altruismo, che, tuttavia, per tutelare la salute del donatore e garantire la sicurezza del ricevente, viene regolamentato da precise normative relative alla: • procedura di selezione del donatore (compilazione del questionario, visita medica con anamnesi ed esame obiettivo, accertamento dei requisiti fisici e di laboratorio)

  31. Cosa fare? • procedura di validazione biologica dell’unità donata • La selezione del donatore viene effettuata da parte di personale medico del Centro Trasfusionale: al momento della donazione lo stato di salute del donatore è accertato attraverso una visita e mediante un colloquio riservato (coperto dal segreto professionale).

  32. Cosa fare? Le domande sulle abitudini di vita (rapporti sessuali a rischio, uso di sostanze stupefacenti) sono molto importanti e hanno bisogno di risposte estremamente sincere perché non vogliono invadere la vita privata del donatore, ma servono a garantire una maggiore sicurezza trasfusionale. Infatti i test sierologici per i virus dell’epatite B e C, per il virus dell’AIDS e per la sifilide, eseguiti in fase precoce di infezione, possono non identificare la presenza dell’agente infettante. La donazione deve essere soprattutto un atto responsabile: è importante che il donatore legga e compili con attenzione e responsabilità il questionario esternando al personale sanitario eventuali dubbi o richiedendo chiarimenti.

  33. Donazione Sangue Donatore: criteri di idoneità

  34. Tutti possono donare il sangue? • CHI PUÓ DONARE SANGUE • Chiunque, purché sia sano, d’età compresa fra i 18 ed i 65 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 Kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge: • la temperatura corporea: • la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca; • i valori dell’emoglobina

  35. Tutti possono donare il sangue? • CHI NON PUÓ DONARE SANGUE • Sospensione permanente: condizioni patologiche o comportamentali che impediscono definitivamente la donazione a: • chi è positivo per il test AIDS (anti-HIV 1) • chi ha contratto, anche in passato, un’epatite virale di tipo B o C • chi ha contratto malattie veneree e risulta positivo per il test della sifilide (TPHA o VDRL)

  36. Tutti possono donare il sangue? • CHI NON PUÓ DONARE SANGUE • Sospensione permanente: • chi soffre di patologie cardiovascolari importanti, ulcera gastrica o duodenale, anemia; • chi fa uso abitudinario di sostanze stupefacenti; • chi fa uso eccessivo di bevande alcoliche (alcolisti cronici); • chi ha rapporti sessuali o di convivenza con soggetti affetti da epatite virale, tossicodipendenti o con comportamenti a rischio per l’AIDS o le altre malattie trasmissibili con il sangue.

  37. Tutti possono donare il sangue? • CHI NON PUÓ DONARE SANGUE • Sospensione temporanea: condizioni patologiche o comportamentali che impediscono solo temporaneamente la donazione: • la gravidanza in atto ed il puerperio per un anno dopo il parto (o dopo un’interruzione di gravidanza); • gli interventi chirurgici in anestesia generale, negli ultimi sei mesi; • le trasfusioni di sangue ricevute negli ultimi cinque anni; • il soggiorno in zone endemiche per la malaria, nei sei mesi precedenti alla donazione, oppure l’attuazione di una profilassi antimalarica nei tre anni precedenti; • i rapporti sessuali con persone sconosciute negli ultimi sei mesi; • la sindrome influenzale, faringiti (mal di gola), gastroenteriti, alcuni tipi di terapia (es. antibiotici)

  38. ETA’: 18  65 anni • La donazione di sangue da parte di soggetti di età superiore può essere autorizzata dal medico, così come il reclutamento di un nuovo donatore di età superiore ai 60 anni. • PESO: non inferiore a 50 kg • P.A. sistolica: 110  180 mm Hg • P.A. diastolica: 60  110 mm Hg • POLSO: ritmico regolare, pulsazioni/min 50  100 • EMOGLOBINA: donne  a 12,5 g/dl, uomini  a 13,5 g/dl Requisiti fisici per l’accettazione del candidato donatore di sangue intero

  39. STESSI REQUISITI PREVISTI PER L’IDONEITA’ ALLA DONAZIONE DI SANGUE INTERO. • IN CASO DI PLASMAFERESI CON INTERVALLI DI TEMPO SUPERIORI A 90 GG, L’IDONEITA’ PUO’ ESSERE VALUTATA CONSIDERANDO VALORI DI Hb NON INFERIORI A 11,5 g/dl NELLA DONNA E 12,5 g/dl NELL’UOMO. • IL CANDIDATO DONATORE INSERITO IN UN PROGRAMMA DI PLASMAFERESI CONTINUATIVO DEVE POSSEDERE I SEGUENTI REQUISITI: • ETA’: 18  60 ANNI • PROTIDEMIA  6 g e quadro elettroforetico non alterato Requisiti fisici per l’accettazione del candidato donatore di plasma

  40. STESSI REQUISITI PREVISTI PER L’IDONEITA’ ALLA DONAZIONE DI SANGUE INTERO. • NORMALE CONTEGGIO PIASTRINICO NON INFERIORE A 150*10^9/lt. ALLA PRIMA DONAZIONE E SUCCESSIVAMENTE OGNI ANNO DEVE ESSERE VERIFICATA LA NORMALITA’ DI PT E PTT. Requisiti fisici per l’accettazione del candidato donatore di piastrine

  41. E se il donatore è un lavoratore dipendente? Il lavoratore dipendente che si reca a donare il sangue ha diritto per legge ad una giornata di riposo ed alla corresponsione della normale retribuzione. Infatti, la legge 4 maggio 1990 n.107 dispone: all’art.13 “I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa. I relativi contributi previdenziali sono accreditati ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155.”

  42. E se il donatore è un lavoratore dipendente? Il lavoratore dipendente che si reca a donare il sangue ha diritto per all’art.14 “Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, al datore di lavoro vengono certificati, a cura del servizio di immunoematologia e trasfusione o del centro trasfusionale o dell'unità di raccolta, l'accesso e le pratiche delle donazioni cui è stato sottoposto il dipendente donatore di sangue.” (f.f./g.s.-Redazione-Ministerosalute.it-giugno/2002)

  43. ECONOMIA • Le norme "anti-fannulloni" colpiscono i volontari: stipendio decurtatoLa protesta delle associazioni. E il ministro fa marcia indietro • Brunetta: "Assenze garantiteper i donatori di sangue"

  44. ll destino del sangue donato Donazione anonima, spontanea, gratuita. Un nobile gesto che inizia con una dichiarazione di idoneità da parte del medico trasfusionista e che continua di volta in volta con il prelievo di sangue intero o di singoli emocomponenti. Con il medico responsabile del centro di raccolta si potrà concordare, in base alla propria idoneità e/o alle necessità assistenziali, se donare sangue intero oppure sottoporsi ad una più moderna procedura, definita ”in aferesi”, che consente la donazione di elementi selezionati del proprio sangue: il plasma, le piastrine ed anche i soli eritrociti.

  45. Il destino del sangue donato Il sangue intero e le fasi del prelievo La modalità più semplice e veloce è quella della donazione di sangue intero. In circa quindici minuti vengono raccolti in un morbido contenitore di plastica 450 ml di sangue. Il donatore potrà notare con quanta attenzione il personale sanitario tratterà la sacca di raccolta, curando con correttezza tutte le fasi del prelievo: la disinfezione della cute, il posizionamento dell’ago, il flusso costante, la pesatura ed infine la saldatura dei tubi affinché sia garantita la sterilità. la fase di preparazione, saranno conservate alla temperatura più idonea al loro mantenimento, ma non potranno essere utilizzate sino a che la cosiddetta validazione biologica non le renderà disponibili per l’assegnazione.

  46. l destino del sangue donato La “validazione” Insieme alla sacca saranno riempite con il sangue del donatore alcune provette che consentiranno l’esecuzione degli esami di laboratorio finalizzati alla cosiddetta “validazione” della donazione, ovvero alla dichiarazione della sua idoneità ad essere trasfusa. Noteremo anche che particolare attenzione sarà posta nell’etichettare sacca e provette affinché la loro identificazione univoca permetta di eseguire con la massima sicurezza il riconoscimento in tutte le fasi di analisi, lavorazione ed infine di assegnazione.

  47. ll destino del sangue donato La lavorazione del sangue Qui si conclude il compito del donatore, mentre continua quello del servizio trasfusionale: la sacca contenente il sangue intero sarà avviata ad una o più fasi di lavorazione mentre le provette correlate saranno inviate ai laboratori che effettueranno gli esami per la validazione. Vediamo in particolare, pur se brevemente, quali siano questi due momenti e come gli emocomponenti vengano resi disponibili per una corretta e sicura terapia trasfusionale.

  48. Il destino del sangue donato Centrifugazione e separazione dei componenti ematici Il sangue è composto di una parte liquida (il plasma) e di una parte corpuscolata (cellule) costituita da eritrociti, leucociti, piastrine. Trattandosi di elementi di peso diverso è abbastanza semplice procedere alla loro separazione mediante centrifugazione: i diversi strati, netti e ben definiti, rappresentati dal basso verso l’alto dai globuli rossi, dai leucociti con le piastrine e dal plasma, possono essere trasferiti singolarmente in altre sacche collegate sterilmente alla cosiddetta sacca madre ovvero alla sacca contenente il sangue intero.

  49. Il destino del sangue donato Si ottengono così due prodotti principali ad elevato grado di purezza, intendendo con questo termine una bassa contaminazione da altri elementi cellulari: una sacca di globuli rossi ed una sacca di plasma. Un terzo prodotto, definito buffy-coat, costituito da leucociti e piastrine, potrà essere ulteriormente sottoposto a frazionamento per isolare le sole piastrine, che rappresentano un emocomponente di fondamentale importanza per la correzione di alcune manifestazioni emorragiche. Le fasi della validazione prima dell’assegnazione Queste componenti del sangue, terminata la fase di preparazione, saranno conservate alla temperatura più idonea al loro mantenimento, ma non potranno essere utilizzate sino a che la cosiddetta validazione biologica non le renderà disponibili per l’assegnazione.