TERAPIA CHIRURGICA DEL DIABETE DI TIPO 2 QUANTO ABBIAMO IMPARATO SINORA HA MODIFICATO IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO?. Nicola Scopinaro, MD, FACS (Hon) Ordinario di Chirurgia Generale Università degli Studi di Genova. XXI Congresso Nazionale SICOB Cagliari, 25-27 aprile 2013.
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TERAPIA CHIRURGICA DEL DIABETE DI TIPO 2 QUANTO ABBIAMO IMPARATO SINORA HA MODIFICATO IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO? Nicola Scopinaro, MD, FACS (Hon) Ordinario di Chirurgia Generale Università degli Studi di Genova XXI Congresso Nazionale SICOB Cagliari, 25-27 aprile 2013
la neonata disciplina della chirurgia del diabete, grazie alla mole di ricerca clinica e biologica che ha originato, ci ha permesso di scoprire molti importanti aspetti non solo dell’effetto della chirurgia sul diabete di tipo 2 ma anche della malattia stessa, che erano prima sottovalutati o poco o nulla conosciuti
la neonata disciplina della chirurgia del diabete, grazie alla mole di ricerca clinica e biologica che ha originato, ci ha permesso di scoprire molti importanti aspetti non solo dell’effetto della chirurgia sul diabete di tipo 2 ma anche della malattia stessa, che erano prima sottovalutati o poco o nulla conosciuti
alcuni interventi possiedono, in misura diversa, effetti indipendenti dalla riduzione ponderale dovuti alla presenza di un’azione specifica sulla funzione della beta-cellula gli effetti degli interventi bariatrici sul controllo glicemico sono diversi in relazione con la diversa perdita di peso che essi provocano e con la diversa quantità di azione specifica indipendente dal peso che essi possiedono
al di là della diversa perdita di peso attesa, il risultato della chirurgia sul controllo glicemico può essere previsto basandosi su predittori diretti e indiretti, che hanno rapporto con il danno beta-cellulare esistente all’origine o al momento dell’intervento
TERAPIA MEDICA abbiamo nella metformina una potente arma attiva sulla resistenza insulinica, che è tanto maggiore quanto più pesante il paziente, mentre ciò che ci manca è un farmaco attivo sulla funzione beta-cellulare, che è invece tanto più compromessa quanto più basso è il BMI del paziente
TERAPIA CHIRURGICA tutti gli interventi bariatrici, poiché provocano riduzione del grasso corporeo e quindi della resistenza insulinica, sono attivi soprattutto agli alti BMI, mentre quanto più basso il BMI, e quindi più grave il difetto della beta-cellula, tanto meno efficaci le procedure di restrizione gastrica pura e tanto più necessario l’uso degli interventi con azione specifica sulla beta-cellula, cioè il bypass gastrico (GBP) e ancor più la diversione biliopancreatica (BPD)
l’obesità per se non è una buona indicazione per la chirurgia del diabete al contrario, il BMI dveve certamente essere tenuto in grande conto, ma nel senso inverso, con l’indicazione alla chirurgia che aumenta con il decrescere del BMI, purché naturalmente si utilizzino gli interventi adatti
vediamo dunque la semplice e ragionevole proposta fatta a Monaco all’ultimo meeting congiunto EASO / IFSO-EC, proposta basata essenzialmente sul BMI, e quindi sull’efficacia che i diversi interventi bariatrici hanno dimostrato nei diversi range di BMI
la remissione del diabete in questa particolare popolazione dovrebbe essere considerata un effetto collaterale positivo di un intervento il cui scopo primario nella quasi totalità dei casi è la cura dell’obesità, cosicché i criteri di scelta dell’intervento dovrebbero essere quelli che sarebbero stati usati anche in assenza di diabete
range di BMI 30-35 kg/m2 • ancora aperto oggi solo ai trial clinici • pari importanza ai problemi diabete e obesità • la sola riduzione ponderale non può dare risultati eccellenti sul controllo glicemico, dunque è d’obbligo l’uso degli interventi con azione specifica sulla beta-cellula • la risoluzione del problema obesità con buon miglioramento del diabete può essere considerato un risultato accettabile
range di BMI 30-35 kg/m2 STUDIO PROSPETTICO SUGLI EFFETTI DI BPD E GBP (Università di Genova) ENDPOINT CONTROLLO DEL DIABETE (HbA1c ≤7% senza terapia medica) FOLLOW-UP 4 ANNI PERMANENTE RISOLUZIONE DELL’OBESITA’ CON ENTRAMBI GLI INTERVENTI
STUDIO PILOTA BPD BMI 30-35 15 pazienti (9 F) media età: 55.0 aa. (43-69) media BMI: 33.1 kg/m2 (30.4-34.9) media HbA1c: 9.5% (8.1-12.9) media durata diabete: 12 aa. (3-28) terapia insulinica: 6 p. (40%)
vs. preop and 1 month p = < 0.5 vs. preop p = < 0.5 vs. preop p = < 0.5 MEDIA RISPOSTA INSULINICA ACUTA (AIR mcIU/mL) IN 15 PAZIENTI T2DM SOTTOPOSTI A BPD CON BMI >35 mcIU/ml
vs. preop p = < 0.5 vs. preop p = < 0.5 MEDIA RISPOSTA INSULINICA ACUTA (AIR mcIU/mL) IN 15 PAZIENTI T2DM SOTTOPOSTI A BPD CON BMI 30-35 mcIU/ml preop 1 mese 4 mesi 12 mesi
range di BMI 30-35 kg/m2 STUDIO PROSPETTICO SUGLI EFFETTI DI BPD E GBP (Università di Genova) le complicazioni sono state minime con entrambi gli interventi vi erano gli effetti collaterali della BPD, che possono essere giudicati un prezzo accettabile per i migliori risultati sul controllo glicemico il diverso stile di vita comportato dai due interventi può essere considerato una sufficiente ragione di scelta
range di BMI 25-30 kg/m2 • nessuna obesità e nessuna indicazione alla chirurgia fuorché il diabete, che è generalmente grave
range di BMI 25-30 kg/m2 • nessuna obesità e nessuna indicazione alla chirurgia fuorché il diabete, che è generalmente grave • la BPD è il solo intervento proponibile perché
range di BMI 25-30 kg/m2 • nessuna obesità e nessuna indicazione alla chirurgia fuorché il diabete, che è generalmente grave • la BPD è il solo intervento proponibile perché • 1. è il solo intervento efficace
range di BMI 25-30 kg/m2 • nessuna obesità e nessuna indicazione alla chirurgia fuorché il diabete, che è generalmente grave • la BPD è il solo intervento proponibile perché • 1. è il solo intervento efficace • 2. è il solo intervento che, a causa della sua • soglia di assorbimento energetico, provoca • perdita di peso solo se vi è peso eccessivo
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