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Escatologia - Lezione 28^

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Escatologia - Lezione 28^

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  1. Capitolo XI L’escatologia Escatologia - Lezione 28^

  2. 1^ questione: l’oggetto della speranza cristiana La risurrezione dell’uomo

  3. Due premesse:  Immortalità dell’anima o resurrezione dell’uomo? a) Prospettiva dell’integrazione delle due visioni: visione greca: immortalità dell’anima, perché corpo/anima sono due sostanze estranee fra loro (solo la separazione consente all’anima di essere immortale) visione biblica: alla fine dei tempi anche i corpi risorgono per condividere la sorte dell’anima: riprovazione o beatitudine Due visioni poi integrate: mezza risposta ciascu-na al destino dell’uomo (c’è immortalità e per tutta la persona)

  4. b) Prospettiva della non giustapposizione (tesi di Ratzinger): • Sono due diverse visioni d’insieme, non addizionabili • Concludono con due concezioni di Dio-uomo-futuro che sono completamente differenti

  5.  Il croyable disponible Il credibile disponibile del nostro tempo Fattori culturali facilitatori della tesi dogmatica = risurrezione della CARNE • riscoperta della indivisibilità dell’uomo • percezione positiva della strutturazione corporea: modalità “obbligatoria” per realizzare l’unico essere dell’uomo • desiderio di una “vita-al-di-là-della morte” che “può venir concepita soltanto come un diverso modo di esistere di tutto l’uomo. Questo non è altro che il contenuto di una Risurrezione dai morti” (W. Pannenberg)

  6. Qui la coerenza: il messaggio biblico non an-nuncia l’immortalità dell’anima separata dal corpo, ma la risurrezione dell’uomo intero • difficoltà:come immaginare la risurrezione del corpo: • corpi spirituali/gloriosi/celesti esenti dall’obbligo della nutrizione • della locazione spaziale • uno stadio completamente mutato della materia (obiezione: non si tratta di un’astrazione mitologica?) Contraddizione nell’antropologia culturale: * “non abbiamo un corpo – siamo un corpo” * e allergia nei confronti del messaggio cristiano circa il corpo (questioni della bioetica)

  7. Giudaismo coevo a Gesù: Resurrezione = idea diffusa ma discussa Mc 12,18-27disputa con i sadducei (Mt 22,23-33) Gesù parte dalla convinzione diffusa che, alla fine del tempo, i morti risorgeranno e questa sorte riguarda sia i peccatori che i giusti • i sadducei (conservatori) rifiutano la R. per il presupposto = R. è semplicemente una continuazione della vita di questa terra • Gesù lo corregge: «Quando risorgeranno dai morti, non si ammoglieranno né si mariteranno, ma saranno come angeli in cielo» (Mc 12,25)

  8. Resurrezione nella discontinuità = non è una mera prosecuzione dell’esistenza terrena • cioè una nuova perfezione corporale ma sem-pre dentro lo stesso continuum spazio-temporale della precedente MA • Resurrezione = implica una trasformazione • discontinuità non rappresentabile • cosa può essere un corpo risuscitato al di là del tempo e dello spazio? (NT = corpo glorioso – corpo spirituale – corpo incorruttibile)

  9. Spiegazione di Gesù ai Sadducei • “come angeli” non significa essere senza corpo, ma partecipi alla vita divina, superando le funzioni biologiche della procreazione tipicamente terrestre • trasformazione che si basa sulla potenza/ rivelazione di Dio come il Dio dei vivi: • è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe • i patriarchi allora non appartengono più al regno dei morti (sheol), ma vivono

  10. Gesù: Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) Gesù (umano-divino)  è l’uomo che forma una cosa sola col Padre • l’uomo grazie al quale la natura umana è entrata nell’eternità di Dio • Cristo è anche allocuzione di Dio a noi: è il Verbo dialogante con Dio (il Padre) che vive eternamente e che gli comunica la vita • Il Verbo è diretto agli uomini: “chi crede nel Figlio ha la vita eterna” (Gv 3,15)

  11. Gesù: IO SONO la risurrezione e la vita Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?» (Gv 11,23-26) • il risorgerenon è un evento lontano, relegato alla fine dei tempi • grazie alla fede in Cristo si realizza già adesso (risurrezione come “dialogo divino-umano” con Cristo, che è la presenza umanizzata di Dio)

  12. Fase apostolica: S. Paolo  1Ts 4,13-18: • un ritorno immediato del Signore? • alcuni cristiani, però, sono già morti, senza aver fatto esperienza della parusia: sono esclusi dalla speranza? • Paolo risponde: i defunti non sono in posizione di svantaggio rispetto a noi. • Quando il Signore verrà, infatti, «prima risusciteranno i morti in Cristo» e poi, tutti insieme, risuscitati e viventi si andrà incontro al Signore

  13.  La risurrezione dei credenti trova il suo fondamentonel destino di Gesù. Egli pure arrivò alla gloria attraverso la morte e la risurrezione: «Noi crediamo che Gesù è morto e poi è risuscitato. Allo stesso modo crediamo che Dio riporterà alla vita, insieme con Gesù quelli che sono morti credendo in lui» (1Cor 15,3) • A Corinto: confessano la risurrezione di Gesù ma non la risurrezione dei morti  concentrazione della salvezza sul presente e così interiorizzata da escludere la salvezza del corpo

  14. Reazione di Paolo  ne vede una minaccia ai fondamenti della fede e della salvezza di Cristo (incarnatoria - escatologica) “Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti” (1Cor 15,20) • Cristo è risorto non per sé solo, ma come primizia • la risurrezione gloriosa dei credenti sarà un “prolungamento”/partecipazione della risurrezione di Cristo.

  15. 1Cor 15,42-44: come sarà il corpo dei risorti?  Come sarà la nostra risurrezione?  Con quale corpo si risusciterà?  Esiste davvero un corpo nato dalla risurrezione o è un linguaggio cifrato per dire la immortalità della persona? • La questione esorbita dai confini della immaginazione umana e del mondo a noi accessibile • Spiegazione ardita di Paolo con immagini (il “seme”) in parte estranee alla nostra cultura, ma il senso sostanziale rimane

  16. Paolo parte dal realismo della risurrezionedella carne: “né la carne, né il sangue possono ereditare il regno di Dio, né la corruzione può ereditare la incorruttibilità” (v. 50)  C’è un deciso contrappunto di fronte a un realismo meramente intra-mondano, di tipo quasi fisico  per mettere in luce un realismo cristiano, che va oltre la fisica, un realismo nello Spirito.

  17. I presupposti dell’antropologia paolina: Soma = “corpo” ma anche “soggetto” Soma-soggetto indica simultaneamente: • sarx = “corpo” in senso storico-terreno (fisico-chimico) • pneuma = “spirito” oppure l’io stesso che ora si presenta in un corpo fisio-chimicamentepercettibile ma che può apparire in modo definitivo sotto l’aspetto di una realtà ultra-fisica In Paolo l’opposizione vera è tra il “corpo che vive secondo la carne” e il “corpo vivente nello stile dello Spirito”

  18. In definitiva: • per Paolo la risurrezione degli esseri corporei non è la risurrezione dei corpi, ma quella delle persone • non la ricostituzione dei corpi di carne (strutture biologiche) che è impossibile: il corruttibile non può diventare incorruttibile • ma nella diversità specifica caratterizzata dalla vita della risurrezione come si è presentata esemplarmente nel Signore risorto  l’atteggiamento aperto della chiesa nei con-fronti della cremazione mostra che la R. non è la conservazione di un cadavere (anche se è forma più brutale di distruzione del corpo)

  19. «Si semina nella corruzione, si risorge nell’incorruttibilità, si semina nello squallore, si risorge nello splendore; si semina nell’infermità, si risorge nella potenza; si semina un corpo naturale, risorge un corpo spirituale» (1Cor 15,42-44)  ricorso alla metafora del seme: continuità/discontinuità (seme-pianta) risusciteremo con questo stesso corpo mortale e corruttibile, trasformato in immortale e incorruttibile.

  20. Conclusioni bibliche La R. è immortalità della persona: • salvezza dell’unico e indiviso soggetto umano: “questa” ipostasi continua a sussistere sebbene trasfigurata • per il mondo greco l’essere umano “tipico” è il prodotto di una disintegrazione • e come tale non sopravvive per colpa della sua eterogenea costituzione (anima e corpo “seguono” due diverse vie)

  21.  La R. è immortalità dialogica: risurrezione significa “richiamo alla vita” (il verbo eghéiro) l’immortalità non è il fluire di una ovvia facoltàdel non-poter-morire (il potere autonomo di una parte dell’uomo di per sé indistruttibile), ma dalla libera volontà di Dio che ama la sua creatura e non vuole che “sparisca” (cf Gb 19,25; Sal 73,23; 2Mac 7,9)  l’immortalità biblica non proviene dal potere del soggetto ma dal suo essere incluso nel dialogo col suo Creatore Ecco perché non si parla di immortalità ma di risurrezione, cioè richiamo alla vita

  22. J. Ratzinger:  “L’essere uniti a Cristo, reso possibile dalla fede, è già una iniziale vita di risurrezione che ha ormai vinto la morte (Fil 1,23; 2Cor 5,8; 1Tss 5,10)” • Il dialogo con Dio instaurato dalla fede è già “vita eterna” irriducibile alla morte • L’idea di fondo non è quella della restituzione dei corpi alle anime dopo un lungo intervallo di tempo • ma che il soggetto-uomo rivivrà in quanto amato dal Dio col quale è in dialogo e che non permetterà che egli “scompaia”

  23. Dunque: l’idea biblica è quella di una immortalità accordata per via di risurrezione: È un • Concetto integralmente umano di immortalità • Concetto dialogico (umano-divino) di immortalità

  24. Obiezione dal confronto tra il concetto filosofico e biblico di immortalità Immortalità biblica = risurrezione immortalità soprannaturale: obiezioni: solo per le persone pie? miracolistica? dialogica: “chiamata al risveglio” da parte di Cristo immortalità naturale: per ogni singolo uomo in quanto tale è possedereun’anima non materiale immortale Immortalità filosofica = sopravvivenza

  25. Risposta di J. Ratzinger: “avere un’anima spirituale significa essere un interlocutore nel dialogo con Dio: una creatura chiamata da Dio ad un perenne dialogo con Lui” Per la Bibbia: • “anima” designa l’uomo storico (non in senso dualistico greco) • l’essenziale immortalità dell’uomo si fonda sulla sua creaturalità: l’uomo creato in Cristo è pola-rizzato costitutivamente su Dio (= la protolo-gia è già cristologica) • questo è il destino di tutti gli uomini, non solo di chi è “esplicitamente” in dialogo con Cristo

  26.  La R. è attesa per gli “ultimi giorni” Visione greca: l’anima è un assoluto in séestranea al corpo e perciò senza storia (non è bisognosa di altri esseri) Per la visione biblica “unitaria” la vita relazionale/comunitaria è costitutiva: se l’uomo deve sopravvivere la dimensione sociale della sua natura non può venire esclusa Credo la comunione dei santi = superata l’idea (scolastica) di “anima separata” È l’uomo (“soggetto intero”) che continuerà a vivere nelle sue relazioni (non un’anima isolata)

  27. L’elemento comunitario è parte della defini-zione di “uomo” (persona) dunque rientra nel futuro • L’avvenire del singolo individuo umano perverrà allo stadio unico perfetto unicamente quando anche il futuro della umanità risulterà adempiuto • Nell’ultimo giorno riceverà il tocco perfettivo anche il destino del singolo uomo, perché si è adempiuto ormai il destino dell’umanità • La meta non è una beatitudine privata, ma la realizzazione del tutto (“ricapitolazione di tutte le cose in Cristo” – “Dio tutto in tutti”: 1Cor 15,28)

  28. Perciò “Risurrezione”: • alla fine della storia e nella comunione di tutti gli altri esseri umani • è il “carattere profondamente unitario della immortalità umana” (J. Ratzinger) • Cristo risorto è risorgente nel suo Corpo ecclesiale (qui lo stato intermedio?)

  29. La fede ecclesiale nella risurrezione • Difficoltà antiche: lo scacco di san Paolo davanti all’Areòpago di Atene (At 17,32) • Epoca patristica (almeno 10 monografie per correggere le eresie intraecclesiali) Agostino: «in nessun’altra cosa la fede cristiana incontra tante contraddizioni quanto a proposito della risurrezione della carne»

  30. Argomento principaIe dei Padri: Dall’incarnazione alla risurrezione della carne • l’incarnazione di Gesù è ordinata alla risurrezione di ogni carne: “Se la carne non doveva essere salvata, il Verbo di Dio non si sarebbe fatto carne. Che motivo avrebbe avuto di guarire le membra di carne e di ristabilirle nella loro forma originaria, se ciò che egli guariva non doveva essere salvato? (Ireneo) • dall’incarnazione alla risurrezione funziona tutta l’economia della chiesa e dei sacramenti, una sorta di ‘corpo a corpo’ tra il Cristo e noi.

  31. “Questa carne che Dio ha messo insieme con le sue mani ad immagine di Dio, che egli animò con il suo soffio a somiglianza della sua potenza di vita, che egli ha stabilito perché abitasse in tutta la sua opera, ne gioisse e la dominasse, che ha rivestito dei suoi misteri e dei suoi insegnamenti,… questa carne non risorgerebbe, dopo essere stata tante volte cosa di Dio? Via via, il pensiero che Dio possa abbandona re ad una distruzione eterna l’opera delle sue mani; l’oggetto delle cure della sua intelligenza, l’involucro del suo soffio, la regina della sua creazione, l’erede della sua liberalità, il sacerdote della sua religione, il soldato che gli rende testi-monianza, la sorella del suo Cristo. Noi sappiamo che Dio è buono. Dal suo Cristo veniamo a sapere che egli il solo ad essere molto buono. È lui che ordina l’amore del prossimo sulle orme del suo, lui stesso fa, quindi, quanto comanda: ama la carne che è il suo prossimo per molti motivi” (Tertulliano)

  32. Nei primi secoli l’annuncio della speranza cristiana nella risurrezione passa attraverso la liturgia • il battesimo come attualizzazione della Risurrezione del Signore in attesa di partecipare della sua condizione: il battesimo è “piccola resurrezione” • l’eucaristia come farmaco di immortalità (Ignazio A.) • Ireneo, (contro gnosi): “se il pane e il calice divengono Eucaristia come possono dire che la carne non è capace di ricevere la vita eterna?” • L’Eucaristia è per Ireneo principio di immortalità che coincide con la Risurrezione. • La liturgia alimenta la speranza cristiana: • Dio, mediante i sacramenti, struttura le persone, disponendole alla vittoria sulla morte, grazie allo Spirito che agisce nei sacramenti. • Il soggetto che origina la Risurrezione è lo Spirito

  33. Ledichiarazioni del magistero: • La R. è dottrina costante della Chiesa: dal Simbolo apostolico alla professione di fede di Paolo VI • Precisazioni:  la risurrezione è un evento escatologico: avrà luogo «l’ultimo giorno», «alla venuta di Cristo», «il giorno del giudizio», «alla fine del mondo»;  la risurrezione è un evento universale: risusciteranno «tutti gli uomini» o «tutti i morti»; l’universalità così affermata ha la sua ragion d’essere nel dato del NT: una risurrezione dei giusti e dei peccatori (Gv 5,29; cfr. Mt 25,46)

  34. Il concetto di risurrezione include l’identità corporea:  i morti risorgono «con i propri corpi»; «in questa carne nella quale ora viviamo»; «con i propri corpi, quelli che ora possie-dono»; è una risurrezione «di questa carne e non di un’altra». • senso di questa insistenza nell’identità del corpo (o della carne) è illustrato in un testo del concilio XI di Toledo: «Crediamo che risusciteremo non in una carne aerea o di qualsiasi altro tipo, come alcuni delirano, ma in questa, nella quale viviamo, sussistiamo e operiamo».

  35. NB nei documenti magisteriali che parlano di “risurrezione della carne” Carne equivale a “mondo degli uomini” (cf il senso biblico di: “ogni carne vedrà la salvezza di Dio”)

  36. Modi e tempi della risurrezione • sviluppi teologico-dogmatici della speranza della risurrezione: come e quando • cioè ipotesi di determinazione: • dell’identità dell’uomo risorto • e della temporalità della risurrezione

  37.  Identità del corpo risuscitato • l’identità tra corpo terrestre e corpo glorioso dell’uomo • Passi del NT = 1Cor 15,53: «Questo corpo corruttibile deve rivestire l’incorruttibilità e questo corpo mortale deve rivestire l’immortalità» • Magistero: Lateranense IV (1215): «Qui omnes cum suis propriis resurgent corporibus, quae nunc gestant»

  38. Come spiegare l’identità tra corpo terrestre e corpo glorioso?  Da scartare  l’identità materiale tra corpo glorioso e corpo terrestre (il “mio” composto biologico) • Il corpo glorioso non va concepito come una ricostruzione delle strutture biologiche e degli elementi che lo composero nella vita terrestre • in un organismo che muta continuamente è difficile accertare quali siano di fatto le «nostre» molecole, che devono essere fissate per tutta l’eternità (corpo di un bimbo - vecchio) • E i casi estremi (Atenagora di Atene: i pesci che mangiano i naufraghi; e i portatori di handicap fisici o amputazioni)?

  39. Da scartare  l’ipotesi sostenuta già nel Medioevo (Durando di San Porziano, 1334) dell’identità formaletra il corpo terrestre e il corpo di risurrezione • l’identità sarebbe salvaguardatadall’anima e non dalla materia mutevole • ripresa da L. Billot = sostiene che l’anima è il principio dell’identità e della stabilità del corpo, nonostante il mutamento che si verifica nella sua materia organica, nella sua crescita e nella sua corruzione

  40. Critiche: • teoria imparentata con quella della trasmigrazione delle anime (?!) • la tradizione ecclesiastica,dottrinale e liturgica ritiene che il corpo risuscitato comprenda«le reliquie» del corpo terrestre Il culto delle reliquie, infatti, sembra attribuito non solo in rapporto a una corporeità che inpassato fu tempio dello Spirito Santo,ma anche in riferimento al futuro, come reliquie, cioè, del futuro corpo di risurrezione

  41.  Posizione corretta non identità materiale o identità formale, ma identità personale. Ciò pone l’accento • sulla dimensione di concretezza e di storicità dell’uomo • che si è realizzato nella sua vita determinata spazialmente e temporalmente è lo stesso soggetto-uomo storico (= soma), individualizzato e realizzato nel suo contesto sociale, che è il soggetto della risurrezione

  42. L’immagine biblica «uscire dalla tomba» vuol dire che saremo proprio noi, noi medesimi e tuttavia diversi • come Gesù che, dopo la risurrezione, era lo stesso e tuttavia diverso, tanto che nelle apparizioni agli apostoli, essi, pur sapendo che egli era il Signore, al primo momento non lo riconoscevano

  43. «Il volto della persona umana contiene stenograficamente la sua biografia» (Theodor Bovet) simbolicità Corporeità (più che “carne”) socialità l’uomo intero: con tutta la storia della sua esistenza, con tutti i suoi rapporti con gli altri, ha un futuro 1Corinzi 13,8 La carità non avrà mai fine Mt 25: nudo, affamato, assetato…

  44. Non la semplice restaurazione delle strutture terrestri della corporeità.  Il corpo della risurrezione implica un adempimento della presente corporeità  in negativoattraverso il superamento dei suoi limiti attuali:la sua soggezione alla corruzione e la sua impenetrabilità, per cui resiste alla direzione dello Spirito e diviene così “fardello dell’anima” (Sap 9,15) in positivo attraverso la realizzazione dei suoiaspetti positivi, quali: la presenza al cosmo sensibile, la comunicabilità e l’unità con gli altri uomini

  45. Risurrezione corporeasignifica: • non è solo l’io nudo dell’uomo (ammesso che possa esserci qualcosa di simile) ad essere salvato attraverso la morte • nel qual caso ogni storia terrena verrebbe definitivamente abbandonata e tutti i rapporti con gli altri uomini risulterebbero privi di importanza  risurrezione corporea significa che anche la storia di un’esistenza e di tutti i suoirapporti è destinata a entrare nel compimento e a far parte, definitivamente, dell’uomo risuscitato

  46. Corporeità non partendo da un’interpretazione del ‘corpo’ inteso come semplice realtà fisica: «Dio non ama soltanto le molecole che si trovano nel corpo al momento della morte. Egli ama un corpo segnato da tutta la fatica, ma anche dall’instancabile nostalgia di un pellegrinaggio; un corpo che nel corso di questo pellegrinaggio ha lasciato molte tracce in un mondo, che grazie a queste tracce è diventato più umano.Risurrezione del corpo significa che nulla di tutto questo è andato perduto davanti a Dio, poiché egli ama l’uomo. Dio ha raccolto tutte le lacrime e nessun sorriso gli è sfuggito. Risurrezione del corpo significa che l’uomo ritrova presso Dio non solo il suo ultimo istante, ma tutta la sua storia» (Wilhelm Breuning)

  47. Ciò che rimane è il nucleo essenziale dell’uomo: la persona. Il condensato di spiritualità corporea e di corporeità spiritualizzata maturato in questa esistenza terrena continuerà a sopravvivere, seppure in maniera diversa dall’attuale. Ciò rimane imperituro perché custodito nella memoria di Dio (J. Ratzinger)

  48. Conferme bibliche: il corpo del Crocifisso-Risorto Lo riconoscono nella continuità (è il Signore) • “Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!” (Gv 20,16) • “mostrò loro le mani e il costato” (Gv 20,19) • …a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano (Gv 20,27) • Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore (Gv 21,12)

  49. Ma i testi affermano anche la discontinuità  la forma d’essere e il modo di comunicazione coi suoi (= corporeità del Risorto) sono cambiati e il riconoscimento non è immediato: “Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù” (Gv 21,4) • es. il corpo del Risorto trascende le leggi dello spazio e del tempo “…mentre erano chiuse le porte del luogo…, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro” (Gv 20,19)

  50. Risurrezione della carne e giudizio finale Giudizio particolare e retribuzione (dell’anima?!)  Il tempo della risurrezione il problema dello stato intermedio delle anime tra la morte del singolo uomo e il momento finale (l’escatologia intermedia) Escatologia collettiva Escatologia individuale …………